domenica 28 febbraio 2010

sabato 27 febbraio 2010

Le più belle di sempre : House of the rising Sun-The Animals(1964)


Semplicemente,la più bella tra le centinaia di riletture di questo traditional e uno dei pezzi che convinsero Bob Dylan alla svolta elettrica.La parte d'organo è da antologia.

Perle sconosciute : Prologue-Muffin(2009)


Prologue è il pezzo che apre Grapes,l'album d'esordio dei Muffin,progetto alt-folk giapponese.Il disco è cantato quasi per intero nella lingua del sol levante,ma le atmosfere sono tipicamente anglosassoni,con il fantasma di Nick Drake che aleggia per tutta la durata dell'album.La voce femminile è eterea e fanciullesca,gli arrangiamenti prevalentemente acustici sono semplici ma molto raffinati.

venerdì 26 febbraio 2010

I migliori chitarristi sconosciuti(2) : Jimmie Vaughan


Stasera parliamo di uno dei miei preferiti in assoluto,Jimmie Vaughan.Fratello maggiore del celeberrimo Stevie Ray,Jimmie inizia la carriera suonando in vari gruppi di Austin,è lui stesso ad insegnare i primi rudimenti dello strumento a Stevie.Negli anni '70 forma i Fabulous Thunderbirds e,inizialmente,il successo sembra arridergli.Il gruppo incide una manciata di dischi all'insegna di un Texas blues ruspante e grezzo,i cui numi tutelari sono Albert King e Bo Diddley,ma con i primi successi arriva una certa commercializzazione del suono ed il nostro presto abbandona.Negli anni '80 incide un disco col più famoso fratello(Family Style),non eccezionale.Poi tra il '94 e il 2000 tre album da solista fantastici ma conosciuti solo dai cultori.Lo stile di Jimmie è molto diverso da quello pirotecnico del fratello,ed è fatto di frasi brevi e secche,col suono della Fender pulito e tagliente.Se negli anni '70 il suo stile era una chiara rilettura di quello di B.B.King e Albert King,con influenze di chitarristi locali come Lil' Son Jackson e Frankie Lee Sims,col passare del tempo e con la voglia di differenziarsi sempre più da riferimenti ingombranti,lo stile di Jimmie si fa sempre più personale,anche se un forte debito lo paga al grande e misconosciuto Eddie "Guitar Slim" Jones.Vi propongo ben tre pezzi,lo stupendo slow Dengue Woman Blues,che magari tanti di voi avranno ascoltato nella colonna sonora di Dal tramonto all'alba di Rodriguez,dove Jimmie oltre a citare B.B.King mette in mostra ottime doti vocali,e due versioni di Six String Down,brano in onore di Stevie.La prima,fedele a quella in studio(ma purtroppo di qualità amatoriale),mostra la semplice ma efficace tecnica downhome di Jimmie,in una versione per sola chitarra e voce ricca di pathos,mentre la seconda è una rilettura elettrica con le tipiche frasi secche della Stratocaster di Jimmie.

giovedì 25 febbraio 2010

I migliori chitarristi(2) : Jimi Hendrix


Quando Jimi Hendrix fa la sua apparizione sulla scena rock-blues inglese nel 1967,i grandi guitar hero del periodo,Eric Clapton e Pete Townshend in testa,invecchiano improvvisamente.Questo non tanto per inferiorità tecnica,quanto per la presenza scenica del mancino di Seattle.Hendrix,che suona da anni nel circuito blues americano senza sfondare,si agita sul palco come un ossesso,suona la chitarra con i denti,dietro la schiena,se la strofina sull'inguine e,a volte,la brucia a fine esibizione. Per i compassati fan inglesi è uno shock,abituati allo stile più dimesso di Clapton e tuttalpiù ai salti di Townshend.Ovviamente non sanno che tutti i trucchi più appariscenti Hendrix li ha mutuati da chitarristi blues dei precedenti trent'anni,come T-bone Walker,Earl King e Buddy Guy.Ma trucchi a parte,Hendrix è veramente un musicista sopraffino e rivoluzionario,le sue improvvisazioni spaziano dal blues al rock psichedelico al jazz-rock,quest'ultimo la più probabile evoluzione del suo stile se i suoi eccessi non l'avessero ucciso a 27 anni,nel 1970.A quarant'anni dalla morte rimane la figura di un chitarrista che ha fatto storia a sè,diverso da tutto quello che si era sentito prima nel rock e capostipite di una schiera di epigoni che non sono riusciti a emularne le gesta,uno su tutti Stevie Ray Vaughan,ma anche quella di un mito reso sproporzionato dalla morte prematura.Il live di Voodoo child(slight return) e della celeberrima Hey Joe,cover di Billy Roberts e suo primo limpido successo,in cui vediamo Jimi dare fondo al suo repertorio di trucchi.

mercoledì 24 febbraio 2010

Altre forme di blues : Captain Beefheart-Sure 'nuff 'n yes i do/Zig zag wanderer(1967)

Avvistamenti : Musee Mecanique


Solita storia;se cercate in rete o sulle riviste musicali tracce di Hold this ghost,il disco dei Musee Mecanique recentemente uscito per una nuova etichetta,dopo che aveva fatto la sua comparsa già nel 2008,troverete versioni a dir poco discordanti.A seconda dei casi viene dipinto come un capolavoro,come un disco passabile,inutile,fino ai siti più snob dove viene stroncato in modo inspiegabilmente rancoroso.Boh...A me è piaciuto,voi ascoltate e giudicate secondo i vostri gusti.Le influenze sono numerose e tutte nobili,da Neil Young(la semi-country Fits and starts)a Simon & Garfunkel,da Elliot Smith ai Lambchop.Le atmosfere sono delicate e rilassate,mentre il frequente utilizzo del theremin aggiunge un tocco di suggestione.

lunedì 22 febbraio 2010

Perle sconosciute : Waiting around to die-Townes Van Zandt(1969)


