sabato 31 ottobre 2009

Kate Waters : Bond Street


Perle sconosciute : Witness-The Wallflowers(2000)


La vita è dura per i figli d'arte.Questo è quello che generalmente ci sentiamo ripetere a proposito degli artisti che tentano di seguire le orme di genitori celebri;ovviamente si tratta di un concetto tra i più ipocriti che mai mente umana abbia partorito,altrimenti non si spiegherebbe l'assoluta predominanza di questi giovani virgulti,perlopiù incapaci,che invadono tutti i campi dell'arte(e dello sport) solo in virtù di cognomi celebri.E non venitemi a raccontare che un ipotetico figlio di operai o di panettieri sia avvantaggiato rispetto ai pargoli delle celebrità.Nel caso di Jakob Dylan , però,sono costretto ad ammettere che con un papà come il bizzoso Bob non debba essere stato facile mettere sù un gruppo come i Wallflowers,praticamente sconosciuto da noi,ma di buon successo oltreoceano.Inoltre va considerato che a confrontarsi con Bob Dylan si parte praticamente già sconfitti,tanto che il Nostro ha sempre sfoggiato un basso profilo,tanto da celarsi dietro il nome del gruppo,senza sfruttare l'appeal del suo altisonante cognome.Il pezzo che vi propongo proviene da (breach),loro album del 2000,ed è una ballata piuttosto semplice e malinconica,con la voce di Jakob ch,pur possedendo personalità assolutamente autonoma,a tratti ricorda l'intensità del primo Dylan.

venerdì 30 ottobre 2009

Le più belle di sempre : Exit Music(for a film)-Radiohead(1997)

Inauguro questa serie di post dedicata ai pezzi migliori della storia(ovviamente secondo il mio gusto) con un brano dei Radiohead.Exit music sicuramente non è il più famoso di Thom Yorke e soci,anche se fa parte di Ok Computer,questo sì il più celebre tra i loro album.Siamo di fronte ad una ballata originariamente composta per Romeo+Juliet,da qui il titolo,che parte piano con una chitarra acustica ed il cantato sussurrante ed intonatissimo di Yorke,per poi esplodere nella seconda parte con un crescendo che verrà platealmente ripreso più volte dai Muse,sia a livello strumentale che vocale.Pezzo tra i migliori dell'intera discografia dei Radiohead,anche se vi anticipo già che non sarà il solo in questa "rubrica".

Giorgio De Chirico : Mistero e malinconia di una strada

giovedì 29 ottobre 2009

Perle sconosciute : Bouquet-Baustelle(2003)

Quando i Baustelle uscirono nel 2003 con La moda del lento,loro secondo lavoro,erano ancora degli illustri sconosciuti.Oggi sono una band di chiara fama,e,come spesso succede,i loro fan della prima ora tendono a provare un'insensata gelosia per il loro successo attuale,per il fatto che i loro piccoli capolavori diventino di tutti e non solo di chi li ascoltava già quasi di soppiatto,quasi come carbonari.Io sono tra questi.Bouquet è uno dei capolavori del loro songbook;si caratterizza per il testo decadente e ricco di citazioni,per la voce indolente e spietata di Bianconi,qui in gran forma e per il particolare suono distorto della chitarra,zoppicante e lisergico come lo stile di vita del protagonista delle liriche.

Le Onde

Dopo tutto
quel gran dolore,
tornai in riva al mare.
Le onde,
mi accorsi,
mai avevano smesso
di andare e venire.

Roy Liechtenstein - M-Maybe


mercoledì 28 ottobre 2009

Wislawa Szymborska : Ad alcuni piace la poesia

Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.

Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

William A. Bouguereau : Amore e Psiche

Perle sconosciute : A storm is going to come-Piers Faccini(2009)

Piers Faccini è un cantautore chitarrista , nonchè pittore inglese.In questo 2009 è uscito il suo terzo album,un lavoro intriso di atmosfere notturne tra il folk e il blues,con testi piuttosto scuri e molto curati,il tutto unito ad una intensa vocalità,a tratti sussurrante.Questa A storm is going to come è una delle vette del disco.

martedì 27 ottobre 2009

Perle sconosciute : Sweet Louise-Pete Molinari(2008)

Pete Molinari è un giovanissimo folksinger britannico,ma di origini italo-egiziane,che ha registrato il suo album d'esordio,A Virtual Landslide,nel 2008.Si tratta di un ottimo lavoro,con influenze che partono da Woody Guthrie,passano per Hank Williams e il primo Dylan,per arrivare a Neil Young.Sweet Louise in particolare è il primo singolo estratto,dove il nostro si ispira a Young,soprattutto nel suono e nella melodia dell'armonica,ottenendo un risultato da applausi.

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio : Cattura di Cristo


lunedì 26 ottobre 2009

Charles Baudelaire-L'albatro

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri,
grandi uccelli marini che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra
gli abissi amari.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re
dell'azzurro, goffi e vergognosi, miseramente
trascinano ai loro fianchi le grandi, candide ali, quasi
fossero remi.

Com'è intrigato, incapace, questo viaggiatore alato!
Lui, poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo.
Qualcuno irrita il suo becco con una pipa mentre un
altro, zoppicando, mima l'infermo che prima volava.

E il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride
dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi:
esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali
di gigante avanzare di un passo.

I migliori riff della storia del rock : Satori part 1-Flower Travellin' Band

John Waterhouse : Ophelia

domenica 25 ottobre 2009

Videoclip : Is A Woman-Lambchop

Per una volta concediamoci un po' di sentimentalismo puro e semplice(senza però rinunciare alla qualità).Questo video dei Lambchop,band di alternative-country americana,nella sua semplicità disarmante,è uno dei più belli e commoventi che abbia mai visto.

