giovedì 29 aprile 2010

Altre forme di blues : Black Magic Woman-Fleetwood Mac(1968)


Alla fine degli anni '60,prima di impazzire e di essere colto da crisi mistiche a ripetizione,Peter Green era uno dei migliori chitarristi della scena blues britannica.Sostituto di Clapton alla corte di John Mayall e poi creatore dei Fleetwood Mac,Green era padrone di uno stile personalissimo e lirico , reso inconfondibile dal suono liquido della sua fedele Gibson Les Paul.Poi gli squilibri mentali e l'abbandono del gruppo,che senza la sua guida diventa una inascoltabile macchina per soldi,artefice di un rock annacquato e mainstream senza pretese.Black magic woman è forse il pezzo che meglio rappresenta il suo stile.Il brano è probabilmente ispirato alla celebre All your love di Otis Rush,con cui condivide il ritmo quasi latino e l'accelerazione finale,ed è forse più noto nella versione di Santana.Io preferisco l'originale.

martedì 27 aprile 2010

Altre forme di blues : Motor City Is Burning-MC5(1968)


I fratelli maggiori degli Stooges,nonchè zii dei White Stripes,gli MC5,a dispetto del successo non brillantissimo che ebbero i loro album del periodo d'oro,sono considerati una band seminale del rock americano.Ingabbiati in definizioni insensate(proto-punk,proto-heavy metal,garage-punk-hard e chi più ne ha...)furono una robusta band di rock'n'roll,non scevra da frequenti messaggi politici e rivoluzionari.E,ogni tanto,inserirono qualche potente pezzo blues;del resto venivano dalla Motor City,Detroit,città del grande John Lee Hooker.Motor City is burning è tratto dal loro album d'esordio,il capolavoro live Kick out the jams del 1968,anche se questa versione è di qualche anno dopo;Rob Tyner,nonostante la capigliatura da cugino di campagna,ringhia come il più arrabbiato dei bluesmen e Wayne Kramer fa piangere la chitarra da par suo.E' blues di prima scelta.

lunedì 26 aprile 2010

Avvistamenti : Natalie Merchant-Leave your sleep


Natalie Merchant,ex cantante dei 10.000 Maniacs e solista ormai dal lontano 1993,è tornata.A sette anni dal suo ultimo album la Merchant,forse la voce femminile più raffinata del rock attuale,torna con un disco doppio dove rilegge in musica scritti e poesie di autori come Stevenson e Christina Rossetti.L'artista spazia con disinvoltura dal folk più classico al country,dal blues a pezzi dall'atmosfera da Est europeo,senza che l'ispirazione venga mai meno.Come assaggio un paio di pezzi,ma vale la pena di assicurarsi l'intero album.Una delle uscite migliori dell'anno.

Lawrence Ferlinghetti : Il mondo è un gran bel posto


Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non date importanza alla felicità
che non è sempre
tutto questo spasso
se non date importanza a una punta d'inferno
qua e là
proprio quando tutto va bene
perché anche in paradiso
non è che cantino
tutti i momenti

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non date importanza alla gente che muore
continuamente
o è soltanto affamata
per un po'
che in fondo poi fa male la metà
se non si tratta di voi

Oh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi state troppo a preoccupare
di qualche cervello morto
su ai posti di comando
o di una bomba o due
di tanto in tanto
contro le vostre facce voltate
o di consimili contrattempi
cui va soggetta la nostra
società di Gran Marca
con i suoi uomini che si distinguono
e i suoi uomini che si estinguono
e i suoi preti
e altri scherani
e con le varie segregazioni
e congressuali investigazioni
e altre costipazioni
che sono il retaggio
della nostra carne demente

Sì il mondo è il più bel posto del mondo
per un sacco di cose come
fare la pantomima della farsa
e fare la pantomima dell'amore
e fare la pantomima della tristezza
e cantare in sordina d'amore e avere ispirazioni
e andare a zonzo
guardando tutto
e odorando fiori
toccando il culo delle statue
e persino pensando
e baciando la gente e
facendo figli portando pantaloni
e agitando cappelli e
ballando
e andando a bagnarsi nei fiumi
a fare dei picnic
in piena estate
o solo genericamente

ma poi proprio in mezzo a tutto quanto
arriva sorridente il

beccamorto

domenica 25 aprile 2010

Altre forme di blues : To the moon i'm going-Alberto Radius con Demetrio Stratos(1972)