Townes Van Zandt è un po' il prototipo del personaggio cult.Non ebbe infatti mai grande successo in vita,nonostante la critica lo portasse in palmo di mano;fu sempre apprezzatissimo dai colleghi più famosi e la sua influenza su quasi tutti i cantautori americani dai '70 fino ad oggi è indiscutibile;per finire la vita avventurosa da film.Townes era infatti figlio di petrolieri,ma rinunciò alla vita agiata cui era destinato preferendo quella errabonda del cantante folk country;vita che,peraltro,fu condizionata dalla dipendenza dall'eroina e che si concluse prematuramente nel 1997 a soli 52 anni. Il bravo Steve Earle,che nel 2009 ha inciso un album tributo,ha dichiarato di ritenere alcune canzoni di Townes le migliori in assoluto della storia.Il pezzo che vi propongo apparve nel primo album di Van Zandt,For the sake of the song,in una versione dall'arrangiamento più country rispetto a questa,reincisa l'anno dopo per il suo terzo album(Townes Van Zandt,1969)con una veste più minimale.Waiting around to die.

domenica 21 febbraio 2010

I migliori chitarristi sconosciuti(1) : Roy Buchanan


Dedico questo primo post sui grandi chitarristi sconosciuti a colui che mi ha ispirato la creazione di questo spazio,vale a dire Roy Buchanan.Infatti fu proprio uno special della televisione americana del 1971,intitolato appunto Il più grande chitarrista conosciuto del mondo a fargli conquistare quel po' di fama che gli permise poi di incidere i suoi pochi dischi e di girare il mondo in vari tour.Roy iniziò la sua carriera verso la fine dei '50 come chitarrista di Dale Hawkins,imbracciando la Fender Telecaster che non tradirà mai e di cui sarà,con Albert Collins,l'indiscusso maestro.Nei '60 diventa chitarrista del gruppo di un altro celebre Hawkins,Ronnie,dove milita come bassista Robbie Robertson,il futuro leader e chitarrista di The Band,il quale proprio da Roy apprende i segreti della solista.La svolta potrebbe arrivare nel '71,quando è in procinto di sostituire Brian Jones nei Rolling Stones,ma all'ultimo salta tutto e il posto viene preso da Mick Taylor.I motivi non saranno mai ben chiariti.Gli anni '70 sono comunque il periodo di maggior successo per Buchanan,quello in cui alterna dischi di gran qualità(Live stock)ad altri meno felici(Loading zone),fino al 1981,quando abbandona il music business disgustato dal tentativo delle major di snaturare il suo stile per inseguire il mercato,ma anche per i suoi annosi problemi con droghe e alcol.Torna nel 1985 con la Alligator,etichetta discografica votata al blues,con cui incide forse i suoi migliori lavori.Nel 1988,quando sembra aver trovato il suo equilibrio,Roy viene arrestato per ubriachezza e si toglie la vita in carcere impiccandosi;una fine che lascerà non pochi dubbi.Tecnicamente Buchanan è un chitarrista molto particolare,soprattutto nell'uso degli armonici e degli effetti.Il suono secco e cristallino della Telecaster è il suo marchio di fabbrica,come la velocità d'esecuzione pur mantenendo il suono estremamente pulito,il suo virtuosismo,talora eccessivo,vanta pochi eguali in ambito rock-blues,ma Roy è capace anche di alternare ai suoi improvvisi scoppi di furore,momenti melodici di grande impatto(The Messiah will come again).Il punto debole che sicuramente ne ha pregiudicato la carriera è la sua drammatica inettitudine al canto.Vi propongo il live di When a guitar plays the blues,suo cavallo di battaglia negli anni Alligator,e la stupenda rilettura di After Hours,dove,messi da parte i virtuosismi,la chitarra di Roy sembra quasi parlare.

Perle sconosciute : Home-Autumn Shade(2007)


Gli Autumn Shade sono la creatura musicale della cantautrice americana Jes Lenee',titolari di un album intitolato Ezra Moon uscito nel 2007 che va ad inserirsi a pieno titolo nel sempre più affollato segmento delle songwriter femminili.Il disco propone essenzialmente delle ballate folk,dove la bella voce di Jes,supportata da intrecci di chitarra acustica e piano,si spinge da atmosfere bucoliche fino a puntate al limite del gothic.Home è forse il pezzo più immediato,ma tutto il disco merita un ascolto attento.

Dale Hawkins R.I.P.


La notizia è di una settimana fa ma l'ho scoperta per caso da poco.Dale Hawkins,uno dei personaggi di spicco del rock'n'roll dell'immediato dopo Elvis,è scomparso il 13 Febbraio a 73 anni.Nonostante la lunga carriera ricca di successi è ricordato soprattutto per Susie Q,pezzo rockabilly reso celebre dalla dilatata versione dei Creedence Clearwater Revival e,in misura minore,per essere stato il primo ad avere nella sua band Roy Buchanan,il più famoso tra i chitarristi sconosciuti.Ecco la sua Susie Q.

sabato 20 febbraio 2010

I migliori chitarristi(1) : Eric Clapton


Dove il #1 indica solo la cronologia dei post dedicati a quest'argomento,visto che non mi sogno nemmeno di fare una classifica,chè la rete ne è già intasata.In questo nuovo spazio alternerò un chitarrista celebre,un mostro sacro,come lo è Clapton,a uno meno conosciuto.
Eric Clapton,inglese nato nel 1945,è,al di là di qualsiasi preferenza personale e considerazione tecnica,il più famoso chitarrista bianco di blues.Il suo curriculum è impressionante,dopo una breve parentesi nei Roosters,Clapton esordisce negli Yardbirds,uno dei primissimi gruppi dell'ondata di blues revival inglese,tra le cui fila passeranno anche Jimmy Page e Jeff Beck.All'indomani del primo successo,For your love,Eric abbandona il gruppo,con un'integrità che non sarà sempre così salda,reo di eccessiva commercializzazione.Entra nei Bluesbreakers di John Mayall,massima espressione del movimento blues inglese.Lo spazio di un disco omonimo,forse il migliore nel genere,e slowhand abbandona di nuovo per formare i Cream,primo supergruppo della storia.Una manciata di album e tour di grande successo e l'ego smisurato dei tre musicisti(gli altri sono Jack Bruce al basso e Ginger Baker alla batteria),unito allo smodato consumo di LSD,fa sì che il gruppo si sciolga.Segue la breve parentesi dei Blind Faith,poi,in un tentativo di nascondersi dietro uno pseudonimo perchè già stanco dell'eccessiva celebrità,nascono i Derek and the Dominos che,grazie anche all'apporto del grande Duane Allmann,scrivono alcune delle pagine migliori dell'intero catalogo claptoniano.Sciolti anche i Derek,Clapton si concentra sull'attività solistica all'insegna di un vistoso cambio di stile;dalla cascata di note e distorsioni del suo periodo di maggior splendore a un blues rilassato sulla scia di J.J.Cale.Ma i problemi con droga e alcol sono sempre più gravi e i suoi lavori ne risentono per tutti i '70.Gli anni '80,decennio di per sè sciagurato per la buona musica,vedono anche alcune scelte discutibili,come quella di farsi produrre da Phil Collins nel tremendo August,e varie tragiche vicissitudini personali.Dai '90 ad oggi Clapton alterna scialbi album pop a finalmente più sanguigni omaggi ai padri del blues,come l'eccellente From the cradle del '94 e la collaborazione coi maestri J.J.Cale del 2006(The road to Escondido)e con B.B.King(Riding with the king).I due live che ho scelto per voi sono Politician,hard blues periodo Cream,con Clapton al massimo splendore,e Someday after awhile,recente rilettura di un blues di Freddy King,dove il nostro mostra la prodigiosa abilità solistica sui tempi lenti tornando ad imbracciare una Gibson,e come,nonostante il passare degli anni,dal vivo rimanga uno dei migliori chitarristi blues per tecnica e feeling.