Ti ho sognata-Nazim Hikmet

Ti ho sognata
mi sei apparsa sopra i rami
passando vicino alla luna
tra una nuvola e l'altra
andavi, e io ti seguivo
ti fermavi e io mi fermavo,
mi fermavo, e tu ti fermavi,
mi guardavi e io ti guardavo
ti guardavo e tu mi guardavi
poi tutto è finito

Steven J. Levin-Coming and going

Perle Sconosciute : Pioneer to the falls-Interpol(2007)

Pioneer to the falls è il brano che apre Our love to admire,terzo album della band americana Interpol,a mio giudizio il migliore,anche se il preferito della critica rimane il loro disco d'esordio Turn on the bright light.Si tratta di un pezzo tipicamente indie-rock che si sviluppa su un insistito e azzeccato arpeggio di chitarra elettrica ed è caratterizzato dal cantato freddo e distante di Paul Banks,che si produce anche in un particolare solo di chitarra.

venerdì 23 ottobre 2009

I migliori riff di chitarra della storia : Sunshine of your love-Cream

Suggerimenti per la lettura : Il giovane Holden-J.D.Salinger(1951)


Scrivere una recensione per un capolavoro come Il giovane Holden può davvero risultare imbarazzante,soprattutto se,come nel mio caso,si tratta del vostro libro preferito.Vediamo un po' , da dove cominciare...dalla trama?Leggevo la voce dedicata a questo libro su Wikipedia , un'intera pagina dedicata alla trama;beh,in realtà Il giovane Holden non ha trama,questo è il punto.Di cose ne succedono tante,ovviamente,ma perdersi dietro la trama in un libro del genere vuol dire non averne compreso affatto nè il significato,nè la grandezza.Riusciamo ad apprezzare le gesta di Holden solamente se noi stessi siamo Holden;mi spiego meglio,il personaggio Holden Caufield rappresenta un certo tipo umano,è un ragazzo(ma poco conta che sia un adolescente) dalla sensibilità e curiosità sviluppatissime, in modo quasi eccessivo;Holden è una di quelle persone che si chiedono continuamente il perchè delle cose che accadono,che non riesce ad inserirsi in una società basata sull'omologazione perchè non ne coglie il senso,e perchè si sente diverso.Holden è una di quelle persone che si difendono dall'assurdità del mondo sfoderando continuamente un'ironia intrisa di cinismo,ma che serve solo a nascondere l'estrema sensibilità.

Molti lo definiscono un romanzo di formazione,sebbene l'autore prenda le distanze da questo genere già dopo le prime righe,quando definisce David Copperfield ,romanzo di formazione per eccellenza,una baggianata,in realtà lo vedo come una vera e propria scelta di campo,Holden è un anarchico che combatte una società dai valori fondamentalmente sbagliati con le sole armi a sua disposizione,cioè l'ironia ed il disincanto.Significativo è il suo interrogativo,che torna spesso durante lo svolgersi degli eventi,su che fine facciano le anitre quando il laghetto del Central Park gela d'inverno;è una domanda che nessuno si pone,e che lascia basiti i suoi interlocutori,che finiscono,nella loro mediocrità,per considerarlo matto.O ancora quando,all'inizio del romanzo, Holden si trova a parlare col professor Spencer;dopo pochi minuti il giovane è annoiato dalla ramanzina banale e bacchettona che il docente gli rifila,e questo non perchè Holden non lo consideri una brava persona,ma perchè le sue parole sono talmente prevedibili,come se gli fossero dettate dal ruolo che ricopre nella società,che il giovane sa già in anticipo quello che dirà. Questa è la ribellione e il significato del Giovane Holden,l'affermazione e la rivendicazione della diversità di ognuno di fronte ad una società che , oggi più che mai , ci vuole tutti uguali,tutti omologati come prodotti industriali,e,per questo facili da controllare.Cosiglio vivamente la lettura di questo capolavoro;se lo apprezzerete appieno vorrà dire che fate parte degli"Holden",che avete quel quid che non vi aiuterà certo a vivere nella società mediocre di oggi,ma a cui,ne sono certo,non vorrete rinunciare.Chi non capirà Holden e la sua ironia,non se ne faccia un cruccio , tanto vivrà lo stesso benissimo,senza saper quel che si perde.

Salvador Dalì : Dematerializzazione vicino al naso di Nerone


giovedì 22 ottobre 2009

Racconti Brevissimi : Favola


C'era una volta una splendida principessa,riccioli biondi incorniciavano il suo viso tondo e occhi color del cielo fissavano il volto del suo principe azzurro,il futuro Re.
Vivevano in uno splendido castello,assai lontano dal trambusto e dalla volgare miseria della città.Passavano le giornate a dar la caccia alle farfalle e a cogliere margherite,a declamare versi e a ridere delle facezie dei giullari.
Quella notte scoppiò la rivoluzione.Il pomeriggio seguente le loro teste ruzzolavano nella cesta deposta ai piedi della ghigliottina.

Copyright Andrea La Rovere,2009

Perle Sconosciute : Melody-Sharleen Spiteri(2008)

Sharleen Spiteri è una cantante scozzese conosciuta soprattutto come voce dei Texas,gruppo pop-rock d'alta classifica ma , nello stesso tempo , piuttosto raffinato.Melody,oltre ad essere il pezzo che vi propongo oggi,dà anche il titolo al suo album d'esordio,uscito nel 2008 con buon successo in patria e passato , ovviamente , sotto silenzio qui da noi.Si tratta di un lavoro assai raffinato,come la sua autrice del resto,che rimanda ad un certo pop-soul in voga negli anni sessanta,ma si staglia nettamente al di sopra dello stuolo di cloni di Amy Winehouse che rivendicano le medesime influenze.Oltre al pezzo proposto,di grande atmosfera,consigliati sono anche All the times i cried e I'm going to haunt you,simpatico divertissment western.

Jack Vettriano : The Birth Of A Dream

mercoledì 21 ottobre 2009

Videoclip : Portishead-All Mine(1997)

Quello che vi propongo oggi non è solo un video di ottima qualità ma ha il valore aggiunto di accompagnare un pezzo davvero eccezionale:All Mine dei Portishead.La regia è da brivido,con lenti movimenti di macchina e un bianco e nero evocativo che richiamano esplicitamente i grandi maestri della settima arte,in particolare Hitchcock e Kubrick.Che dire del pezzo,la band di Bristol qui è al top,base elettronica(quei rari casi in cui l'elettronica ha un cuore...),fiati ben arrangiati,un a solo di chitarra dai toni morriconiani e,soprattutto,la voce di Beth Gibbons,secondo me semplicemente la voce più bella del panorama attuale.Consigliatissima anche la versione live, dove si apprezzano ancor meglio l'abilità della cantante e il suo particolare fascino.

Renè Magritte : Il sedici Settembre

martedì 20 ottobre 2009

Perle Sconosciute : People Magazine Front Cover-Get Well Soon(2008)

Get well soon è il nome del progetto del polistrumentista tedesco Konstantin Gropper;il suo album di debutto,Rest now,weary head!You will get well soon,è stato uno dei dischi più interessanti.Ovviamente in Italia ha riscosso un successo pari a zero,occupati come siamo a farci massacrare le orecchie dai vari Tiziano Ferro e Gianna Nannini,ma ovunque ha avuto critiche lusinghiere.Quello che vi propongo è,secondo me,il pezzo più intenso del disco;ricorda un po' , almeno nella prima parte Il suonatore Jones,di De Andrè(gli accordi sono praticamente gli stessi),mentre la voce sembra citare i Radiohead prima maniera.Procuratevi tutto l'album perchè merita attenzione.

