lunedì 28 giugno 2010

Nobuhito Tanaka










Nobuhito Tanaka

Perle sonosciute : I Knew-Lightning Dust (2009)


I Knew dei canadesi Lightning Dust è secondo me l'esempio perfetto di come si possa ancora scrivere un brano "commerciale",orecchiabile,radiofonico senza calarsi le brache davanti al mercato discografico.Band nata da una costola dei più famosi ed elettrici Black Mountain,i Lightning Dust hanno inciso il loro album Infinite Light l'anno scorso,album che comprende almeno altre due perle,la fascinosa Take it home,che potete ascoltare qui (visto che non si trova nemmeno sul tubo),e la ballata Antonia Jane,qui in versione acustica.

sabato 26 giugno 2010

Perle sconosciute : I never said i was deep-Jarvis Cocker (2009)


Una canzone leggera leggera,perfetta per far scivolare via l'ennesimo sabato sera,da uno dei più bravi e ironici autori pop inglesi degli ultimi anni,Jarvis Cocker,già leader dei Pulp,una delle migliori e un tantino sottovalutate band del brit pop anni '90.Dall'album Further complications dello scorso anno.

giovedì 24 giugno 2010

Charles Bukowski : Anormale


“Quando facevo le elementari
il maestro ci raccontò la storia
di un marinaio
che disse al capitano:
“la bandiera? spero di non
vederla più, la bandiera!”
“molto bene,” gli fu risposto,
“il tuo desiderio
sarà esaudito!”
e lo chiusero nella
stiva
e ce lo tennero,
mandandogli cibo
di sotto
e morì laggiù
senza vederla mai più
la bandiera.

Una storia davvero spaventosa
per dei bambini,
molto
efficace.
Ma non efficace
abbastanza per me.
Stavo lì seduto a pensare,
bene, è brutto
non vedere la
bandiera,
ma il bello è
non dover vedere
la gente.
Però non alzai la mano
per dir niente del genere.
Sarebbe stato ammettere
che non volevo vedere neppure loro.
ed era vero.

Guardavo dritto alla
lavagna
che sembrava migliore
di chiunque
di loro.”

Three Flags,Jasper Jones

domenica 20 giugno 2010

Avvistamenti : How it's done in Italy-My Bubba & Mi (2009)


My Bubba & Mi è il nome,invero piuttosto curioso,di questo progetto folk-pop a cui hanno dato vita tre ragazze danesi.Il loro album di debutto è uscito l'anno scorso,s'intitola How it's done in Italy e,come accade quasi sempre per i prodotti di qualità,è passato praticamente inosservato.L'originalità del lavoro sta soprattutto nella trovata di unire una vocalità femminile delicata e a tratti sghemba,molto in stile Cocorosie,con strumentazioni e stilemi che pescano a piene mani nelle tradizioni country-blues d'anteguerra.Esempio particolarmente efficace il secondo pezzo che vi propongo,Steamengeene,che recupera una ritmica spesso presente nel blues delle origini (vedi la mitica They're red hot di Robert Johnson),abbinandola ad una melodia che ha più a che fare col folk.L'altro pezzo è l'ispirata ballata After you.

sabato 19 giugno 2010

Avvistamenti : Into the fold-Eagleowl

<a href="http://eagleowl.bandcamp.com/track/into-the-fold">Into the Fold by eagleowl</a>
Loro si autodefiniscono anti-drum-core,ma al di là delle etichette questa band scozzese di folk allo stesso tempo tradizionale quanto privo di riferimenti troppo evidenti,è una delle cose migliori che mi sia capitata di ascoltare nel 2010.Escono in questi giorni con l'EP Into the fold,da cui vi propongo la traccia omonima e la favolosa No conjunction;due pezzi dove arpeggi di chitarra elettrica e violini la fanno da padrona.Ottime anche le uscite precedenti,il singolo Sleep the winter e l'altro EP For the thoughts you never had,da cui è tratto il bel pezzo omonimo.Tutti i lavori sono ascoltabili per intero su Bandcamp .
<a href="http://eagleowl.bandcamp.com/track/no-conjunction">No Conjunction by eagleowl</a>
<a href="http://eagleowl.bandcamp.com/track/for-the-thoughts-you-never-had">For the Thoughts You Never Had by eagleowl</a>

venerdì 18 giugno 2010

Altre forme di blues : Why don't we do it in the road ?-The Beatles (1968)

