mercoledì 28 luglio 2010

Perle sconosciute : Horse to the water-George Harrison


L'ultima canzone incisa da George Harrison prima della sua scomparsa,assieme a Jools Holland,e secondo me una delle sue migliori da solista.E una massima da tenere sempre a mente : "You can take a horse to the water,but you can't make him drink"...

lunedì 26 luglio 2010

Perle sconosciute : Mambo Sinuendo-Ry Cooder e Manuel Galban (2002)


Uno dei danni più terribili e,temo,irreversibili causati dall'eccessiva commercializzazione del mercato discografico è quello di aver ridotto la musica sudamericana,un universo vastissimo e incredibilmente affascinante,ad una grottesca caricatura di sè stessa.Infatti sono decenni che nel mondo occidentale non arrivano altro che tremendi tormentoni estivi accompagnati da demenziali balletti da villaggio turistico quali lambada,macarena,bachata e via delirando.Quando dal Brasile a Cuba,avventurandosi un po' di più tra le musiche tradizionali,ci troveremmo di fronte una miniera sconfinata di perle sconosciute e favolosi musicisti dimenticati;meritoria risulta quindi l'opera di Ry Cooder,musicista che non ha bisogno di presentazioni,nel riscoprire i musicisti cubani prima con la celeberrima operazione Buena Vista Social Club,e soprattutto con questo favoloso disco uscito nel 2002 e registrato con Manuel Galban,uno dei migliori chitarristi elettrici cubani.Da questo album,la cui scoperta o ri-scoperta è caldamente consigliata a tutti,ecco La luna en tu mirada e Bolero Sonambulo.

Bossa Nova : Astrud Gilberto e Stan Getz


sabato 24 luglio 2010

Altre forme di blues : D natural blues-Wes Montgomery


Non si smette mai di imparare,specie se non si è mai neppure iniziato,come nel caso di chi scrive.Oggi però qualcosa l'ho imparato:mai dare nulla per scontato.Nel caso specifico,davo per scontato che Wes Montgomery fosse uno dei migliori,se non il migliore,tra i chitarristi jazz;invece,leggendo un blog,ho appreso che lui e la sua musica da qualcuno sono semplicemente considerati pallosi.E' stato come vedere la luce...E ora una bella flebo di noia con questo D natural blues.

lunedì 19 luglio 2010

Avvistamenti : Hawk-Mark Lanegan & Isobel Campbell


Il loro primo album insieme aveva destato notevole curiosità per l'ardito accostamento tra la voce rude e grezza del duro Lanegan e quella carezzevole della bella Isobel.Nel secondo il gioco iniziava un po' a mostrare la corda e quindi il terzo,a rigor di logica,sarebbe dovuto essere il disco del tracollo;ma,visto che la logica è l'ultimo rifugio di chi non possiede immaginazione-parafrasando il buon vecchio Oscar Wilde-ecco che questo nuovo Hawk rischia di essere il migliore di questa sghemba trilogia.Non l'ho ancora ascoltato in modo abbastanza approfondito,ma la prima impressione è quella di un equilibrio che prima mancava,con la Campbell che si ritaglia qualche spazio degno di nota (la soave Sunrise),una bella dose di folk,il rockabilly made-in-Sun Records di Get behind me,pezzi magicamente sospesi tra county e folk(Cool water) e un pezzo davvero favoloso come Come undone.Identico alla mitica It's a man's man's man's world di James Brown,ma comunque favoloso.

domenica 18 luglio 2010

Green Hills Blues 2010 : Sonny Landreth


Decima edizione per il Green Hills Blues,il festival dedicato alla musica del diavolo che si svolge,scusate la banalità,nella splendida cornice del borgo medievale di Atri.Come ogni anno ho rischiato fino all'ultimo di perdermi tutte le serate,ma alla fine sono riuscito a presenziare almeno al gran finale,con la ciliegina sulla torta costituita dal grande Sonny Landreth,uno dei migliori chitarristi slide del pianeta.Note stonate in una manifestazione per altri versi perfetta,i consueti ritardi degni di un concerto di Madonna e il forfait inopinato(e rimasto inspiegato,visto che l'organizzazione non ne ha fatto parola) dell'artista che più mi interessava,il chitarrista di New York Jaime Dolce,strumentista di stampo hendrixiano,sostituito all'ultimo momento dal pur bravo bluesman nostrano Robi Zonca.Nel video uno dei pezzi del bravissimo Sonny Landreth.