Percy Bysshe Shelley : Alla Luna


Sei pallida perché
sei stanca di scalare il cielo
e fissare la terra
tu che ti aggiri senza compagnia
tra le stelle che hanno una differente
nascita, tu che cambi
sempre come un occhio senza gioia
che non trova un oggetto degno della
sua costanza?

Avvistamenti : Beck Record Club


L'ultima trovata di Beck,uno dei personaggi più creativi emersi negli ultimi quindici anni nella musica pop,è la seguente:riunire musicisti amici di volta in volta diversi nei suoi studi di registrazione per suonare delle cover "buone alla prima",per poi rendere pubblici i risultati sul suo sito,il tutto gratuitamente.Tra i primi progetti il rifacimento di Velvet underground & Nico,The songs of Leonard Cohen e OAR di Skip Spence,mentre tra i musicisti si segnalano Feist,gli MGMT,Devendra Banhart e Andrew Stockdale dei Wolfmother.Io vi propongo la cover di So Long,Marianne del grande Leonard Cohen.Gli altri brani al Beck Record Club.

venerdì 19 febbraio 2010

Perle sconosciute : Girl With One Eye-Florence+The Machine(2009)


Devo ammettere che la prima cosa che mi colpì all'uscita di Lungs,il primo album di Florence+The Machine,fu l'immagine in copertina della cantante Florence Welch.Non tanto per le sue doti fisiche,quanto per l'atmosfera che rimanda alle opere dei preraffaeliti,che in ambito pittorico rappresentano uno dei miei movimenti preferiti.Florence comunque,oltre alla sua bellezza fuori dai canoni,ha anche altre doti artistiche piuttosto rilevanti e la sua bella voce,ora carezzevole,ora aggressiva,si fa ascoltare con piacere per tutte le tracce dell'album,anche se parecchi pezzi sembrano un po' deboli.Lungs è stato incensato ampiamente da critica e pubblico,probabilmente al di là dei meriti,complice forse il fatto che,lasciato libero il campo da una Winehouse sempre più in disuso,le ultime rivelazioni di questo genere(mi vengono in mente Lily Allen e Katy Perry)sono molto inferiori.Aspettando un nuovo lavoro più maturo e calibrato,vi faccio ascoltare l'unico pezzo che,secondo me,si eleva ben più di una spanna sopra gli altri.Sanguigna su carta liscia.

giovedì 18 febbraio 2010

Claude Monet : Il ponte di Westminster

Perle sconosciute : Amorino-Isobel Campbell(2002)


Ultimamente ho avuto modo di soffermarmi più volte su Isobel Campbell,prima parlando di un pezzo dei Belle and Sebastian e poi per la sua collaborazione con Mark Lanegan.Isobel ha però all'attivo anche due bei dischi da solista,il primo intitolato Amorino dalle sonorità leggere e piuttosto variate,dal pop al folk alla bossa fino ad atmosfere jazzate,il secondo,Milkwhite Sheets,decisamente votato al folk-rock.La Campbell,oltre ad essere la bella ragazza bionda dalla voce eterea che conosciamo,è anche polistrumentista,sebbene si esibisca principalmente al violoncello.Visti i giorni di sbornia sanremese,tra urla e strepiti di sedicenti cantanti,prendiamoci una vacanza con le atmosfere delicate e sognanti di Isobel Campbell.

mercoledì 17 febbraio 2010

Edward Hopper : Railroad Sunset

Le più belle di sempre : Ballad of a thin man-Bob Dylan(1965)


Personalmente il pezzo che preferisco di Dylan,da Highway 61 Revisited,l'album del '65,quello della svolta elettrica.Andamento blueseggiante e riff che ricorda la splendida I believe to my soul di Ray Charles,Ballad of a thin man è uno dei pezzi più duri e spietati del grande Bob.
There ought to be a law against you comin' around...because something is happening here,but you don't no what it is.Do you,Mr.Jones?
Da dedicare a chi volete,tutti abbiamo il nostro Mr.Jones...

martedì 16 febbraio 2010

Piet Mondrian : Composition

Le donne del rock : Silvana Aliotta(Circus 2000)