Alan MacDonald : The Guardian Angel


lunedì 19 ottobre 2009

20 Album ideali per scoprire il blues : 2.Black Cat Bones-Barbed Wire Sandwich


I Black Cat Bones furono un gruppo tra i meno conosciuti della seconda ondata del Blues Revival, movimento in voga in Inghilterra nella seconda metà degli anni sessanta.La prima formazione della band vedeva Paul Kossoff alla chitarra e Simon Kirke alla batteria,e si può dire che a tutt'oggi questo sia il principale motivo per cui i BCB vengono ricordati;infatti i due uscirono quasi subito dal gruppo per andare a formare i leggendari Free.Kossoff fu sostituito da Rod Price, ottimo chitarrista,purtroppo recentemente scomparso,mentre alla batteria arrivò Phil Lenoir. Dopo questo rimpasto,nel 1969,i BCB incisero il loro primo e unico album,composto da nove robusti pezzi di hard blues,che recano in sè i prodromi del nascente hard rock(tra l'altro il disco è coevo del primo dei Led Zeppelin),nonchè una certa somiglianza con i successivi lavori dei Free. L'album si apre con Chaffeur,pezzo hard blues basato su un riff granitico,sulla possente voce di Brian Short e sulle evoluzioni solistiche di Rod Price,il quale dà il meglio nella successiva Death Valley Blues.Si tratta di uno slow blues tra i più belli di sempre,col testo preso a prestito da un vecchio pezzo di Arthur Crudup e con la chitarra di Price che sottolinea il canto disperato di Short , scatenandosi poi in un a solo dove lo strumento raggiunge tonalità lancinanti,pur senza andare mai troppo sopra le righe.Altri pezzi forti sono la celeberrima Feelin' Good,resa famosa da Nina Simone e,più recentemente ripresa da Michael Bublè e dai Muse,resa in una versione semi-acustica di grande effetto,Four Women,brano acustico dalle atmosfere psichedeliche e Save My Love,altro pezzo dal riff pesante molto vicino ai Free.Gli altri brani , comunque di ottima fattura , rientrano nella routine blues del periodo,con una bella parte di chitarra slide in Sylvester's Blues e con Price che si cimenta anche alla voce nella conclusiva Good Lookin' Woman.Un vero peccato che questa rimanga l'unica testimonianza di una band davvero interessante,i cui componenti continueranno a suonare in altri progetti validi(Leaf Hound,tra gli altri),ma senza ripetersi a questi livelli.Un disco imprescindibile per gli appassionati del blues bianco e dei primi vagiti dell'hard rock.

Perle sconosciute : How can anybody possibly know how i feel?-Morrissey(2004)

Semplicemente uno dei pezzi più belli di uno degli album migliori degli ultimi anni,Your the quarry di Morrissey del 2004."Come può dire qualcuno di sapere come mi sento?L'unico quà intorno a essere me sono io",occhio anche al testo,davvero ispirato.

Claudio Bravo : Supermarket Ghosts


domenica 18 ottobre 2009

Edward Hopper : Gas

Perle sconosciute:People Used To Dream-A Girl Called Eddy(2004)

Se il mercato discografico di oggi non agisse in base agli insensati capricci di un pubblico eternamente adolescente,le classifiche Pop sarebbero popolate anche da dischi come questo,e non solamente dagli strepiti di ragazze bellocce e volgarotte(cito a caso Beyoncè,Shakira,Cristina Aguilera,ma ce ne sarebbero,ahimè,altre centinaia).A girl called Eddy è un disco semi sconosciuto del 2004 che vede Erin Moran(omonima dell'attrice di Happy Days) alla voce e la produzione del grande Richard Hawley,che si cimenta anche alla chitarra.Si tratta di un disco di Pop nella sua accèzione più nobile,Erin non ha bisogno di urlare per arrivare al cuore e al cervello di chi ascolta, e gli arrangiamenti sono sempre misurati e ben calibrati.Ho scelto People used to dream,ma tutta la manciata di pezzi che compone l'album merita attenzione.

Pablo Neruda : Ode al limone

Da quelle zagare
disfatte
dal lume della luna,
da quell'
effluvio di un amore
esasperato,
affondato in fragranza,
uscì
dall'albero il giallo,
dal loro planetario
scesero a terra i limoni.

Tenera mercanzia!
Si gremirono rive,
mercati,di luce,d'oro
silvestre,
e aprimmo
le due metà
del miracolo,
acido congelato
che stillava
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più profondo
della natura,
intrasferibile,vivo,
irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,ùdalla sua casa fragrante,
dalla sua agra,segreta simmetria.

Nel limone divisero
i coltelli
una piccola cattedrale,
l'abside nascosta
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così,quando la tua mano
strizza l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
tu spargi,
un
giallo calice
di miracoli,uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.

sabato 17 ottobre 2009

Perle Sconosciute:Sleepy Son-Sleepy Sun(2009)

Gli Sleepy Sun sono un gruppo americano che suona un robusto rock psichedelico,con lunghe parti strumentali e qualche accenno folk.Fossero stati attivi alla fine degli anni sessanta avrebbero avuto qualche chance,attualmente sono buoni solo per finire tra le perle sconosciute! Nel 2009 è uscito il loro album,Embrace,lavoro pregevole da cui proviene questo pezzo,una lunga cavalcata psichedelica che richiama nella vocalità qualche atmosfera trip-hop e ruba il riff a Manic Depression del grande Jimi Hendrix.

