sabato 21 gennaio 2012

Psychedelic Rock Pt.1 (USA)

-Roller Coaster
13th Floor Elevators from The psychedelic sounds of the 13th floor elevators(1966)


-Psychotic Reaction
Count Five from Psychotic Reaction(1967)


-White Rabbit
Jefferson Airplane from Surrealistic Pillow(1967)


-Eastern Light
Mad River from Mad River(1968)



-You And I
Silver Apples from Contact(1969)

sabato 14 gennaio 2012

Avvistamenti : Bud Spencer Blues Explosion-Do It(2011)


I Bud Spencer Blues Explosion avrebbero tutto per sfondare, magari più all'estero che da noi, per la precisione, vediamo nel dettaglio.
Un nome che più cool non si può: ok, ce l'abbiamo; il nome è perfetto, rimanda alla Jon Spencer Blues Explosion, chiarendo subito in che ambito siamo(o vorremmo?) essere. In più, il gioco di parole con Bud Spencer è simpatico e sfizioso.
Musicisti dalla tecnica solida: abbiamo pure questo. Viterbini e Petulicchio fanno i session men da anni e non hanno nulla da invidiare a coppie più celebri, vedi Black Keys.
Energia live e presenza scenica: ci siamo pure qui.
E allora, direte voi, aspettando il fatidico però?
Non saprei, il loro terzo album, Do It, non è male e ha convinto un po' tutti, però lo sapete che vi dico? A me no. C'è questo, per cominciare; a Viterbini la chitarra brucia tra le mani, si vede e si sente. Allora perché, anzichè prendere per le corna il demone blues e saltargli sopra, fa il compassato, gioca di misura, cesella gli interventi in modo impeccabile? Troppo impeccabile. Io, da un chitarrista giovane e capace come lui mi aspetto l'andare sopra le righe, lo sbrodolarsi un po' addosso, il lancio dell'ego oltre l'ostacolo, invece no. Tutto perfettino e ammiccante, tutto invecchiato senza essere stato giovane. E poi i pezzi, carini ma ammiccanti ad un pop che non può essere preso a riferimento. La voce di Viterbini poi, non va proprio, a tratti sembrano gli Zero Assoluto(nomen omen). Anche i Black Keys si sono ammorbiditi, ma nei primi dischi erano dinamite pura, questo mi aspetterei dai BSBE. O sennò che facciano come Alex Britti, se mirano al grande pubblico. Qualcosa vorrà dire se i pezzi migliori sono Jesus on the mainline, uno standard, e Hamburger, pezzo già noto, oltre a Dio odia i tristi, che, effettivamente ha un bel tiro.
Quindi un disco che suona sì fresco e ben suonato, specie se accostato alla paccottiglia che c'è in giro, ma se volete ascoltare del vero blues conviene risalire ancora una volta alla fonte.

giovedì 12 gennaio 2012

Italo Calvino: L'antilingua



Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti questi fiaschi di vino dietro la cesta del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: «Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell'impianto termico, dichiara d’essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pranzo pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante».

Ogni giorno, soprattutto da cent'anni a questa parte, per un processo ormai automatico, centinaia di migliaia di nostri concittadini traducono mentalmente con la velocità di macchine elettroniche la lingua italiana in un’antilingua inesistente. Avvocati e funzionari, gabinetti ministeriali e consigli d’amministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano pensano nell'antilingua. Caratteristica principale dell’antilingua è quello che definirei il «terrore semantico», cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato, come se «fiasco» «stufa» «carbone» fossero parole oscene, come se «andare» «trovare» «sapere» indicassero azioni turpi. [...]

Chi parla l'antilingua ha sempre paura di mostrare familiarità e interesse per le cose di cui parla [...]. La motivazione psicologica dell'antilingua è la mancanza d'un vero rapporto con la vita, ossia in fondo l'odio per se stessi. La lingua invece vive solo d’un rapporto con la vita che diventa comunicazione, d’una pienezza esistenziale che diventa espressione. Perciò dove trionfa l’antilingua - l'italiano di chi non sa dire «ho fatto » ma deve dire « ho effettuato » - la lingua viene uccisa.


Si sente la mancanza di figure come Italo Calvino, che con parole semplici riuscivano a farci leggere la realtà che abbiamo sotto agli occhi.

lunedì 9 gennaio 2012

Fred Neil

Fred Neil, uno dei segreti meglio custoditi degli anni sessanta americani, folk rock prima che il genere fosse nato ufficialmente e famoso solo per due brani, le cui cover furono portate al successo da altri. Precisamente Everybody's Talking resa celebre da Harry Nilsson e Dolphins, che deve l'immortalità al grande Tim Buckley, padre di Jeff e che più volte avrebbe citato Fred Neil tra le sue fonti d'ispirazione. Fred Neil è morto nel 2001, lontano dal mondo della musica.

Bleecker & MacDougal(1965)




Fred Neil(1966)


martedì 3 gennaio 2012