Originale vs cover : Angel eyes-Abba vs Czars


Il discorso originale vs cover portato alle estreme conseguenze e la dimostrazione pratica di come un arrangiamento azzeccato ed una bella voce possano cambiare totalmente un brano.Il pezzo in questione è Angel eyes,canzoncina pop pubblicata in non-so-quale -album di non-so-quale-anno dagli Abba,mitico gruppo svedese a me inviso come pochi altri.Come abitudine per i quattro allora giovanotti scandinavi,si tratta di un brano dalla melodia fin troppo facile,dalla ritmica pseudo dance e impreziosito dalle insopportabili armonie vocali di Agnetha e Frida.Quando questa canzone,di per sè ragionevolmente inutile,capita per chissà quale scherzo del destino in un disco di cover degli Czars,ecco che,almeno in parte,avviene il miracolo.Il ritmo è rallentato,l'arrangiamento scarnificato fino all'osso(praticamente chitarra e voce),la voce è quella di John Grant,cioè una delle più belle in circolazione attualmente e il risultato,nonostante la melodia un po' zuccherosa rimanga in pratica inalterata,è davvero sorprendente.

martedì 15 giugno 2010

Avvistamenti : ...And the pioneer saboteurs-Micah P. Hinson


Micah P. Hinson è da alcuni anni un personaggio centrale del songwriting americano,romantica figura di moderno troubadour in un mondo,quello della musica americana,che di romantico ha ben poco.Da un mesetto è uscito il suo nuovo lavoro,intitolato ...And the pioneer saboteur,che arriva dopo l'album di cover del 2009.Musicalmente siamo dalle parti di un country ora piuttosto tradizionale,ora pervaso da frenesie quasi progressive,con la bella voce profonda di Micah in risalto soprattutto nelle riuscite ballate acustiche.Se già conoscete l'artista in questione è un disco che mi sento di consigliarvi ad occhi chiusi,la tracklist è densa di piccole gemme,la splendida ballata Seven horse seen,l'imponente The cross that stole this heart,forse il pezzo più ambizioso dell'album con le sue complesse orchestrazioni e la lunga introduzione strumentale,e poi Watchmen,tell us of the night,pezzo per cui qualsiasi gruppo indie farebbe carte false.I pezzi che vi propongo come assaggio sono Take off that dress for me,semplicissima ballata acustica,e She's building castles in her heart,brano più elettrico dalle sonorità quasi anni '50.

sabato 12 giugno 2010

Avvistamenti veloci

Alcuni album che ho ascoltato negli ultimi 2-3 mesi,a cui non ho dedicato post per mancanza di tempo o perchè non mi avevano convinto del tutto.

Goldheart Assembly-Wolves and thieves
Sospesi tra l'onda del folk revival (Fleet Foxes,Mumford & Sons e gli ultimi Kula Shaker) e gruppi più commerciali (Franz Ferdinand) , i Goldheart Assembly sono usciti col loro primo album un paio di mesi fa;lavoro molto vario con qualche pezzo che meriterebbe l'airplay radiofonico,come questa King of Rome,qui in una scanzonata versione acustica.

Goldheart Assembly - Goldheart Assembly 'Wolves And Thieves' FlyTV In The Courtyard

Raina Rose-When May came
Ennesima portavoce di un folk molto americano,con echi di Neil Young e compagnia cantante,Raina Rose ha una vocina deliziosa,un talento cristallino e tutte le carte in regola per farsi apprezzare,se non fosse per l'indubbia inflazione che ha colpito il suo segmento.Un assaggio live del suo album.


Sleepy Sun-Fever
Il nuovo album degli Sleepy Sun,dopo l'omonimo esordio del 2009,non aggiunge granchè all'opera prima,ma si fa apprezzare decisamente dai fautori del loro genere,ossia un rock psichedelico con palesi richiami al flower power e molto guitar-oriented,sulla scia di gruppi come i Black Mountain.Wild machines,qui in versione live,è un pezzo rock d'altri tempi,ma nell'album c'è spazio anche per ballate votate ad una psichedelia più gentile.