Stephen Earl Rogers:Geometry


venerdì 16 ottobre 2009

Progressive italiano(1):Nuda-Garybaldi(1972)


Come già per il discorso intrapreso con il blues,questo post è il primo di una serie dedicata alle recensioni di alcuni album che hanno contraddistinto l'era del progressive in Italia.Si tratta di dischi che ho scelto non in base alla celebrità o alle copie vendute,ma esclusivamente in base al gusto personale e alla fruibilità da parte di un pubblico magari appassionato di rock,ma poco avvezzo al genere.Il prog fu sicuramente il periodo di massimo splendore per il rock italiano, genere altrimenti privo di grandi momenti,e riuscì nell'imprese di lanciare alcuni gruppi (vedi la PFM) anche oltreconfine,aldilà di quelle che per il rock di casa nostra si sono sempre rivelate delle vere e proprie colonne d'Ercole.Il periodo aureo del genere può essere individuato dalle prime avanguardie(70/71)agli ultimi fuochi(76/77).Il gruppo di cui parliamo oggi viene da Genova ed esordisce nel 1970 sotto il nome Gleemen ,con un album omonimo.Si tratta di un lavoro tardo-beat con ottime intuizioni sia a livello strumentale che melodico,con i testi come punto debole e che dà grande risalto al bravissimo chitarrista Bambi Fossati,vero epigono nostrano di Jimi Hendrix.L'album,inoltre,consegna alla storia uno dei migliori pezzi blues in lingua italiana,lo slow Chi sei tu,uomo?.Nel 1972 il gruppo ha cambiato nome in Garybaldi , quando dà alle stampe Nuda,destinato a diventare un album cult anche grazie alla copertina, firmata da Guido Crepax.Il lato "A" non si discosta troppo dal disco dei Gleemen,la musica è un robusto rock-blues di chiara matrice hendrixiana , purtroppo anche per quel che riguarda il canto,vero punto debole di Fossati.Le uniche tracce prog sono nelle lunghe divagazioni strumentali chitarristiche e dell'ottimo tastierista Lio Marchi.Inoltre i testi non colpiscono certo per profondità.La musica cambia letteralmente con la seconda facciata,interamente occupata dalla suite Moretto da Brescia.Tanto per cominciare a cantare è Maurizio Cassinelli,con un bel timbro forte e chiaro,mentre i testi si fanno assai più piacevoli,ricchi di suggestioni medievali e fantasy.La chitarra di Fossati si sgancia finalmente dal nume tutelare di Hendrix,per intraprendere voli pindarici che citano di volta in volta la musica classica,cristalline melodie molto mediterranee e qualche slancio dalle parti di Santana,il tutto con apprezzabili intarsi con le tastiere di Marchi.In definitiva un album assai piacevole,sia nella prima parte più leggera,che nella seconda,più impegnativa ma tra le pagine migliori dell'intero prog italiano.Purtroppo i Garybaldi non riusciranno a ripetersi completamente con il successivo Astrolabio,anche a causa di una produzione un po' distratta,prima di sciogliersi definitivamente.

Jack Vettriano:Her Secret Life


giovedì 15 ottobre 2009

Antonio Canova:Amore e Psiche giacenti(1793)


Conservata al Museo del Louvre di Parigi,Amore e Psiche è un gruppo marmoreo scolpito nel 1793 da Antonio Canova,scultore tra i maggiori di sempre.Più delle mie parole da profano,valga a descriverlo lo slancio poetico che colse lo scrittore Gustave Flaubert alla sua vista:"Non ho guardato nulla del resto della galleria;ci sono ritornato in diverse riprese e,l'ultima,ho baciato sotto l'ascella la donna in deliquio,che tende verso l'amore le lunghe braccia di marmo.E il piede! E la testa! E il profilo! Mi si perdoni,dopo molto tempo è stato il mio solo bacio sensuale; era qualche cosa di più ancora,baciavo la bellezza stessa".

Perle sconosciute:Come Out Of Her-Fraction(1971)

Il pezzo che vi propongo oggi appartiene ai Fraction,misconosciuto gruppo attivo a cavallo dei decenni 60/70,dedito a un rock psichedelico piuttosto pesante,contraddistinto da testi fortemente spirituali,dalla vocalità di Jim Beach,molto scura e a tratti sinistra,che rimanda in parte a quella di Jim Morrison,ma assai più duttile e potente,e dalla straordinaria preparazione dei musicisti.Il pezzo è tratto da Moon Blood,album del 1971,tutto di livello eccellente e,se riuscite a procurarvelo,consigliatissimo.

mercoledì 14 ottobre 2009

Gustave Caillebotte-Le Place De L'Europe,Temps De Pluie


Orizzonti di gloria-Stanley Kubrick(1957)


Orizzonti di gloria non è certo il film più celebre di Stanley Kubrick,nè il più innovativo o quello più violento,tuttavia,secondo un giudizio squisitamente personale,è quello che più mi ha comunicato a livello emozionale,tanto che ogni volta che mi decido a rivederlo si tratta di un'esperienza devastante.Pur racchiuso in una struttura tecnica perfetta e apparentemente fredda(come tutti i film di Kubrick),è,tra i film del regista inglese,quello dove meglio trapela un senso di umana pietà verso i deboli e il disprezzo verso l'assurdità della guerra e verso l'opportunismo delle sfere di comando.La storia è ambientata durante la Prima Guerra Mondiale e racconta la vicenda di un battaglione francese tacciato di codardia dopo aver fallito un assalto contro le truppe nemiche.In realtà l'attacco è impossibile,e l'unico scopo del generale che l'ha ordinato è quello di ottenere una promozione.Quando l'assalto,com'era ovvio,fallisce,il generale ordina che tre soldati vengano fucilati come punizione esemplare.Boicottato per i contenuti rivoluzionari del film,Kubrick è costretto a girare in Germania,e riesce a farsi produrre solo in virtù della presenza nel cast di una superstar del calibro di Kirk Douglas.Kubrick si circonda di un manipolo di attori poco conosciuti,eccetto Douglas,ma di gran caratura e mette in scena una sceneggiatura perfettamente calibrata,con dialoghi di gran classe pervasi da una raffinata ironia.

L'uso di accorgimenti allora ancora poco collaudati,quali il piano-sequenza,la camera che si muove seguendo i protagonisti,l'uso di grandangoli esasperati e zoomate violente alternate a lenti movimenti di macchina,fanno di questo film un'opera ,oltre che tecnicamente perfetta, fortemente innovativa.Memorabili le scene dell'ispezione al campo del generale Mireau,l'assalto al "formicaio",dove Kubrick manovra personalmente la camera che segue Kirk Douglas,tra lo stupore dei tecnici tedeschi,i quali rimangono di stucco di fronte alla sua abilità tecnica,e quella del processo farsa.Da rilevare anche lo spessore psicologico dei personaggi,evidente nello spietato opportunismo dei due generali,e nella diversa reazione dei tre soldati di fronte all'approssimarsi della fucilazione,che fà di Orizzonti di gloria forse il più efficace manifesto antimilitarista di ogni epoca.A questo proposito,agghiacciante è la scena in cui il generale Mireau analizza le previsioni delle perdite umane in vista dell'attacco;le vite dei soldati alla stregua di numeri.In definitiva ci troviamo di fronte al miglior film di guerra della storia del cinema,molto più efficace nel dimostrare la propria tesi anche di fronte a opere più celebrate e più recenti,che ricorrono a efferate scene di violenza per scioccare il pubblico laddove a Kubrick era bastata una sottile indagine psicologica,unita alla sua maestria tecnica,per ottenere lo stesso effetto(mi riferisco a film come Salvate il soldato Ryan).

