mercoledì 30 marzo 2011

Avvistamenti Veloci

Qualche avvistamento veloce di dischi usciti negli ultimi tempi a cui per motivi di tempo non ho potuto dedicare spazio prima ma che mi sento comunque di consigliarvi.
Si parte con l'ennesimo duo rock americano sulla scia di White Stripes,Black Keys etc.I Tweak Bird sono artefici di una miscela di stoner e psichedelia alquanto grossolana ma,in alcuni episodi,assai godibile;come in questa Flying high,puro modernariato anni '70.
video
Il ritorno dei bravissimi Low Anthem in chiave ancor più folk-country e intimista.Forse non ha la stessa forza del debutto di un paio d'anni fa ma la classe è cristallina.

Atteso ritorno anche per Cristina Donà,una delle migliori e più sottovalutate(per fortuna?) artiste di casa nostra.La maternità ha addolcito quà e là i toni ,permettendo alla brava Cristina di regalarci una serie di belle ballate con l'eccezione del funk ironico di Giapponese.Vi propongo Un esercito di alberi,che ricorda da vicino la bella Universo di qualche anno fa e la versione unplugged di Più forte del fuoco.


Tornano dopo l'ultima uscita del 2003 anche i Fuzztones,gli alfieri del garage-grunge più tradizionale,guidati dall'inossidabile Rudi Protrudi.Imperdibile per chi ama la chitarra rock tradizionale e i suoni analogici.Nel video un'anteprima dei tredici brani.

domenica 20 marzo 2011

Avvistamenti : Different Gear,Still Speeding-Beady Eye


Leggevo su un giornale di come l'operazione Beady Eye-Oasis si presti alla perfezione al buon vecchio gioco di enigmistica scopri le differenze e non posso che dirmi in totale accordo.E con questo non mi sogno nemmeno di voler criticare o delegittimare l'esistenza stessa di questo gruppo;semplicemente i Beady Eye sono gli Oasis senza Noel Gallagher,ovvero un ottimo gruppo di solidi musicisti e un frontman,Liam Gallagher,discusso e discutibile,ma dall'incontrovertibile carisma.E il disco non è nemmeno male,anzi fino alla quinta-sesta traccia pare in grado di giocarsela coi più recenti album degli stessi Oasis,che non sono i Beatles,certo,ma rimangono comunque la più importante band di brit-rock degli ultimi vent'anni.L'avvio è affidato a Four letter word,tipico rock accelerato tipicamente Oasis,sulla falsariga di pezzi come Supersonic o Alcohol & Cigarettes per intenderci,quindi niente di che ma si parte col piede giusto;anche Millionaire,a parte la sorpresa della chitarra slide,è un buon pezzo ma niente di rivoluzionario.Arriva allora il singolone The Roller,dove il buon Liam porta a termine l'annosa operazione di clonazione verso John Lennon rubando addirittura la strofa della famosa Instant Karma;mettendo da parte qualsiasi considerazione sull'ovvia derivatività del tutto.The Roller è comunque un bel pezzo godibilissimo.

Si prosegue con Beatles & Stones,per me una delle cose migliori del disco con la successiva Wind up dream,una sorta di blues strascicato che molto deve più che a Beatles e Stones al beat di My Generation dei mitici Who.Wind up dream è forse la novità più piacevole dell'intero lavoro,parte un po' come un pezzo dei Kula Shaker con Liam che canta citando il Lennon più indolente e psichedelico,mentre l'armonica e soprattutto l'insolito guiro(tipico strumento latino americano)danno un tocco curioso al brano.La successiva Bring the light è un curioso rock'n'roll à la Jerry Lee Lewis e siamo ancora a buon livello;e qui vanno a incominciar le dolenti note,già,perchè se il tutto finisse qui si potrebbe parlare di un'ottimo EP;invece non siamo neppure a metà e i nostri hanno già sparato tutte le cartucce.Fino al traguardo i restanti brani non fanno altro che riproporre quanto già ascoltato nella prima parte (si salva solo Three ring circus),o peggio tentare la carta della ballata facendo emergere chiaramente l'assenza di un autore come Noel,tanto bravo quanto vituperato.In definitiva il voto scende verso una stiracchiata sufficienza,imponendo i Beady Eye come una sorta di Oasis depotenziati,inesorabilmente trascinati giù dalla pesante zavorra dell'assenza di Noel.In attesa di vedere cosa il maggiore dei Gallagher riuscirà a combinare da solo.

domenica 6 marzo 2011

Scene Cult : 2001 : A Space Odyssey-Stanley Kubrick

Avvistamenti : Seasons Of My Soul-Rumer


Capita,specialmente in Italia,che la semplice dicitura Pop applicata ad una nuova uscita suoni,tra il pubblico degli appassionati,come una connotazione estremamente negativa,quando non dispregiativa.Capita,specialmente in Italia,che accada questo perchè si associa il pop alle urla belluine di discutibili personaggi sfuggiti a laboratori di popstar quali Amici e simili (Amoroso,Marrone,etc.),o agli isterici singulti di famigerati distruttori delle sette note quali Ferro,Antonacci e,ahimè,svariati altri.Esiste tuttavia un'altra accezione del termine pop,piuttosto nobile e che noi tutti vorremmo fosse l'unica;questa parte da Burt Bacharach,passando per Phil e Ronnie Spector,Dusty Springfield,e si perpetua ancora oggi con artisti quali Richard Hawley,A Girl Called Eddy e Joan As Police Woman.A questo novero si aggiunge senza ombra di dubbio Rumer,nome d'arte di Sarah Joyce(ma una che si chiama Sarah Joyce,ha bisogno di un nome d'arte?),trentaduenne inglese di origine pakistana.Forte di una collaborazione proprio con Bacharach,Rumer mette a segno un bell'esordio composto da undici brani dove la sua voce soave e ricca di sfumature incrocia arrangiamenti jazzati e di gran classe,colorati di fiati mai invadenti e atmosfere che citano ora la Springfield,ora Carol King,ma sempre con una personalità ben definita.Per questa domenica,così uggiosa,Rumer è l'ascolto ideale;spegnete la televisione.