Anders Osborne-American Patchwork
Cantante e dotato chitarrista rock-blues sulla breccia ormai da parecchi anni,Osborne è nativo della Svezia,ma musicalmente è americano fino al midollo.Come da titolo,l'album percorre tutte le vie del songwriting americano,da pezzi springstiniani ad assonanze con John Hiatt,da atmosfere blues degne dei Black Keys a qualche sonorità reggae forse evitabile.Darkness at the bottom è il pezzo più blues e il mio preferito,con un assolo di chitarra capace di non cadere nei clichè del genere.
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giovedì 10 giugno 2010

Avvistamenti : Pilgrims progress-Kula Shaker

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E' uscito da qualche giorno l'atteso (da me) quarto album dei Kula Shaker,Pilgrim progress. Come preannunciato all'uscita del singolo Peter Pan R.I.P. avevo qualche timore sulla qualità dell'LP,ma devo dire subito che si tratta di un buon lavoro,che essenzialmente cresce con gli ascolti,anche se forse deluderà i fans della prima ora.Infatti,dopo aver mostrato i muscoli nei primi due dischi negli anni '90,con sonorità psichedeliche a tratti quasi hard e derivative dagli anni '70 al 100%,già nel successivo Strangefolk i Kula Shaker si erano un po' ripiegati su suoni più folkeggianti e tranquilli;Pilgrim progress prosegue questo percorso con un pop rock sempre più imbevuto di folk,che mostra sempre un gran gusto per gli arrangiamenti e per i tocchi esotici. I pezzi che vi propongo sono Ophelia,brano di chiara matrice folk(il primo minuto sembra uscire da un disco dei Pentangle),e All Dressed up (and ready to fall in love),altro pezzo che al di là della struttura blues del testo rimane in ambito folk.Modern blues è invece un pezzo che parte con cadenze quasi dylaniane ma poi si trasforma nel brano forse più in linea col passato della band.When a brave needs a maid è un curioso strumentale western dove la chitarra di Crispian Mills incrocia il Morricone di Per un pugno di dollari,mentre Winter's Call è il pezzo che dovrebbe chiudere il disco in modo epico,ma centra il bersaglio solo in parte.In conclusione un buon disco,da ascoltare più volte,ma che potrebbe spiazzare chi si aspettava qualcosa di più spettacolare e spumeggiante.
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lunedì 7 giugno 2010

Originale vs Cover (...vs citazione) : These boots are made for walkin'

These boots are made for walkin' è forse il risultato commerciale più clamoroso della premiata ditta Lee Hazlewood-Nancy Sinatra,ed è inoltre uno dei brani più "coverizzati" di sempre.Tra le decine e decine di versioni ho scelto una vera chicca,e cioè la cover realizzata nel 1978 dai Boys next door,band che in quell'epoca confusa tra punk e primi sprazzi di new wave,ebbe il merito di portare all'esordio Nick Cave.In questa performance l'australiano appare ancora acerbo vocalmente e,soprattutto,truccatissimo.

Inoltre vi propongo Panico da Amen dei Baustelle,che non è propriamente una cover ma un vero e proprio tributo al pezzo di Hazlewood,che viene anche citato nel testo,e che ribadisce il gusto della band toscana per le citazioni non banali.

venerdì 4 giugno 2010

Altre forme di blues : Red house-Jimi Hendrix (1967)


Uno degli slow blues più belli della storia,con una delle parti di chitarra migliori,da un artista che fondamentalmente blues non era,almeno in senso stretto,anche se tutta la sua musica e tutto il suo sentire fu sempre molto legato alle radici della musica nera.Red house è uno dei capolavori di Hendrix,tutti gli ingredienti sono dosati perfettamente,perfino nella parte cantata,e il suo chitarrismo qui è stellare,mai sopra le righe.Famoso l'aneddoto del bassista Noel Redding,il quale,per far meglio capire come lavorasse in studio Hendrix,raccontò che al momento di provare il brano prima di iniziare le registrazioni vere e proprie,per entrare meglio nel pezzo suonò la parte ritmica con una vecchia chitarra scordata,invece che con il basso.Ad Hendrix piacque talmente che non ne volle sapere di registrarne un'altra,e così il pezzo che poi sarebbe entrato nel mito fu registrato così,senza basso.Quando si dice buona la prima.