Nel 1972 Alberto Radius si era già costruito una solida fama come uno dei maggiori chitarristi italici;ciò in virtù della breve permanenza nei Quelli(futura PFM) al posto di Mussida,impegnato nel servizio militare,di svariate esperienze in band minori e soprattutto come chitarrista della Formula 3,gruppo tra i primi in ambito prog e stretti collaboratori di Lucio Battisti.Il suo periodo d'oro durerà ancora qualche anno,poi il tramonto del prog,l'esplosione del punk e la diffusione del pop scialbo e patinato anni '80,faranno sì che il fatto di saper tenere in mano uno strumento diventi più un difetto che altro,e il nostro ripiegherà su un anonimato rotto solo da apparizioni in manifestazioni e trasmissioni di sapore nostalgico(l'altra sera era ospite in quell'osceno baraccone kitsch del pupo-principe).Fosse nato in America gli si sarebbero dischiuse le porte delle varie Hall of Fame. Tornando a noi,nel 1972 Radius dà alle stampe il suo esordio solista,praticamente una serie di jam dove collabora coi grandi nomi dell'epoca.Una delle vette di quel disco misconosciuto(che s'intitola semplicemente Radius,se qualcuno volesse procurarselo)è questo classico slow-blues,dove la chitarra di Radius,ispirata ed effettata come non mai,duetta con Demetrio Stratos,voce dei futuri Area,uno dei migliori vocalist dell'intero pop rock di casa nostra.

giovedì 22 aprile 2010

I migliori chitarristi sconosciuti(5) : Clarence "Gatemouth" Brown


Attingiamo ancora dalla sterminata miniera di chitarristi del blues nero.Clarence "Gatemouth" Brown è un personaggio particolare anche nell'ambiente del blues del Texas e della Louisiana,che già di per sè non brilla per sobrietà;nato nel 1924,arriva a registrare il suo primo vero album alla soglia dei 50 anni,nonostante avesse esordito già alla fine degli anni '40(secondo la leggenda , impadronendosi della chitarra di T-bone Walker in una pausa del suo show).Multistrumentista nel vero senso della parola,suona infatti oltre alle chitarre il violino,di cui è un vero virtuoso,l'armonica , la viola,le tastiere,la batteria,il mandolino e il banjo,oltre ad essere un robusto vocalist;Clarence è padrone di uno stile unico,avulso dalla tipica cupezza del blues,ricco di contaminazioni di frontiera tra jazz,swing,country e cajun.Ammiratissimo dai colleghi rocker più blasonati(famosi alcuni suoi live con i Canned Heat dei tempi d'oro),il suo stile freak ha influenzato grandi chitarristi,da Jeff Beck a Frank Zappa e,soprattutto,Stevie Ray Vaughan.E' scomparso nel 2005,poco dopo che l'uragano Katrina aveva spazzato la sua casa in Louisiana.Lo ricordiamo con due suoi classici live,perfetti esempi del suo blues allegro e ricco di swing,Okie dokie stomp e Dollar got the blues.

martedì 20 aprile 2010

Discografia : The Raveonettes

Love can destroy everything,da Chain gang of love(2003)


Ode to L.A. con Ronnie Spector,da Pretty in black(2005)


Blush,da Lust,lust,lust2007)


lunedì 19 aprile 2010

Altre forme di blues : Wasted-Mazzy Star(1993)


All'inizio degli anni '90 il panorama musicale mainstream è piuttosto desolante;lasciati alle spalle i disastri della decade precedente,abbiamo l'America divorata dal malessere esistenzial-commerciale del grunge,mentre l'Inghilterra sta per riproporre in tono minore quanto già avvenuto negli anni '60,ossia il dualismo Beatles-Rolling Stones rivisto e (s)corretto dalle modeste band Oasis-Blur , la creatività dei primi Pink Floyd che viene spesso attribuita,forse a sproposito,ai Radiohead,e una serie di gruppi che fanno del brit-pop il movimento più influente del periodo.Tutti artisti che,pur rendendosi protagonisti di qualche episodio pregevole,non fanno certo niente di trascendentale.Eppure,a ben guardare,di dischi di gran qualità ne escono anche in questo periodo,pur rimanendo confinati in poco confortevoli nicchie di culto.Senza tirarla troppo in lungo,uno di questi è So tonight that i might see dei Mazzy Star,gruppo che è diretto discendente degli Opal,una delle poche band che apprezzo degli anni '80,e composto dall'ottimo chitarrista David Roback e dall'affascinante vocalist Hope Sandoval.Roback è un chitarrista dalla tecnica robusta,con un suono sovente distorto e acido che si rifà alla psichedelia dei tempi d'oro,ma che,fin dai tempi degli Opal,ha mostrato di trovarsi a suo agio anche con svisate blues.Ed è il caso di Wasted,dove l'incedere slow blues,classico e rallentato,della sua chitarra contrasta assai piacevolmente col cantato etereo e indolente della Sandoval,forse(azzardo)una delle voci femminili più belle di sempre.