sabato 17 luglio 2010

Alan MacDonald









Alan MacDonald

Avvistamenti : Mount Carmel


Ma tu guarda,uno è lì che si sbatte tanto per stare al passo con questi tempi oscuri,che tenta (senza successo...) di farsi piacere le ultime tendenze musicali per stare nei giri giusti,che legge dibattiti sul fatto che Lady Gaga sia o no un'artista (vi giuro,era su XL...) , ed ecco che arrivano questi tre ragazzotti dall'Ohio e tentano di riportare tutto indietro di quarant'anni.E se è vero che un certo rock psichedelico,acido e venato di blues,è ancora abbastanza in auge grazie a gruppi che mischiano questi ingredienti con altri più moderni,come gli Sleepy Sun o i più commerciali Black Mountain,era parecchio tempo che non sentivo una band così ortodossa come i Mount Carmel.I riferimenti sono tutti a cavallo tra sessanta e settanta,dai Cream ai Ten Years After (è presente una cover di uno dei pezzi più belli di Alvin Lee e soci,Hear me callin'),anche se a me il paragone più calzante sembra quello con gli ZZ Top dei primi album,prima che Hot Road,belle donne,cactus e serpenti a sonagli non prendessero il sopravvento.Un grazie al blog dove li ho scoperti, Stone Free.

lunedì 12 luglio 2010

Avvistamenti : Hadestown-Anais Mitchell


Hadestown è il quarto disco della giovane cantautrice folk del Vermont Anais Mitchell.E ve lo dico subito,è una delle migliori uscite dell'anno,se non degli ultimi anni.Hadestown,più che un album di canzoni della Mitchell,è un vero e proprio musical incentrato su una moderna rilettura del mito di Orfeo ed Euridice (Hades=Ade),in cui la Mitchell si fa coadiuvare da un manipolo di favolose guest star,Bon Iver,Ani Difranco,Ben Knox Miller e Greg Brown.Le atmosfere musicali sono abbastanza varie,si va dal folk classico ad accenti country,dal jazz allo swing,sempre con gran gusto e pertinenza e passando per un pezzo a là Tom Waits come Way down Hadestown,la punta di diamante del disco.Vi propongo proprio questo pezzo,assieme a Why we build the wall,cantata da Greg Brown,e l'altrettanto bella Our lady of the underground,impreziosita dalla voce di Ani Difranco.

domenica 11 luglio 2010

Avvistamenti : A train bound for glory-Pete Molinari


Sono passati due anni dal promettente esordio di Pete Molinari,quel A virtual landslide di cui mi occupai a suo tempo e che mi piacque molto,per questo aspettavo con curiosità il secondo episodio della discografia del giovane Pete.Ebbene,dopo il folk che,al di là dello splendido singolo Sweet Louise,permeava il disco d'esordio,ecco che in questo nuovo lavoro Molinari,memore delle gesta del suo nume tutelare Bob Dylan,ci riserva anche lui una piccola svolta elettrica.Per carità,nulla a che vedere con quella quasi mitologica avvenuta in quel di Newport a suo tempo,però in A train bound for glory il tenore elettrico sale eccome,pur trattandosi di un'elettricità da tardi anni '50.L'album si apre col singolo Streetcar name desire,un divertente rockabilly che sembra uscito dritto dalla scuderia Sun Records,poi un tris di ballate dove Pete ricorda il primo Dylan assai più di quanto non lo ricordi oramai Dylan stesso.Dal quinto brano il tono sale,ed anche il volume;è qui che assistiamo alle cose migliori,Little less loneliness e il pezzo che dà il titolo alla raccolta sono pezzi movimentati di gran classe,mentre New York City è un blues strascicato dylaniano praticamente perfetto,Minus me è una gran bella ballata,mentre l'acustica For Eliza è un altro omaggio al Dylan più di frontiera. Concludono l'album due omaggi al rythm & blues (nulla a che vedere con l'osceno r'n'b di oggi),Heartbreak Avenue sembra scritta da Dave Bartholomew per Fats Domino,con tanto di coretti Doo Wop e una chitarrina blues uscita da qualche disco di Guitar Slim o Pee Wee Crayton.Tanto per rimanere in tema col Dylan dei tempi belli,il suo giovane epigono prova a chiudere con una ballata sontuosa e notturna,come faceva Bob una volta (leggi : Desolation row o Sad eyed lady of the lowlands),ma stavolta la pietra di paragone è forse troppo nobile,e il miracolo riesce solo a metà.

venerdì 2 luglio 2010

Altre forme di blues : On the road again-Katie Melua (2005)


Quando anche il pop si confronta con la musica delle radici;accade peraltro piuttosto spesso,anche se i risultati non sempre sono all'altezza,in questo caso è la bella e raffinata Katie Melua,che dopo aver arricchito il suo album d'esordio con una buona cover di Crawlin' up the hill,misconosciuto brano del primo John Mayall,qui torna a rendere omaggio al blues,scegliendo stavolta uno degli standard più celebri,On the road again.Si tratta di un pezzo che affonda le radici negli anni '3o,ma che è stato reso immortale dalla splendida versione dei Canned Heat.Certo,la voce della Melua non sembra la più adatta al genere,ma l'arrangiamento molto jazzato e la bravura dei musicisti lo rendono comunque un'omaggio sincero e apprezzabile.La versione dei Canned Heat rimane di un altro pianeta.