Dopo aver parlato di quattro mostri sacri del rock al femminile,quest'oggi vi propongo un'artista sicuramente meno conosciuta ma comunque validissima.Già,perchè se Silvana Aliotta non fosse nata nel nostro paese,che notoriamente ha avuto da sempre poche realtà di successo nel mondo del rock e forse nessuna a livello femminile(tranne negli ultimi anni i Lacuna Coil),avrebbe potuto ambire a ben altre soddisfazioni.All'alba dei '70 Silvana Aliotta è la voce dei Circus 2000,uno dei primi gruppi di casa nostra a lasciarsi alle spalle il beat per cimentarsi con qualcosa di più complesso;sono gli anni della nascita del progressive,gli albori di quello che sarà il miglior periodo per il rock tricolore e i Circus 2000 fanno la loro bella parte,tanto da essere ancora oggi una band cult un po' in tutto il mondo.Prima dello scioglimento incidono due dischi,il primo Circus 2000 nel 1970 e An escape from a box nel 1972.L'esordio è all'insegna di un rock psichedelico che paga pegno ampiamente ai Jefferson Airplane,dieci pezzi piuttosto brevi ma rivoluzionari per la musica italiana di allora che era ancora legata a stereotipi piuttosto commerciali,dal trash di un'Orietta Berti alla classe un po' stucchevole di Mina fino alla ribellione all'acqua di rose di Caterina Caselli.La voce di Silvana non ha nulla da invidiare alle colleghe d'oltreoceano,la sua presenza scenica è aggressiva quanto basta e la band che la supporta è costituita da musicisti coi fiocchi.Questo disco è un po' snobbato,a posteriori,dai cultori del prog ma,giova ricordarlo,nel 1970 non esisteva ancora un vero e proprio prog italiano,e per questo disco si può parlare in realtà di rock psichedelico.L'album del 1972 è invece un lavoro progressivo in piena regola,pezzi molto lunghi,cambi di ritmo e ampio spazio a break strumentali.Poi lo scioglimento e la carriera solista non sempre fortunata.Da segnalare la figlia di Silvana,Valeria Caponnetto Delleani,che ha ereditato la fantastica voce della mamma.I brani sono I just can't say dal primo album e l'infuocato live di Hey Man! del '72(notare il giovanissimo Renzo Arbore).

lunedì 15 febbraio 2010

Avvistamenti : Alondra Bentley-Ashford Avenue


Con questo delizioso videoclip i cui effetti speciali fanno impallidire il recente Avatar,voglio proporvi l'album recentemente uscito di Alondra Bentley.Cantautrice sospesa a metà tra Spagna e Inghilterra,Alondra si colloca nell'affollato(non in Italia,ahimè) segmento folk-pop femminile,nella scia di artiste quali Cat Power,Feist,Katie Melua e Keren Ann,solo per citarne alcune.La giovanissima Alondra è però artista già completa e dallo stile personale e riconoscibile,le cui sfumature hanno il merito di rendere Ashford Avenue un debutto variato e molto promettente.I pezzi sono I feel alive e il live di Giants are windmills.

Joan Mirò : Le Coq

domenica 14 febbraio 2010

Perle sconosciute : Angels-Black Mountain(2008)


Gruppo canadese che propone un misto di psichedelia e hard-rock pesantemente influenzato da atmosfere anni '70,i Black Mountain hanno inciso due album di buon successo.Il loro secondo lavoro,uscito sul finire del 2008 e intitolato In the future,cerca di gettare un ponte tra Black Sabbath,Pink Floyd e Jefferson Airplane(la bella voce di Amber Webber ricorda molto da vicino quella di Grace Slick)con risultati alterni ma comunque apprezzabili.Il loro sound è fortemente guidato dalla chitarra elettrica,anche se quà e là spunta qualche synth e non manca qualche bella ballata.E proprio una ballata,un po' ruffiana ma molto riuscita,è questa Angels.

Le più belle di sempre : The Passenger-Iggy Pop(1977)


A metà degli anni '70 Iggy Pop,reduce dall'esperienza con gli Stooges,di buon spessore artistico ma non tanto proficua a livello commerciale,è un uomo distrutto da droghe,eccessi e dal suo stesso ego. Con l'aiuto dell'amico David Bowie si risolleva e dopo l'ottimo The Idiot del 1977,nello stesso anno pubblica il suo disco più famoso,Lust for life,che contiene alcuni pezzi divenuti col tempo veri e propri standard del suo proto-punk.Il più conosciuto di questi è sicuramente The Passenger,ritmo incalzante quasi reggae,che sarebbe stato ripreso in centinaia di salse e la voce scura e vissuta dell'ancor giovane Iggy.Matita seppia su carta sottile.

sabato 13 febbraio 2010

Fernando Pessoa : Se Qualcuno...


Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.

Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.

Apri a chi non bussa alla tua porta.


Perle sconosciute : Cold Desert-Kings Of Leon(2008)


I Kings Of Leon,lo dico subito,non sono secondo me una band per cui strapparsi i capelli,e,probabilmente, godono di un successo sproporzionato per le loro qualità.Il quartetto di Nashville,composto da tre fratelli e un cugino,ha dato alle stampe già quattro album in cui si rincorrono di volta in volta reminiscenze rock-blues anni '70,atmosfere simil Neil Young,miscelate con tentazioni più facili e attuali quali Strokes e Interpol.Proprio qui sta il problema:i Kings Of Leon, qualsiasi cosa facciano,sembrano troppo derivativi,specie se imitano un gruppo come gli Strokes,che già di per sè derivativi lo sono in ogni nota che suonano.Però ogni tanto il coniglio dal cilindro riescono a tirarlo fuori;è il caso di Cold Desert,il pezzo che chiude magnificamente il loro album di maggior successo,Only by the night,un brano in cui finalmente il feeling prende il sopravvento e la bella voce di Caleb Followill emerge in tutto il suo calore.

venerdì 12 febbraio 2010

Nazim Hikmet : Foglie Morte


Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso

veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali dei viali d'ippocastani.

Perle sconosciute : Chocolate Jesus-Tom Waits(1999)


I dischi di Tom Waits sono tutti degli scrigni pieni di perle più o meno conosciute.Questa esce fuori da Mule Variations,pregevole lavoro del 1999.Strumentazione povera,arrangiamento scarnificato fino all'osso,un gallo che canta in sottofondo e il tipico andamento da blues strascicato a là Waits.E in più quel suo vocione alcolico.Chocolat Jesus.

Pablo Picasso : Ritratto di Olga

giovedì 11 febbraio 2010

Le più belle di sempre : Moondance-Van Morrison(1970)


Moondance,uno dei cavalli di battaglia del grande cantante nordirlandese Van Morrison,è oggi nota soprattutto per la versione swing portata al successo pochi anni fa da Michael Bublè.Tipico caso in cui una canzone praticamente perfetta di per sè,viene riciclata in una veste banalotta e modaiola,gettata in pasto al grande pubblico,che ovviamente ignora l'originale,costruendo così il successo di un personaggio tutto sommato modesto come il pur simpatico Bublè.Io preferisco riascoltare la voce ruvida dell'allora venticinquenne,ma già navigato(vedi Them), Van Morrison.