sabato 17 aprile 2010

Charles Bukowski : Gli Alieni


Puoi pure non crederci
ma c’è della gente
che attraversa la vita con molto poco
attrito o angoscia.
vestono bene, mangiano bene, dormono bene.
sono soddisfatti della loro vita familiare.
hanno momenti di dolore
ma tutto sommato nessuno li disturba
e spesso stanno decisamente bene.
e quando muoiono
è una morte facile, solitamente nel sonno.
puoi pure non crederci
ma la gente così esiste.

anche se io non sono uno di loro.
eh no, io non sono uno di loro.
non ci vado nemmeno vicino
a essere uno di loro
però loro sono
e io sono qui.

giovedì 15 aprile 2010

Perle sconosciute : Where the boys are-The Czars(2006)


L'altro giorno vi consigliavo l'esordio solista di John Grant,ex leader dei misconosciuti Czars.Bè,oggi vorrei cogliere l'occasione per consigliarvi caldamente anche tutti gli album della sua ex band che riuscirete a procurarvi,tra cui anche il loro ultimo album,Sorry i made you cry del 2006,un disco di cover.Spiccano tra le altre il rifacimento di Angel eyes,un pezzo degli Abba che solo la voce di Grant riesce miracolosamente a risollevare dalla mediocrità congenita al complesso svedese,una My funny Valentine che,per una volta,non fa troppo rimpiangere Chet Baker e che arriva a citare Chopin senza scadere nel kitsch e una cover abbastanza originale del pezzo da 90 Song to the siren di Tim Buckley.Tuttavia la perla che vi faccio ascoltare è uno dei momenti più leggeri del disco,Where the boys are,pezzo del 1960 di Connie Francis,perfetto per mettere in risalto la voce da crooner di Grant.

Eugenio Montale


Ho sceso,dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio,
almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto
ad ogni gradino.
Anche così è stato breve
il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora,
né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale
dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi
forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo
che di noi due
Le sole vere pupille,
sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Xenia 1

Avevamo studiato per l'aldilà
un fischio, un segno di riconoscimento.
Mi provo a modularlo nella speranza
che tutti siamo già morti senza saperlo.

Non ho mai capito se io fossi
il tuo cane fedele e incimurrito
o tu lo fossi per me.
Per gli altri no, eri un insetto miope
smarrito nel blabla
dell'alta società. Erano ingenui
quei furbi e non sapevano
di essere loro il tuo zimbello:
di esser visti anche al buio e smascherati
da un tuo senso infallibile, dal tuo
radar di pipistrello.

mercoledì 14 aprile 2010

Discografia : Kula Shaker


Da K (1996),Grateful when your dead,Jerry was there

Da Peasants,pigs and astronauts (1999) , Last Farewell

Da Collected (2002,raccolta) , Hush



DaStrangefolk (2007) , Die for love

martedì 13 aprile 2010

Perle sconosciute : Dreamer-Tiny Vipers(2009)


Una chitarra acustica,tre accordi piuttosto semplici(ma neanche tanto,visto che l'accordatura è piuttosto particolare)e una voce da brivido.Non sempre c'è bisogno di sfoggiare un'orchestra di mille elementi,o di volare a Los Angeles e New York a farsi missare il disco dal produttore più trendy del momento,per incidere un piccolo capolavoro.Jesy Fortino aka Tiny Vipers è forse una delle voci più sottovalutate del folk femminile,di sicuro una delle migliori.

lunedì 12 aprile 2010

Avvistamenti : John Grant-Queen Of Denmark


Qualche tempo fa vi avevo segnalato l'uscita dell'album dei Midlake come la migliore di questo 2010.Bè,negli ultimi giorni sto ascoltando un disco dello stesso livello,Queen of Denmark di John Grant,e non sarà un caso che sia prodotto e suonato dagli stessi Midlake.I più attenti si ricorderanno di Grant come voce e tastiere dei Czars,band americana dal discreto seguito ma non certo di successo, che si era fatta notare per alcuni LP di ottima fattura e per la bella voce del leader;allo scioglimento del gruppo il buon Grant gira l'America come spalla prima dei Flaming Lips e poi dei Midlake suonando i suoi pezzi,pezzi che piacciono a tal punto agli autori di The courage of Others che decidono per l'appunto di produrlo e di fargli da backing band.Il risultato è un disco miracolosamente sospeso tra il folk-rock d'atmosfera dei Midlake e i synth di Grant(dal sapore a tratti progressive),tra ballate intense e pezzi più leggeri che rimandano al Bowie e all'Elton John dei primi anni '70.Vi propongo I wanna go to marz e Sigourney Weaver,ma tutti i pezzi sono di egual livello(anzi,forse Where dreams go to die è il pezzo migliore),e l'ascolto dell'intero lavoro è caldamente consigliato.