lunedì 12 ottobre 2009

Tempo Perso:Jacques Prevert

Davanti alla porta dell'officina
l'operaio s'arresta di scatto
il bel tempo l'ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo e
strizza l'occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?

domenica 11 ottobre 2009

P.Mondrian:Composizione con piano rosso grande,giallo,nero,grigio e blu(1921)


Capolavori Assoluti:1.Highway 61 Revisited(1965)-Bob Dylan


Nella storia del rock ci sono molti dischi belli,importanti,perfetti sotto il profilo tecnico,poi ci sono i capolavori.Quei dischi che segnano una tappa nella storia,un punto di svolta.Quei dischi che inventano qualcosa che fino al giorno prima non c'era,ma con cui poi tutti dovranno fare i conti.Beh,questi dischi non sono tanti,una decina a essere larghi,e Highway 61 Revisited di Bob Dylan è uno di questi.Nel 1965 Dylan è un cantautore folk di grande successo e impegno civile,ma è anche un uomo stanco;stanco di essere strumentalizzato a fini politici,stanco di esibizioni tutte uguali,fatte più per compiacere il pubblico che per assecondare il suo estro,è stanco,soprattutto, di essere il portabandiera di ideali a cui egli stesso,forse,non crede più.E così decide di cambiare tutto;la sua prima esibizione elettrica,al Festival di Newport accompagnato dalla Paul Butterfield Blues Band suscita scandalo e scontenta tutti,ma Bob tira dritto per la sua strada e,ispirato dal lavoro iniziato dai Byrds in America,e dagli Animals in Inghilterra,si chiude nello studio di registrazione con una band coi fiocchi e dà alla luce quest'album che,superando le canzonette pop, il rock'n'roll alla Elvis e lo stesso folk da cui proveniva,dà al termine rock un nuovo significato.
Alle registrazioni partecipano,tra gli altri,Mike Bloomfield,uno dei migliori chitarristi bianchi di blues di tutti i tempi e Al Kooper,multistrumentista ingaggiato come chitarrista che,arrivato in sala,trova il suo posto occupato da Bloomfield e ripiega sull'organo Hammond.Le registrazioni procedono in modo confuso;Dylan è un vulcano di ispirazioni,ha con sè centinaia di pagine scritte di getto da cui ricava i testi dell'album.Inutile dire che sono testi che passeranno alla storia,non solo del rock,ma di tutta la letteratura.Lo stesso dicasi per la musica,molto spazio è lasciato all'improvvisazione,come nella tradizione blues.Il disco si apre con Like A Rollin' Stone,forse il pezzo più celebre di Dylan,con una parte di organo suonata da Kooper ormai entrata nella leggenda,e con un testo tagliente verso la società dei benpensanti e,in senso metaforico,anche verso il passato dello stesso autore.Si prosegue con Tombstone Blues,pezzo di chiara matrice blues con la chitarra di Bloomfield in evidenza e con un testo surreale che procede per immagini , quasi come se assistessimo ad un film.Anche i due pezzi successivi hanno un andamento blues, e It takes a lot to laugh,it takes a train to cry rimane uno dei titoli più belli del songbook dylaniano.Altri tre pezzi assurgeranno nel tempo allo status di capolavori,si tratta di Ballad Of A Thin Man,Highway 61 Revisited e Desolation Row.Il primo è una ballata in si minore,che ricorda nel riff la splendida I Believe To My Soul di Ray Charles,ripresa in quel periodo dagli Animals,con un testo criptico che sembra accusare la borghesia che non si accorge dei cambiamenti in atto,ma che molti hanno letto anche come un'accusa verso gli odiati giornalisti e che,comunque,ci consegna alcune strofe entrate nella leggenda.Il pezzo che dà il titolo all'album è uno scatenato e dissacrante rock'n'roll,dove l'Highway 61 simboleggia la stessa America,il paes dove tutto può capitare,dove tutto si crea e tutto si distrugge;anche qui il testo ci presenta curiosi bozzetti di scene quasi cinematografiche,il tutto rigorosamente in rima.Desolation Row è il pezzo che chiude l'album,una lunga ballad con intarsi di chitarra acustica che sembrano puntare dritti a sud del confine.Il testo è popolato da deliranti personaggi tipicamente dylaniani,che nella loro follia si contrappongono ad un'ottusa normalità,vista da Dylan come il peggiore dei mali.Si arriva così alla fine del disco con la sensazione di aver assistito,non solo di aver ascoltato,ad una sfilata di personaggi tanto assurdi quanto simili a noi stessi,e al turbinare delle idee visionarie di un grande artista,allora al massimo dell'ispirazione.Il miracolo si ripeterà col successivo Blonde On Blonde,primo album doppio della storia,prima di iniziare un inevitabile,altalenante declino che dura a tutt'oggi.

sabato 10 ottobre 2009

20 Album contemporanei da riscoprire:1.The Runaway Found(2004)-The Veils


Spesso mi capita che chi mi conosce bene mi faccia notare che il mio calendario musicale si sia fermato al 1975,e per me non sempre è facile replicare,visto che questa affermazione corrisponde quasi del tutto al vero!In realtà penso che anche oggi si produca musica di ottimo livello,ma che questa sia talmente sovrastata dalla spazzatura pop che i principali media ci propongono quotidianamente,tanto da risultare spesso di difficile reperibilità.Uno dei dischi che più mi sono piaciuti negli ultimi anni,che mi permetto di consigliarvi caldamente,è questo The Runaway Found,disco d'esordio di The Veils,gruppo inglese riunitosi nel 2001 attorno alla figura di Finn Andrews,cantante e autore di origine neozelandese.L'album ebbe critiche lusinghiere ed un discreto successo,soprattutto in virtù dello splendido singolo Lavinia.Il genere è un indie rock guidato dalle chitarre elettriche,con un paio di ballate per chitarra acustica di grande effetto,influenzato,come sempre in Inghilterra,dalla lezione di gruppi quali Joy Division e Smiths,anche se in modo molto meno pesante rispetto a esempi recenti di grande successo(es.The Horrors o i White Lies).I Veils,infatti, si distinguono e si affrancano dall'essere troppo derivativi grazie alla splendida voce di Andrews,evocativa nei pezzi più d'atmosfera,grintosa e ai limiti della disperazione negli episodi più tirati.L'album ha il grande pregio,a differenza di molti prodotti contemporanei,di non essere troppo lungo,cosicchè i pezzi risultano tutti di buon livello.