Perle sconosciute : I can be a frog-The Flaming Lips(2009)


I Flaming Lips sono la band di rock psichedelico più influente degli ultimi anni.Nel 2009 hanno pubblicato Embryonic,disco che ha riaffermato il loro predominio nel genere dopo qualche passo falso.I can't be a frog è una breve ballata dalla melodia accattivante ed è forse il pezzo più "commestibile" dell'album,per chi non fosse avvezzo ad ascolti simili.Da segnalare la collaborazione della brava Karen O degli Yeah Yeah Yeahs,sua è la voce che imita i versi degli animali citati di volta in volta.Carino anche il video low cost.

Scusa ma non se ne può più

mercoledì 10 febbraio 2010

Perle sconosciute : War Machine-Drew Piston(2008)


Stasera,oltre a consigliarvi come al solito un bel pezzo sconosciuto,vi racconto una storiella semplice semplice.Circa un mese fa pubblicai in questa stessa "rubrica" un pezzo di Drew Piston,un giovane cantautore americano semisconosciuto,scoperto girovagando per la rete.Passano pochi giorni e mi arriva una mail,a nome Drew Piston;incuriosito la apro e scopro che,semplicemente,è Drew in persona che mi ringrazia per l'apprezzamento,mi fa i complimenti per il blog e per i miei dipinti e in più mi manda un link dove scaricare gratuitamente il suo primo album.Devo ammettere che,conoscendo i costumi italiani,sulle prime mi ero aspettato che mi scrivesse per dirmi che non avevo rispettato chissà quali diritti d'autore o che so,e di eliminare il video.Invece il semplice gesto di un ragazzo della mia stessa età,che però tanto scontato non è venendo da un artista comunque abbastanza affermato.Conosco personalmente gente che,per il solo fatto di aver pubblicato un orrido libro ricorrendo a case editrici a pagamento,cammina,per usare le parole di uno scrittore loro caro,tre metri sopra il cielo senza vergogna alcuna,o ancora tra noi blogger chi se la tira per una manciata di sostenitori e si urta se gli lasci un commento non perfettamente allineato.Tornando al pezzo,siamo di fronte ad un omaggio alle atmosfere di Tom Waits,col lugubre avvio affidato ad un organo da chiesa,per poi lasciare spazio ad una sorprendente rumba,con la voce di Drew che sembra arrivare dal fondo di un abisso.

Konstantinos Kavafis : Itaca


Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti , finalmente e con che gioia ,
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

martedì 9 febbraio 2010

Avvistamenti : Micol Martinez


Per chi crede che anche in Italia ci sia posto per donne che cantano con l'anima piuttosto che dispiegando tutta la potenza delle corde vocali ogni volta che aprono bocca,per chi crede che una cantante di 32 anni possa ritagliarsi un suo spazio scrivendo testi intelligenti anzichè mostrando le cosce e riempiendosi le fauci di sole,cuore e ammore,per chi vuole affrancarsi da un mercato ostaggio di personaggi senza arte nè parte e di facce da reality,questo potrebbe essere un disco interessante.Micol Martinez,oltre che musicista raffinata e misurata,è attrice,pittrice e dj;il suo disco è uscito il 29 Gennaio e s'intitola Copenhagen,vede la collaborazione di Cesare Basile e si colloca nella scia di quelle(poche)artiste italiana che inseguono un sound indie e internazionale come Cristina Donà,Nada e,in alcune occasioni,Carmen Consoli e Marina Rei.Il pezzo che vi propongo s'intitola Testamento biologico e la mia scelta non vuole essere un ricordo del caso Eluana,che pure ci ha colpito tutti profondamente un anno fa,così come per tutti quelli che si trovano nella stessa situazione senza diventare casi mediatici.In rete,ma non solo,ne ho visti fin troppi di omaggi alla memoria che in realtà sono solo scuse per fare politica,per guadagnarsi un facile applauso,per affermare la propria individualità o semplicemente per scivolare nel cattivo gusto.Su un tema così delicato,per me,anche il silenzio appare troppo chiassoso.Questa canzone è scritta con tale gusto e raffinatezza,senza voglia di scioccare(e saggiamente Micol non l'ha scelta come singolo),da rappresentare una felice eccezione.Auguri di cuore,quindi,a questa brava artista,di cui potete ascoltare qui altri tre brani.

Jasper Johns : Target

Le donne del rock : Nico


Nico è stata una delle figure femminili più affascinanti,misteriose e,a tratti,sottovalutate del rock. Christa Paffgen,questo il suo vero nome,misteriosa lo è già a partire dalle sue origini;comunemente si ritiene fosse nata a Berlino nel '44,ma altre fonti spostano il luogo a Budapest e la data al '38. Quando si rivela ai più nel 1967 come bellissima musa di Andy Warhol e affascinante voce dei Velvet Underground,Nico ha già alle spalle un passato di fotomodella,una storia burrascosa con Alain Delon(da cui ha avuto un figlio),alcune particine al cinema(La dolce vita)e collaborazioni con Robert Plant e Jimmy Page.Nonostante canti nel primo disco dei Velvet alcune delle canzoni più riuscite,tra cui Femme Fatale,la sua permanenza nel gruppo non è facile. Lou Reed pare la odiasse,e anche gli altri componenti erano gelosi delle attenzioni di Warhol e della stampa,mentre con John Cale nacque una bella collaborazione che si protrarrà negli anni. Dopo la sua uscita dal gruppo incide alcuni ottimi dischi,tutti contrassegnati da atmosfere cupe e lugubri,anticipando così il futuro gothic ed i lati più dark del punk.Di capitale importanza Desertshore del 1970,da cui è tratta questa Afraid.Segue un parziale ritiro dalle scene,forse per mai chiariti problemi di droga e il ritorno degli anni '80.Proprio quando Nico sembra aver trovato la giusta serenità,la tragica fine a Ibiza,per una banalissima caduta in bicicletta,a soli 44 anni.(Ritratto:matita seppia su carta per fotocopie)

lunedì 8 febbraio 2010

Giuseppe Ungaretti : Nostalgia


Quando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa

Su Parigi s’addensa
un oscuro colore
di pianto

In un canto
di ponte
contemplo
l’illimitato silenzio
di una ragazza
tenue

Le nostre
malattie
si fondono

E come portati via
si rimane

Perle sconosciute : Tropicalia-Beck(1998)


Beck Hansen è uno di quei personaggi,per la verità rarissimi,capaci di spaziare con disinvoltura tra i generi più diversi,capaci,in buona sostanza,di trasformare in oro tutto ciò che tocca;sia che passi dal country al blues acustico,dal rock classico alla psichedelia o,come in questo caso,alla musica brasiliana.In Tropicalia,tratto dal bellissimo Mutations del 1998,Beck omaggia il movimento omonimo che alla fine degli anni '60 rivoluzionò la musica brasiliana.L'omaggio,in realtà,è limitato soprattutto al titolo,visto che il brano è un vero e proprio samba-rock trattato con leggere dosi di psichedelia,il tutto con una pertinenza stilistica ed una classe invidiabili.Datemi retta per una volta,col tempo che imperversa in questi giorni,un po' di Brasile può fare solo bene!