giovedì 3 giugno 2010

Avvistamenti : False light from the land-Richard Hawley


Torna Richard Hawley con False light from the land,un EP in uscita a giorni,composto purtroppo solo da quattro tracce.Non mancano le consuete atmosfere rarefatte e fascinose,tipiche del cantante e chitarrista inglese.Particolarmente rimarchevoli la rilettura di The Ellan Vannin tragedy,classica ballata folk e l'inedita,qui proposta,There's a storm a comin',dove la voce da crooner di Hawley la fa da padrona assieme ad una parte chitarristica che ricorda Sleepwalkin'.In attesa di qualcosa di più corposo.

martedì 1 giugno 2010

Avvistamenti (...e amare riflessioni) : Mondo Cane-Mike Patton


Per inquadrare Mike Patton vi basti ricordare che,tra molti altri,è stato il leader dei Faith no more e che la sua voce sia una delle più belle e duttili attualmente in circolazione.La cosa curiosa è la passione che questo californiano doc nutre per la canzone d'autore,ma non solo, italiana degli anni '60;passione che l'ha portato da un paio d'anni a dar vita al progetto Mondo cane (dal titolo del famoso documentario a tinte forti),nato come live e ora arrivato in studio nell'album omonimo. Ora,che questa passione gli venga dal fatto che abbia vissuto anche in Italia,o dal fatto che abbia sposato una nostra concittadina,o ancora perchè la musica italiana di quegli anni sia l'unica cosa decente che il nostro paese sia riuscito ad esportare nei paesi che contano dai tempi dell'Opera,fatto sta che il nostro,con un'operazione simile a quella di Bublè in altro ambito,e con una caratura decisamente superiore,ci ripropone dodici pezzi di storia della nostra musica,con arrangiamenti moderni ma molto rispettosi.
Sono pezzi che dovremmo conoscere bene ma,ahimè,così non è,visto che il nostro è un paese tanto arretrato nelle cose che contano,quanto svelto a dimenticare il passato per gettarsi all'inseguimento delle mode più becere.Ed è così che sempre più spesso buttiamo nello scarico ciò che andrebbe salvato e che all'estero assume al rango di cult.Succede col progressive italiano dei primi '70,vera miniera di tesori nascosti,guardato con grande rispetto all'estero e snobbato da critici con la puzza sotto al naso (e coi tappi nelle orecchie) in patria,succede col cinema di genere dello stesso periodo,riscoperto in parte solo dopo gli apprezzamenti di Tarantino,e succede con la canzone d'autore e non dei '60. Questo,infatti,fu il periodo d'oro del nostro pop;grandi musicisti(citiamo per tutti Ennio Morricone e Luis Bacalov),fuoriclasse come Tenco,Paoli,Bindi,Endrigo e il primo De Andrè e onesti mestieranti delle sette note (cito a caso Caterina Caselli,Don Backy e altre decine).Tutti portabandiera delle uniche caratteristiche che ci distinguevano anche all'estero,cioè testi dalla forte valenza poetica e melodie cristalline.Oggi cosa rimane di tutta questa tradizione?Poco e niente,visto che lo spazio riservato ai sopravvissuti si riduce a nostalgiche trasmissioni televisive rivolte al pubblico più gretto e ignorante,dove bravi professionisti sono spesso umiliati da basi elettroniche da sagra paesana,rendendosi vere caricature di quel che furono,mentre la musica "nuova" ha abbandonato quasi del tutto le nobili radici,a parte forse il citazionismo dei Baustelle che spesso,non essendo capito,viene tacciato di snobismo e altre brutte parole.E le varie riproposizioni di Morgan,il quale fa grande scalpore se dichiara di drogarsi,o di aver scoperto l'acqua calda,ma viene calcolato pochissimo se esce un anno prima con un disco identico per repertorio e pertinenza a quello di Patton,Italian Songbook del 2009;e l'aveva fatto già anni fa,riproponendo,vuoi per mancanza di ispirazione,vuoi per amore sincero,un intero album di De Andrè.Ma ora basta con le chiacchiere e ascoltiamoci qualche pezzo a tema.Da Mondo cane ho scelto 20 chilometri al giorno del grande Nicola Arigliano,che Patton interpreta come se a cantarla fosse Tom Waits,e Ore d'amore,pezzo già interpretato da Fred Bongusto,dove le sue qualità vocali ed il gusto per gli arrangiamenti trovano pieno risalto.Quello che conta è invece un brano la cui musica è farina del sacco di Morricone,riproposto da Patton ma qui nella versione originale di Tenco e,infine,Il mio mondo,gemma del sottovalutato Umberto Bindi nell'ineccepibile riproposizione di Morgan.