Quelli che più vi consiglio sono ovviamente Lavinia,stupenda ballata accompagnata da un video di grande atmosfera, Guiding light e The Tide That Left And Never Came Back,pezzi più rock ma imbevuti di un sincero spleen tipicamente britannico,Talk Down The Girl,altra ballata semi-acustica irresistibile e la conclusiva Nowhere man,vera perla del disco,dove su uno sfondo di chitarra arpeggiata si stende un perfetto arrangiamento di archi,il tutto al servizio della voce rotta di Andrews,in questo brano davvero da brividi,per un risultato che,pur citando negli archi i REM,si avvicina alle cose migliori del grande Nick Drake.In conclusione un disco da riscoprire assolutamente.Quanto ai Veils,dopo questo disco si sono sciolti per ricostituirsi con una nuova formazione con il solo Andrews rimasto come leader,e hanno pubblicato altri due album di ottimo livello ma forse inferiori a questa splendida opera prima.

venerdì 9 ottobre 2009

Videoclip:Beastie Boys-Sabotage(1994) di Spike Jonze

Fin da quando lo vidi la prima volta,ormai ben quindici anni fa,questo video mi colpì molto soprattutto per la favolosa regia e per il montaggio perfetto.Devo dire che avevo visto giusto,visto che il video è stato inserito in quasi tutte le classifiche dei migliori videoclip del secolo,e che il regista Spike Jonze è ora un quotato regista cinematografico(Essere John Malkovich),oltre che marito di Sofia Coppola per un breve periodo.

martedì 6 ottobre 2009

Perle Sconosciute:The Raconteurs-Carolina Drama

Beh,questa non è proprio sconosciuta,ma non è nemmeno nota quanto meriterebbe.Si tratta del pezzo che chiude Consoler Of The Lonely,il secondo album dei Raconteurs , side project del leader dei White Stripes Jack White.Secondo il giudizio del vostro umile narratore siamo di fronte ad uno dei migliori pezzi rock degli ultimi anni,roba a livello di Dylan e dei Led Zeppelin,tanto per intenderci.Su un semplice giro di chitarra acustica si inseriscono via via i vari strumenti,tra cui un violino azzeccatissimo,il testo racconta un torbido dramma familiare nel sud degli Stati Uniti e l'interpretazione vocale di White è semplicemente da brivido.Forse che il Rock non sia morto negli anni settanta?Buon ascolto.

Edward Hopper:Night Shadows


lunedì 5 ottobre 2009

Perle sconosciute:The Aynsley Dunbar Retaliation-The Warning


The Aynsley Dunbar Retaliation fu uno delle centinaia di gruppi attivi in Inghilterra durante il boom del British Blues,fondato dal valente Aynsley Dunbar,già batterista dei John Mayall's Bluesbreakers e ricercato session men.Registrarono quattro album nel giro di un paio d'anni(altri tempi!)e sono passati alla storia soprattutto per aver scritto questa"The Warning",robusto pezzo blues dai tratti piuttosto gotici reso in seguito celebre dalla ben più conosciuta cover dei Black Sabbath.Pochi sanno che in realtà il pezzo apparve prima di essere ripreso da Ozzy e soci sul terzo album della band"Remains To Be Heard".Questa versione originale è un po' più veloce rispetto alla cover,l'ossessiva linea di basso è un po' meno in evidenza ma,a mio giudizio,si rivela assai superiore alla versione dei Sabbath.Certo il mio è un giudizio sicuramente impopolare,tuttavia trovo che la voce del cantante dei TADR(John Moorshead,anche ottimo chitarrista) sia molto più appropriata ed anche il lavoro chitarristico,seppur meno appariscente,sia in realtà più centrato.Del resto,nove volte su dieci,la versione originale risulta migliore delle cover.E comunque,a voi il giudizio.

domenica 4 ottobre 2009

James Abbott McNeill Whistler : Sinfonia in bianco n.2

20 Album ideali per scoprire il Blues : 1.The Outlaw Blues Band


Con questo post vorrei iniziare una serie di recensioni riguardanti una delle mie grandi passioni , il Blues.Ogni album che andrò a presentarvi è,secondo me,ideale per avvicinarsi a questo genere, padre del Rock e di molta della musica leggera che ascoltiamo a tutt'oggi.Si tratta di dischi perlopiù poco conosciuti,anche nell'ambito stesso del Blues,ma,a mio giudizio,ideali per l'ascolto anche da parte del pubblico meno smaliziato.Inizio con l'album omonimo di The Outlaw Blues Band,gruppo americano autore di due album alla fine degli anni sessanta dal sound molto vario che, partendo dal Blues,si avventura in territori limitrofi ma neanche troppo,quali il Jazz,il Rock Psichedelico e un tocco di Latin Rock alla Santana.La band è guidata dallo straordinario chitarrista Philip John e dal talentuoso polistrumentista Joe Whitman,che si cimenta al sassofono,al flauto e allo xylofono.Il disco parte subito spedito con Tobacco Road,pezzo classico inciso da svariati gruppi,che subisce un trattamento funkeggiante con la chitarra di Philip John che emerge col suo suono peculiare.Suono che emerge più prepotentemente già dal secondo pezzo,uno slow che già per il titolo meriterebbe l'acquisto dell'album:Tried to be a good boy(But i'm worse than a nazi).Il suono di John è molto robusto e saturo e,senza troppi fronzoli e virtuosismi,si impone all'ascolto con una sonorità squillante e con fraseggi di grande effetto.Dopo un pezzo piuttosto tradizionale,"How bad love can be",si arriva al mio pezzo preferito:"I've got to have peace on my mind".Si tratta di un brano dalla struttura tipicamente Blues,ma trattato ampiamente in chiave psichedelica,la voce è pesantemente passata al Phaser con un effetto eco a dir poco straniante che si oppone al suono chiarissimo dell'aggressiva chitarra di Philip John.Lo xylofono aggiunge un ulteriore tocco fuori dagli schemi a questo brano tra i più particolari in ambito blues.Dopo "Lost in the blues",altro brano piuttosto tradizionale,si arriva all'altro picco creativo del disco,cioè"Death dog of doom",pezzo sperimentale tra jazz e psichedelia,molto slegato dal blues,dove per otto minuti si alternano gli a solo dei vari strumenti.L'album si chiude con "Sweet sixteen",un altro slow reso celebre dalla versione di B.B.King,con di nuovo una grande prestazione di Philip John,protagonista del solo centrale e di alcune geniali trovate anche a livello ritmico,e con "Two tranes coming",breve strumentale guidato dal sassofono di Whitman , che omaggia lo stile di John Coltrane.In conclusione si tratta davvero di un album imprescindibile per chi ama le contaminazioni in ambito Blues,ma godibile anche da un pubblico poco avvezzo a questo genere.Quanto a"The Outlaw Blues Band",incideranno nel '69 un altro album,"Breaking In",di pari valore e altrettanto sconosciuto,prima di sparire nelle nebbie psichedeliche di un'epoca di creatività irripetibile.