Altre forme di blues : Ball and biscuit-White Stripes(2003)


Da un po' di tempo non aggiorno questa piccola enciclopedia del blues suonato da musicisti che blues,almeno in senso stretto,non sono.E' proprio il caso dei White Stripes,uno di quei gruppi che,pur proponendo una musica fuori da qualsiasi canone commerciale e a volte piuttosto ostica,di tanto in tanto riescono a sfondare contro tutte le previsioni.Jack White,il poliedrico leader del duo,non è un chitarrista blues nel senso tradizionale,ma i suoi dischi sono infarciti di blues,almeno un paio di pezzi in ogni album.Ho scelto da Elephant questa Ball and Biscuit,pezzo blues in tutto e per tutto,dalla struttura base al testo.Ascoltate l'assolo di White ed il suo canto isterico e frammentario,dentro c'è tutta la tradizione del blues demoniaco di Robert Johnson e Son House.White è un chitarrista folle e schizzato,le corde sono tirate fino a spezzarsi,l'assolo è discontinuo e poco fluido,sembra quasi che lo strumento gli scotti tra le mani e,dove non arriva a sorreggerlo la tecnica,è il feeling a prendere il sopravvento.

domenica 7 febbraio 2010

Isobel Campbell


Matita seppia su carta scadente

Perle sconosciute : Deus Ibi Est-Mark Lanegan & Isobel Campbell(2006)


Quando nel 2006 venne dato alle stampe l'album Ballad of the broken seas a nome Mark Lanegan (l'oscuro ex-leader degli Screaming Trees) e Isobel Campbell(bella ed eterea ex-violoncellista e voce dei Belle and Sebastian) non pochi furono a chiedersi cosa c'entrassero tra di loro due personaggi così diametralmente opposti.In realtà,come capita spesso,gli opposti si attraggono e,in questo caso,attraggono anche chi li ascolta.Intanto perchè,in modi diversi,sono due artisti dal fascino indubbio quanto particolare;da una parte la voce ruvida e virile di Lanegan,dall'altro quella flebile ed eterea della Campbell,il tutto unito ad una manciata di inediti sospesi tra folk e country(a parte la bella ed ironica Ramblin' man,cover di Hank Williams).Unica pecca il fatto che il tutto sia un po' troppo sbilanciato a favore del vecchio volpone Lanegan,ma il tiro sarà parzialmente corretto col successivo Sunday At Devil Dirt.Pecca comunque assente nel pezzo che ho scelto,la suggestiva Deus Ibi Est,dove i due opposti interagiscono nel migliore dei modi.

Le più belle di sempre : Brothers in arms-Dire Straits(1985)

sabato 6 febbraio 2010

Bertold Brecht : Hollywood


Ogni mattina
per guadagnarmi da vivere
vado al mercato

dove si comprano le bugie,
pieno di speranza
mi metto tra chi vende.

Perle sconosciute : Pour it out-The Films(2009)


The Films
è il nome di questa band di New York artefice di un piacevole indie-rock con palesi richiami agli anni '60(se non '50,in alcuni casi).Il loro primo album,intitolato Oh,Scorpio,è uscito l'anno scorso e non ha certo fatto sfraceli;io stesso,dopo averlo ascoltato una volta,l'avevo messo tra gli album interessanti da riascoltare ma poi,per i casi della vita,era finito nel dimenticatoio.Qualche giorno fa mi è ricapitato sotto al naso e questa volta,devo dire,mi ha conquistato.Si tratta di un disco leggero,con tanto di coretti la la la che fanno tanto west coast,ottimamente registrato e prodotto che ha il punto di forza nella sua compattezza;già,perchè i pezzi,anche se a volte si somigliano un po' tra loro,sono tutti validi e non ci sono cadute di tono.Tanto che ho faticato non poco per sceglierne uno da presentarvi.Alla fine ho optato per questa Pour it out,ballatona dal tipico incedere soul-pop degli anni che furono.

Ultimora da Sanremo : Dopo Morgan esclusi anche i Velvet Underground!


La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno pochi minuti fa;anch'io,vista la tendenza di tutti i media a sbrodolarsi su questa insulsa vicenda,avevo preparato un bel post su Morgan dove,come hanno fatto un po' tutti,davo una bella botta al cerchio e una alla ruota(una felice eccezione,il post di Marco),ma la realtà supera la fantasia ed ecco che cedo il posto all'attualità.Le cose sono andate così:il giorno 4 Febbraio,mentre Morgan sta registrando l'epica puntata di Porta a porta,quando ormai la sua esclusione è certa,l'entourage della kermesse sanremese inizia a guardarsi intorno per trovare un sostituto all'altezza.La direzione artistica di questa manifestazione,si sa,brilla per gusto e competenza,come potremmo altrimenti spiegarci l'incredibile lista degli artisti in gara(incredibile mi sembra la parola giusta).Tra i partecipanti infatti spiccano graditi ritorni come Toto Cutugno e Pupo,da sempre grandi sperimentatori del pop italico,giovani emergenti come Valerio Scanu(ndr se qualcuno sa chi sia costui me lo può precisare nei commenti,grazie),la sexy e intrigante Arisa oltre a validissimi cantautori impegnati socialmente come Fabrizio Moro e Povia e all'imperdibile esibizione di Emanuele Filiberto(personaggio di prim'ordine del panorama musicale,geniale nel vezzo di attribuirsi il titolo nobiliare di principe,nonostante esso sia stato abolito dalla Costituzione nel 1948).Eppure l'idea giusta,il guizzo geniale,pare sia stato proprio della sempre acuta Antonella Clerici,una vera garanzia in ambito musicale(un esempio su tutti,Le tagliatelle di nonna Pina).E' stata lei,difatti,a ricordarsi che il cattivo maestro Morgan in alcune puntate di X-Factor aveva più volte fatto il nome di uno sconosciuto gruppo emergente,forse amato dai più giovani,tali Velvet Underground.Subito si sono avviati i contatti,don Mazzi in persona si stava adoperando per riappacificare Lou Reed e John Cale,quando ecco arrivare la doccia fredda:da non si sa dove è sbucato uno scandaloso brano intitolato Heroin,dove pare che i Velvet inneggino all'uso di droghe pesanti,rendendosi così,a loro volta,cattivi maestri e responsabili,in potenza,della morte di migliaia di giovani innocenti!Alr art blog,dopo innumerevoli dubbi,ha deciso,pur prendendone le distanze,di pubblicare il brano dello scandalo,mentre si è riaperta la caccia al sostituto di Morgan,con nomi che vanno da David Bowie ad Al Bano.Chi vivrà vedrà.O anche no.