domenica 11 aprile 2010

Le più belle di sempre : A day in the life-The Beatles(1967)


Quarant'anni fa (a dirla tutta l'anniversario ricorreva il 10) lo scioglimento ufficiale dei Beatles.Da Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band(1967).

sabato 10 aprile 2010

Sam Gopal-Escalator(1969)


Per la serie lo sapevate che...lo sapevate che Lemmy Kilmister,prima di diventare il leader brutto e dannato degli inossidabili Motorhead,è stato un fricchettone niente male?Se più o meno tutti sapete dei suoi precedenti pre-Motorhead con la band di rock spaziale degli Hawkwind,da cui fu peraltro cacciato senza complimenti dopo un arresto per droga,forse pochi conosceranno il disco che Lemmy incise nel 1969 a nome Sam Gopal(percussionista indiano e leader del progetto)e che,per i miei gusti musicali,rimane il punto più alto della sua ispirazione.Pur essendo Sam Gopal il titolare dell'album,il vero mattatore è proprio Lemmy,qui alle prime esperienze dopo essere stato roadie dei Nice e nientemeno che di Jimi Hendrix,che canta e suona la chitarra solista.Il genere musicale è una sorta di psichedelia-garage,la produzione è quanto di più grezzo si possa immaginare e il sound è guidato dalla voce di Lemmy,qui molto diversa dal suono gutturale che sarà il marchio dei Motorhead dieci anni dopo(e che ricorda quella di Jack Bruce periodo Cream),e,a sorpresa,dalla sua chitarra dal suono quantomai acido e ondivago.Un altro segno distintivo del suono dei Sam Gopal è l'assenza della batteria,fatto che proietta alla ribalta le percussioni del titolare,in una contaminazione da world music allora ante litteram,e il basso,che difatti rimane sempre in primo piano.I pezzi che vi propongo sono l'iniziale Cold Embrace e la vera gemma dell'album,la title track Escalator.

giovedì 8 aprile 2010

Altre forme di blues : The Jean Genie-David Bowie(1972)


Ebbene sì,anche David Bowie,storica icona del glam e fautore di un rock e,più in generale di un immagine,che più lontana dagli stereotipi del blues non si potrebbe,ha il suo piccolo debito verso la seminale musica del Delta.Correva l'anno 1972 e il nostro amato Duca Bianco,ancora ben lungi da essere tale,era nel bel mezzo della sbornia glam quando,per lanciare l'album Aladdin Sane che sarebbe uscito nei primi mesi del '73,mise sul mercato il singolo The Jean Genie.Il pezzo si basa su una vera e propria clonazione del celeberrimo riff di I'm a man del compianto Bo Diddley,da sempre oggetto di infinite cover e plagi.In particolare il pezzo di Bowie sembra ricalcare la versione degli Yardbirds di qualche anno prima;questo prima del ritornello che abbandona l'intelaiatura blues e procede per altri lidi.Anche l'arrangiamento,con tanto di armonica suonata dallo stesso Bowie,e il breve solo di Mick Ronson sono un omaggio nemmeno troppo velato alla musica del diavolo.

martedì 6 aprile 2010

Avvistamenti : Cesare Basile-Storia di Caino


Bè,in realtà non è che questo disco sia proprio nuovo essendo uscito da più di un anno,però vi invito lo stesso a procurarvelo;metterete così le mani sull'episodio più intimista della discografia di questo non notissimo cantautore siciliano,certamente uno dei migliori attualmente in Italia.Musicalmente l'album si muove tra un paludoso e oscuro blues dagli arrangiamenti scarnificati fino all'osso,ad atmosfere che rimandano al De Andrè di Amico fragile o Giugno '73,sempre con attenzione ai testi. Vi propongo due pezzi,A tutte ho chiesto meraviglia,tra gli episodi più bluesy del disco,e Per nome,dove il fantasma di De Andrè è più presente.

lunedì 5 aprile 2010

Perle sconosciute : Apple Blossom-The White Stripes(2000)


Da De Stijl(2000).