sabato 3 ottobre 2009

Edward Hopper : Room in New York


Jacques Prevert : I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

http://www.youtube.com/watch?v=tVt_YBBpv2g

giovedì 1 ottobre 2009

La sfera sospesa nel cielo



Il primo a vederla fu il vecchio Peabody. L'enorme sfera metallica era sospesa a mezz'aria sopra il campo coltivato a grano antistante la sua proprietà. Questa si componeva di uno stabile di un solo piano piuttosto malridotto, dove Peabody abitava pressapoco da quand'era nato, una settantina di anni prima, e da un paio di capannoni ridotti in stato pietoso, utilizzato l'uno come stalla e l'altro adibito a stipare balle di fieno. Dei sentieri terrosi collegavano i vari stabili, mentre un viottolo appena più largo si inoltrava per i campi fino a raggiungere la statale distante qualche centinaio di metri.
Come tutte le mattine il vecchio Peabody uscì di casa all'alba per iniziare il suo giro che prevedeva la mungitura delle sue tre mucche, la raccolta delle uova nel pollaio, una controllata generale alla proprietà ed infine il breve viaggio verso il vicino paese a bordo del suo vecchio pick-up Chevrolet.
Appena mise il naso fuori dalla veranda il vecchio notò subito qualcosa di strano, una grande ombra di forma circolare galleggiava sul grano ad una trentina di metri dall'abitazione.
Peabody istintivamente sollevò gli occhi al cielo e fu così che la vide per la prima volta. La sfera era sospesa in aria a circa una decina di metri d'altezza, dall'aspetto esteriore sembrava costituita da un qualche tipo di metallo ben levigato, era totalmente statica e non emetteva alcun tipo di rumore, ronzìo e quant'altro. La superficie non presentava nessuna scanalatura o solco o qualsiasi segno di aperture che permettessero l'ingresso all'interno.All'inizio Peabody pensò che si trattasse di una trovata pubblicitaria e ne rimase piuttosto seccato, tuttavia non ritenne opportuno indagare sulla natura dell'oggetto e riprese le sue attività giornaliere.
Quando più tardi si recò in paese per le sue commissioni il vecchio raccontò ad un paio di persone del misterioso oggetto, ottenendo in cambio solo frasi di circostanza e qualche commento ironico, era infatti opinione generale che l'anziano coltivatore, da quando aveva perso la moglie, eccedesse un po' con l'alcool ed indulgesse un po' troppo in curiose fantasticherie.
Fu solo nel pomeriggio che l'inquietante sfera iniziò a destare l'attenzione di qualche automobilista di passaggio; una famigliola con bambini al seguito si spinse fino all'abitazione di Peabody per chiedergli informazioni su quella che pensavano essere un qualche tipo di giostra, e a chi dovevano rivolgersi per far salire i bambini.In un paio d'ore si formò un piccolo capannello di persone e il vecchio Peabody,che non aveva mai amato le compagnie numerose,pensò bene di chiamare lo sceriffo.
Fu così che,con l'arrivo delle autorità,la voce di quella strana sfera sospesa nel cielo iniziò a diffondersi.Prima di sera si era già formata una piccola folla di curiosi, tenuti a distanza dalle forze armate che lo sceriffo aveva provveduto ad informare tempestivamente, e che per prima cosa avevano transennato tutta la zona.
Dapprima i telegiornali locali e poi quelli nazionali diedero gran risalto alla notizia del misterioso oggetto, gli esperti chiamati a dare il loro parere avanzarono le ipotesi più disparate,la più accreditata delle quali parlava di un'astronave aliena che si preparava allo sbarco,e,che per ragioni a noi ignote se ne stava ferma sospesa sopra il campo di grano del vecchio Peabody.
In capo ad un paio di giorni la proprietà dell'anziano contadino fu invasa da migliaia di persone tra soldati,scienziati accorsi per studiare l'oggetto,troupe delle principali emittenti,esaltati che predicavano la fine del mondo,santoni new age che predicavano la fratellanza con i nostri fratelli venuti dallo spazio,mitomani e semplici curiosi.Una decina di chioschi ambulanti e di bancarelle di gadget spuntarono qua e là come funghi.Un'enorme camion-gru fu fatta avvicinare alla sfera che fu esaminata prima dagli artificeri e poi sottoposta alle più svariate analisi da formidabili equipe di scienziati provenienti da tutto il mondo.
Già dalla prima sera ovviamente la proprietà fu evacuata cosicchè il vecchio Peabody fu costretto a riparare nella pensione del vicino paese,mentre le sue bestie furono ben presto abbattute e la sua piccola fattoria demolita per lasciare spazio al campo militare ed ai laboratori scientifici.
Peabody si trasferì dopo un paio settimane da certi parenti che vivevano a New York,intentò una causa milionaria allo stato che gli aveva di fatto espropriato il suo terreno e,dopo un paio d'anni in cui cercò inutilmente di adattarsi alla vita nella grande metropoli,morì solo e dimenticato da tutti.
Gli esami sulla sfera si susseguirono veloci uno dopo l'altro con risultati pressochè univoci.Non si riuscì a scoprire quale fosse il metallo che la costituiva,e se di metallo effettivamente si trattava;non si scoprì nessun tipo di entrata o un qualsiasi modo di penetrare all'interno dell'oggetto che risultò resistere a qualsiasi arma senza riportare la minima scalfitura;nonostante l'impiego di macchinari sofisticatissimi non si riuscì nemmeno a determinare la massa della sfera,e se questa fosse piena o cava all'interno;nessuna alterazione di campi magnetici fu rilevata nelle vicinanze ed il grano sottostante continuò a crescere normalmente senza la benchè minima modificazione strutturale; la vivisezione degli animali appartenuti al vecchio Peabody non aggiunse nulla di nuovo e lo stesso fu per gli esami della radioattività.In breve, in due anni di studi ininterrotti sulla sfera non si riuscì a scoprire niente di niente.
Le uniche conseguenze tangibili della comparsa del curioso oggetto furono le costruzioni che sorsero appena fuori dall'area militare, dapprima dei fast-food,poi un centro commerciale,un cinema multisala e dei grandi alberghi che accoglievano le decine di turisti attirate dal fascino enigmatico della sfera.
In pratica era sorta una piccola città satellite all'area militare.
Tuttavia il clamore intorno alla misteriosa palla iniziò a scemare, soprattutto quando si iniziò a capire che tutti gli esami scientifici non avrebbero portato a niente.La sfera,insomma, era un mistero insoluto ed appassionante ma,in definitiva,del tutto inutile.
Erano passati cinque anni quando il primo albergo chiuse i battenti per mancanza di clienti,seguito a ruota da tutte le altre attività commerciali nel breve volgere di qualche stagione.Un grande parco divertimenti in stile Disneyland rimase incompiuto a poche centinaia di metri dalla sfera.
Visto che non c'era nessun pericolo anche l'esercito abbandonò il campo e restituì senza troppe cerimonie la proprietà ormai devastata ai parenti del vecchio Peabody,che per anni cercarono di disfarsene inutilmente.
La città fantasma che ora circondava il campo divenne così rifugio di decine di disadattati,barboni,piccoli criminali,neo-hippies e adoratori della sfera,questi ultimi membri di una setta che contava uno sparuto gruppo di adepti,che sostenevano che la sfera fosse una moderna Arca di Noè,e che al momento adatto si sarebbe schiusa solo ai suoi adoratori,salvandoli dalla fine del mondo ormai prossima.Fu proprio questo gruppo di varia umanità ad accorgersi un mattino di Settembre di una quindicina di anni dopo la venuta della sfera,che questa,così come era apparsa da un giorno all'altro, era scomparsa restituendo il pezzo di cielo che aveva occupato per tanto tempo.
Solo alcuni telegiornali locali ne diedero notizia.