venerdì 5 febbraio 2010

Perle sconosciute : Coward-Vic Chesnutt(2009)


Coward di Vic Chesnutt è secondo me il miglior pezzo di At the cut,splendido album del 2009 di questo straordinario e sottovalutato artista americano dalla vita difficile e sfortunata.Vita a cui Vic ha messo fine proprio il giorno di Natale dell'anno appena trascorso.Coward non è un pezzo facile,come tutti quelli di Vic;è un brano che parte quasi sussurrato,col solo accompagnamento di una scarna chitarra,per poi crescere in una cavalcata rock d'altri tempi.At the cut è uno dei più bei dischi del 2009,e,purtroppo,anche il testamento artistico di Vic Chesnutt.

Le donne del rock : Patti Smith


Patti Smith è stata una delle donne più importanti e influenti della storia del rock.Dopo aver esordito come scrittrice di testi per altre band (Blue Oyster Cult) e poetessa,fa il suo ingresso nel mondo musicale con dei reading,dove,accompagnata dal fedele chitarrista Lanny Kaye declama i suoi versi.Famosa per la sua voce a tratti rabbiosa e per il suo sguardo allucinato,Patti non ha avuto una vita facile;ragazza madre quand'era giovanissima e poi vedova prematuramente,la Smith reca addosso i segni di un'esistenza spesso al limite.I suoi primi tre dischi sono unanimemente ritenuti capolavori,infatti Horses,Radio Ethiopia e Easter sono perfetti congegni tra il rock'n'roll più viscerale e il nascente punk,e gettano le basi della new wave che imperverserà nel decennio successivo.Dopo un altro buon album,Wave,Patti si ritira dalle scene per farvi ritorno solo dopo dieci anni,ma da allora fatica a tornare ai suoi livelli in studio,mentre continua nei live a proporre spettacoli ricchi di pathos ed energia.I due pezzi che ho scelto sono tratti da Easter e sono l'imprescindibile Because the night,croce e delizia della musicista,scritta assieme a Springsteen,e Rock'n'roll nigger,vero concentrato di rock delle origini e furia punk.

giovedì 4 febbraio 2010

Le più belle di sempre : Prospettiva Nevsky-Franco Battiato(1980)


"...com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..."

Avvistamenti : Blak Roc


Ed ora qualcosa di completamente diverso.Ora voglio consigliarvi un album rap.Rap,non Hip-hop e,soprattutto,non sono impazzito.O forse sì,ma comunque non nelle ultime ventiquattrore.Quand'ero solo un frugolo,nemmeno tanti anni fa,ricordo che il rap era ancora in fasce e c'erano fior di artisti che si dedicavano a questo nuovo genere,tipo Public Enemy,RUN DMC e DeLa Soul tra i puristi,e Beastie Boys tra quelli più contaminati con altri generi.Le origini del rap si perdono nell'Africa tribale,ancor prima del blues,degli holler e delle worksong degli afroamericani,con buona pace di chi vuole ravvisarle in Magnificient seven dei Clash o,peggio,in Prisencolinansinelciusol di Celentano(sic!).Poi è arrivata la commercializzazione del genere,e così ci ritroviamo invasi da branchi di scimmioni(siano essi bianchi,neri o gialli,qui si fa solo del razzismo musicale)vestiti a festa,con decine di chili d'oro addosso,che si dimenano come ossessi tra discinte bellezze di grana grossa,toccandosi il pacco a ogni piè sospinto e farcendo di "Ah" e "Yeah" i loro insulsi testi,il tutto su basi campionate che massacrano di volta in volta classici rock e pop.I loro nomi sono Eminem,50 cent,Jay-z,Snoop Dog e Dio sa quanti altri.Beh,questo disco riporta tutto alle origini.Già,perchè è suonato da musicisti di prim'ordine,vale a dire il duo hard blues dei Black Keys,i quali srotolano un tappeto ritmico irresistibile su cui a turno rappano alcuni dei maggiori esponenti del genere.I due Black Keys rimangono piuttosto defilati,ma quando Dan Auerbach fa sentire la sua chitarra e la sua splendida voce i risultati sono da applausi,come nei due pezzi che ho scelto;un misto di soul-blues,rock,rap da brivido.Per un ascolto diverso.

mercoledì 3 febbraio 2010

Le più belle di sempre : John Barleycorn (must die)-Traffic(1970)


I Traffic sono stati il secondo gruppo del grande Steve Winwood,dopo lo Spencer Davis Group,e uno dei massimi del revival folk,con influenze psichedeliche e progressive,svoltosi in Inghilterra a cavallo dei sessanta e settanta.John Barleycorn è in realtà una ballata tradizionale diffusa in Scozia e Inghilterra già da vari secoli e che verrà incisa anche,tra gli altri,da Steeleye Span e da John Renbourn.Questa dei Traffic è la più nota,una vera gemma folk-rock,dall'arrangiamento perfetto,con tanto di flauto,strumento tipico di quel periodo.