Altre forme di blues : All your love-The Peter Malick Group with Norah Jones(2000)


Nel 2000 Norah Jones era ancora ben lontana dall'imprevedibile e planetario successo di Come away with me,come lo era dal diventare la più annacquata esponente dell'ondata di cantautrici femminili di questi anni,quando incise una manciata di canzoni col gruppo di Peter Malick,chitarrista di confine tra jazz e blues.Dopo il grande successo di Norah,la casa discografica decise di pubblicare quei pezzi (sette) ponendo in bella vista il nome della vocalist con un'operazione commerciale tanto furba quanto prevedibile.All your love è un classico blues di Magic Sam,reso in una versione soffusa dove la Jones si dimostra piuttosto a suo agio nonostante l'allora giovanissima età.

sabato 3 aprile 2010

La Buona Novella-1970(...e Buona Pasqua)


Nell'augurare allo sparuto gruppo di affezionati lettori che segue questo piccolo blog una felice Pasqua,approfitto per ricordare una delle pagine migliori dell'intera musica leggera italiana.Sto parlando de La Buona Novella,il concept album che nel 1970 Fabrizio De Andrè dedicò alla figura di Gesù Cristo.Figura alla quale,paradossalmente,l'ateo e anarchico artista genovese può essere avvicinato,soprattutto per la strenua difesa degli umili e dei diseredati e per la rivoluzionarietà di certe idee,più che illustri esponenti della Chiesa.Il disco rievoca i fatti principali della vita di Cristo,narrati da vari punti di vista;e così Giuseppe è visto come un uomo anziano che trova nella giovane Maria più che una sposa una bocca da sfamare,Maria come una ragazza soverchiata da una responsabilità troppo pesante prima,e privata poi del figlio,mentre sono rivalutate le figure dei ladroni nella celebre Il testamento di Tito.La Buona Novella è un album favoloso anche sotto il profilo squisitamente musicale,basti pensare che il gruppo che accompagna De Andrè altro non è che la futura PFM,e che,tra i turnisti,figura al violino uno sconosciuto Angelo Branduardi,senza contare l'estremo coraggio intellettuale di uscire con un concept religioso negli anni della contestazione;fatto,quest'ultimo,che attirò critiche sia da destra che da sinistra.Riascoltare questo disco fa rimpiangere De Andrè non solo a livello musicale,ma anche come semplice figura di intellettuale,in tempi bui come i nostri,governati da rozzi parvenù e con la sinistra che si affida a comici di serie 'C',buoni solo a ragliare il loro odio monotematico in cambio di stanche risate.Non sono tempi buoni,ma vi auguro di nuovo Buona Pasqua con le due vette del disco,la quasi western Via della croce e la commovente Tre madri.

I migliori chitarristi(5) : Ritchie Blackmore


Ritchie Blackmore,passato alla storia soprattutto come chitarrista dei Deep Purple nel loro periodo d'oro,è stato un musicista fondamentale per l'evoluzione del suo strumento in ambito hard-rock e heavy-metal.Blackmore fu infatti tra i primi chitarristi del suo periodo ad affrancarsi parzialmente dalle radici blues,a differenza ad esempio del suo rivale Jimmy Page,introducendo una serie di tecniche che sarebbero divenuti triti e ritriti clichè per generazioni di chitarristi pesanti che lo seguirono;l'estrema velocità d'esecuzione,il virtuosismo nelle performance live,l'inserimento di scale che prescindevano dalle pentatoniche e di passaggi quasi classicheggianti(coadiuvato dall'organo di Jon Lord),sono tutti tratti che magari oggi fanno sorridere e suonano spesso kitsch,ma che allora erano trovate rivoluzionarie.Personaggio scontroso,Blackmore ha sempre sofferto la convivenza col cantante Ian Gillan,decretando così gli infiniti cambi di formazione dei Deep Purple.Ha poi suonato con Rainbow e coi suoi Blackmore's Knight,faticando a ritrovare il successo degli inizi.Vi propongo da Shades of deep purple,il loro primo album,Mandrake Root,un pezzo dal riff leggendario sorretto dalle lunghe cavalcate dell'organo di Lord e della chitarra di Blackmore,ma anche dalla bella voce del primo,sottovalutato cantante della band,Rod Evans;va detto che i primi dischi dei Deep Purple,spesso oscurati dalla fama dei successivi bestsellers,presentano un gruppo assai diverso e forse più interessante di quello poi passato agli annali,alle prese dapprima con un rock psichedelico e poi sempre più progressivo e dai tratti barocchi.Il secondo pezzo è Black night,uno dei loro classici dal vivo;in risalto la personalità live di Blackmore e la sua capacità di creatore di riff che si imprimono nella memoria.