giovedì 17 luglio 2014

So Long, Johnny

Se n'è andato a 70 anni uno dei miei chitarristi preferiti di sempre, Johnny Winter. Ricordiamolo quando era una vera forza della natura.

mercoledì 16 luglio 2014

Originale vs Cover: Rusty Cage-Soundgarden vs Johnny Cash

Non ce ne voglia il buon Chris Cornell, personaggio seminale del rock anni '90, gran voce e gran figo, ma questa sua Rusty Cage è l'esempio principe di quel che si propone la mia semi abbandonata rubrica Originale vs Cover, che oggi rispolvero per la gioia di voi numerosi lettori; ovvero dimostrare come un pezzo bruttino-anziché-no, peraltro invecchiato malissimo come tutto il grunge, la succitata Rusty Cage del 1992, nelle mani sapienti di Johnny Cash e Rick Rubin che ne scarnificano l'arrangiamento, diventi uno dei migliori pezzi country di sempre. Il cambio è così radicale e la riuscita della trasformazione così credibile che risulta quasi impossibile convincersi che il pezzo non sia nato come canzone country e che la cover non sia quella dei Soungarden. A Cornell va dato comunque atto di aver scritto almeno un bel testo.

martedì 24 giugno 2014

Avvistamenti Seventies

Chi ha letto abitualmente questo blog sarà a conoscenza di una forte predilezione di chi scrive per la musica tipica del decennio 1970-79, quell'hard rock che era ancora pochissimo heavy e che tutto doveva al blues dei padri e a quello imbastardito col rock, leggi Cream, Hendrix, Blue Cheer e migliaia di altri. Quelli che presentiamo oggi sono tre figli più o meno degni di tale tradizione. I Black Keys ormai li conoscerete tutti. ahimé mi verrebbe da aggiungere, certo non sono più il duo di garage blues incendiario degli esordi, quelli che si permettevano di far uscire un album che omaggiava il grande bluesman Junior Kimbrough(Chulahoma, imperdibile e irripetibile vetta artistica del duo), il successo ha purtroppo smussato la loro musica angolosa e alcuni pezzi sono davvero ruffiani, ma è pur vero che a livello mainstream è davvero difficile ascoltare musica così buona oggi, soprattutto nell'inizio al fulmicotone di Weight Of Love, ballata psichedelica che vale il prezzo del biglietto. I Radio Moscow, il cui primo LP venne prodotto proprio da Dan Auerbach, sono quello che sarebbero ancora i Black Keys senza il malaugurato successo, ossia rock blues psichedelico chitarristico suonato come se gli ultimi quarant'anni non fossero passati. Magical Dirt forse non è la loro vetta ma si fa ascoltare con piacere. I Mount Carmel si spingono ancora più in là suonando come se fossero una sorta di riuscita clonazione dei primi ZZ Top, a me personalmente il loro nuovo lavoro, Get Pure, sembra un gradino sotto all'album d'esordio, ma è una questione di gusti personali; il loro modo di suonare senza farsi influenzare dalle mode rock del momento è davvero ammirevole se non commovente.

lunedì 23 giugno 2014