Avvistamenti : Eels-End Times


Mai fidarsi delle recensioni!Prendete il nuovo album degli Eels,End Times,una raccolta di ballate intimiste unite a qualche pezzo più veloce,il tutto nello stile riconoscibile del buon vecchio Mr.E,beh,Rolling Stone lo stronca senza appello,Onda Rock lo lquida come senza infamia nè lode e XL gli dà quasi il massimo dei voti!Mai come in questi casi vale il vecchio de gustibus,unito alla sana abitudine di ascoltare con le proprie orecchie e senza pregiudizi.Per il sottoscritto l'album in questione è piuttosto valido,specie se apprezzate già gli Eels,e quello che più mi piace è che sia uscito a pochi mesi dall'ottimo Hombre Lobo,a testimonianza di una vena creativa genuina e svincolata da logiche di mercato.Questi sono i primi due pezzi,The beginning,delicata ballata acustica e Gone man,blues strascicato alla Dylan,con un attacco che ricorda da vicino I feel fine dei Beatles,rappresentano bene le due anime del disco.

Nobuhito Tanaka

martedì 2 febbraio 2010

Avvistamenti : The Flaming Lips-The Dark Side Of The Moon


Mi sono avvicinato a questo disco,lo ammetto,col solo intento di stroncarlo.The dark side of the moon dei Pink Floyd è una pietra miliare del rock e uno dei miei album preferiti,che senso ha,quindi,rifarlo per intero? Nessuno,ovviamente,se si tratta di una mera copia,nota per nota,dell'originale;chi può , infatti,pretendere di superare l'assolo di Gilmour in Time,o di replicare il giro di basso di Money superando Roger Waters?E la chiave di lettura di questo lavoro,dove i Flaming Lips sono coadiuvati da Peaches e Henry Rollins,sta proprio qui;infatti Dark side non viene semplicemente riletto ma fatto a pezzi e ricostruito da capo.E così ci troviamo davanti ad una Breathe che,pur conservando la melodia originale,assume connotati vagamente hard rock psycho e poggia ora completamente,come capita spesso nei pezzi dei Flaming Lips,su un ossessivo riff di basso.La cosa si ripete con Time,ricca di suoni ed effetti come l'originale,compreso il campionamento di un colpo di tosse che va a far parte della ritmica,ma che,al posto del rabbioso cantato floydiano,vede un'interpretazione assai intimista. C'è ancora spazio per un uno-due da KO con la rilettura di The great gig in the sky,dove l'alone mistico di cui è permeato l'originale,lascia spazio ad una base quasi funk e alla straniante disperazione di Peaches,la cui voce è trattata con distorsori vari,e la rivisitazione della celebre Money,col giro di basso lievemente sporcato e la voce filtrata con effetto computerizzato.I pezzi conclusivi sono leggermente inferiori e più simili agli originali. In conclusione un lavoro probabilmente inutile e pretenzioso agli occhi dei più,ma che secondo me merita un ascolto attento e senza pregiudizi,tenendo conto che,ovviamente,l'originale dei Pink Floyd ha ben altro valore.

Le donne del rock : Janis Joplin


Ovviamente,Janis Joplin.La prima e la più famosa rockstar donna,scomparsa per overdose a soli 27 anni nel 1970,lo stesso anno che si portò via Jimi Hendrix e Jim Morrison.Dotata di un talento smisurato,pari solo alla sua fragilità e capacità di autodistruzione,Janis iniziò a cantare imitando le grandi voci nere del blues,da Bessie Smith a Etta James e Koko Taylor,ma,soprattutto Big Mama Thornton,che omaggerà in Ball and chain,e da cui riceverà grandi lodi.A soli 25 anni incide il suo capolavoro,Cheap Thrills,a nome Big Brother and the Holding Company,un'età in cui oggi i nostri dubbi talenti sgomitano ancora nei talent(?) show.Poi abbandona il gruppo,se per ricerca artistica o nell'ansia di non dividere il successo con la band non è dato sapere,ma non si ripete agli stessi livelli,iniziando un declino interrotto dalla tragica fine che,come sempre,la consegna tra le braccia dell'immortalità.La voglio ricordare con due pezzi tratti da Cheap Thrills,il suo brano più famoso e imprescindibile,Piece of my heart,e la stupenda rilettura di Summertime,dove oltre all'inarrivabile prestazione di Janis,risalta bene l'estrema e sottovalutata abilità d'esecuzione e negli arrangiamenti della sua prima band.

lunedì 1 febbraio 2010

Perle sconosciute : Get me away from here,i'm dying- Belle & Sebastian(1996)


I Belle & Sebastian sono un gruppo scozzese attivo fin dalla metà dei novanta,fautore di un pop semi acustico dalle atmosfere delicate e sognanti.Fino al 2002 hanno ospitato tra le loro fila Isobel Campbell,poi dedicatasi con successo alla carriera solista e alla famosa e proficua collaborazione con Mark Lanegan.Get me away from here,i'm dying è tratta dal loro primo album If you're feeling sinister del 1996,che rimane uno dei loro lavori più pregevoli,dalle atmosfere a tratti quasi country e fuori dal tempo.

Wislawa Szymborska : Scrivere il curriculum



Cos’è necessario?
E necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.


A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.


È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.


Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.


Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.


Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.


Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.


Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Le più belle di sempre : Layla-Derek and the Dominos(1970)


Derek and the Dominos altro non sono che una delle tante impersonificazioni di Eric Clapton,uno dei più noti chitarristi di rock e blues della storia.All'inizio degli anni '70,slowhand era reduce dai fasti dei Cream e,sotto pressione per l'eccessiva popolarità del gruppo,aveva deciso di trincerarsi dietro questo nuovo pseudonimo per mantenere un più basso profilo.Ovviamente non andò così,e il fatto che anche l'altrettanto grande Duane Allmann entrasse in pianta stabile nella band,fece in breve tempo dei Derek un nuovo supergruppo.Questa Layla è il loro pezzo più famoso,e al suo celeberrimo riff contribuì lo stesso Duane,che qui compare alla slide guitar,la sua specialità.Il brano fu composto in un periodo assai delicato per Clapton,dibattuto tra le dipendenze da droga e alcol,e la discussa storia d'amore con Pattie Boyd,allora moglie del suo grande amico George Harrison.Caso curioso della storia del rock,Pattie,che non era altro che una bella modella bionda(un po' leggerina,visto che ebbe nello stesso periodo storie anche con Mick Jagger e John Lennon),si vide dedicare tre delle più belle ballate rock di sempre:Layla,per l'appunto,Something dei Beatles e Wonderful tonight,di nuovo di Clapton.