Copyright Andrea La Rovere,2008

Dante Gabriele Rossetti:Venus Verticordia-1866


Paura e delirio a Zocca

Si sa,ogni giorno porta con sè le sue piccole gioie e i suoi piccoli drammi,e soprattutto questi ultimi sono sempre in agguato dietro l'angolo.Pochi giorni fa me ne stavo tranquillo tranquillo al lavoro,anestetizzato,come capiterà anche a molti di voi,dal rassicurante sottofondo di una radio privata che,come ogni giorno,diffondeva nell'aria i consueti,nonchè spesso rivoltanti,brani musicali protagonisti del mainstream di questi giorni.Ad un tratto,sorpresa!Sento partire un arpeggio familiare...eh sì,si tratta proprio di Creep dei Radiohead,uno dei pezzi pop più importanti degli ultimi vent'anni,nonchè uno dei miei brani preferiti.Subito i miei sensi si risvegliano dal torpore,un po' come succedeva all'Alex di Arancia meccanica quando ascoltava la Nona di Beethoven;sto già pregustando l'attacco della voce di Thom Yorke quando qualcosa di sconcertante accade:l'altoparlante inizia a diffondere l'inconfondibile voce(?) strascicata di Vasco Rossi che mi vomita addosso un'insensata accozzaglia di luoghi comuni,cuciti insieme in un italiano zoppicante,al posto del poetico,malinconico testo originale.La soluzione del mistero non è poi così complicata:si tratta di Ad ogni costo ,nuovo brano del rocker(sic!) di Zocca,cover dello storico pezzo dei Radiohead,con cui il Vasco nazionale ha voluto omaggiare la band inglese. Omaggio di cui avrebbero fatto volentieri a meno.Non credo sia il caso di infierire troppo paragonando il pezzo originale con questa sorta di rozza copia,solo qualche parola sul testo versione Vasco e sulla sua non proprio maiuscola interpretazione.Le liriche dei Radiohead parlavano di un ragazzo normale,non da copertina,che si innamora di una ragazza bellissima(Fucking special),e, al cospetto di questa,si sente quasi un verme.Più metaforicamente il testo alludeva al disagio di una generazione senza più ideali di fronte ad una società che ci vuole sempre perfetti,sempre sulla cresta dell'onda.La traduzione di Vasco,che ,apprendiamo dalle numerose interviste rilasciate,gli è costata ben quindici anni di sforzi artistici,ci presenta invece un signore anziano alle prese con una donna di facili costumi,la quale,ben lungi dal fargliela vedere anche solo da lontano,si sottrae alla sua squallida corte inventando scuse di ogni sorta. Da rimarcare le frasi ficcate a forza in una strofa che non riesce a contenerle(es.Guarda che lo so con il povero Vasco costretto a mangiarsi le parole per tenere sù la baracca),la grammatica messa sotto ai piedi(l'anche della strofa piango anche spesso non si capisce da dove salti fuori e non trova riscontro in nessuna lingua conosciuta),nonchè i vari nanana che vengono in soccorso laddove l'ispirazione,altrimenti fervida,del Nostro sembra venir meno.Quanto al senso del testo, oltre a quello letterale sopraccitato,non mi sembra nascondere argute metafore,se non l'allusione al vuoto artistico che lo stesso pezzo sottintende.Quanto all'interpretazione va detto che il buon Vasco qui si differenzia dal vino che pure tanto ama;infatti a differenza di questo invecchiando peggiora palesemente.Già nel recente passato si poteva notare una certa stanchezza interpretativa nelle cover di brani di De Gregori e Battisti e,soprattutto,nell'indegna crudeltà perpetrata ai danni di Un ragazzo di strada durante il sabba,pardon,la festa del primo Maggio, ma qui si va oltre il lecito e il confronto tra la voce sempre più roca di Vasco con l'interpretazione cristallina di Yorke è davvero impietoso.Se dubitate andate ad ascoltarvi la versione originale o, ancora meglio, quella acustica presente sull'EP del 1994 My iron lung.Quello che,fuor d'ironia, viene spontaneo notare è come tutti i principali media abbiano presentato l'uscita di quest'orrida cover come l'evento di questa fine annata,e non per quello che è,cioè una squallida operazione commerciale ai danni dei poveri fan di Vasco,che comprerebbero anche la sua versione di Papaveri e papere,se solo gli saltasse in mente di inciderla,atta a buttare qualcosa di nuovo sul mercato,in mancanza di materiale inedito.Evidentemente è quello che,in qualità di pubblico tra i peggiori al mondo in ambito musicale,ci meritiamo.Per rifarci le orecchie,ecco il link alla versione acustica di Creep.
http://www.youtube.com/watch?v=rMbNcdoFDRs