lunedì 31 maggio 2010

Perle sconosciute : Say say say-Kesang Marstrand (2008)


Arriva da Woodstock,ma ha origini tra l'Europa ed il Tibet,questa giovane songwriter americana,titolare di uno degli album più belli e meno conosciuti del 2008,Bodega Rose.Nella semplicità di arrangiamenti volutamente scarni,Kesang scrive undici bozzetti acustici praticamente perfetti nel loro genere,a cui aggiunge il vero colpo da maestra,questa cover di Say say say.Tra le corde dell'acustica della Marstrand,lo stucchevole pezzo dell'improbabile duo Jackson-McCartney cambia totalmente pelle,risultando quasi irriconoscibile e diventando una ballad di gran classe.

venerdì 21 maggio 2010

Avvistamenti : The ghost who walks-Karen Elson


Ancora un buon disco da un personaggio che con la musica sembrerebbe avere poco a che fare.Dopo l'ottima prova di Charlotte Gainsbourg e quella discreta di Emmanuelle Seigner,due attrici prestate alla musica,esce infatti il 24 Maggio il debutto della top model Karen Elson,famosa anche per essere la moglie del poliedrico Jack White.Ed è proprio,ovviamente,il marito il produttore del disco,anche se la mano del buon Jack non sembra aver influito troppo pesantemente su un lavoro che si colloca tra un pop-country piuttosto gradevole e influenze folk-rock assai di moda.Finora il curriculum della Elson in ambito musicale contemplava solo alcuni duetti,peraltro mai rilasciati,con Robert Plant e uno con Cat Power,tuttavia il disco scorre via liscio come l'olio.The ghost who walks è un singolo accattivante,Pretty babies un quasi blues che ricorda gli Shivaree e 100 years from now è davvero un bel pezzo retrò,con tanto di voce filtrata e theremin,mentre Stolen roses,specie nella versione acustica qui proposta,si colloca dalle parti del folk-rock revival di Pentangle e Fairport Convention.Un debutto,insomma,sorprendente e piacevole.

giovedì 20 maggio 2010

Altre forme di blues : Back of my hand-Rolling Stones (2005)


I Rolling Stones,secondo chi scrive,non ne hanno più azzeccata una dai tempi di Exile on main street,anno di grazia 1972 e recentemente ristampato.Non fa eccezione il pretenzioso A bigger bang,ad oggi ultimo lavoro in studio delle vecchie cariatidi inglesi.Quando però Jagger e Richards si ricordano le loro origini,qualcosa di buono finisce per spuntar fuori.E' il caso di Back of my hand,blues nero come la pece sputato fuori dal Delta di Robert Johnson e Son House.Uguale a mille altri pezzi di downhome,ma per fortuna diverso dall'annacquamento pop del resto dell'album.

Edvard Munch





mercoledì 19 maggio 2010

Perle sconosciute : Roscoe-Midlake (2006)


I Midlake sono giunti alla ribalta,si fa per dire,quest'anno con l'album The courage of others,uno dei migliori dischi,a parere di chi scrive,dell'anno.Il pezzo che vi propongo fa invece parte del secondo album,The trials of Van Occupanther,si intitola Roscoe e anticipa molto le atmosfere del lavoro successivo,anche se l'ispirazione dei texani sembra essere qui a metà tra il folk-rock britannico e quello di Neil Young.

martedì 18 maggio 2010

Eugenio Montale : Nel fumo



Quante volte t'ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E' un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Claude Monet,La stazione di St.Lazare

Perle sconosciute : Tap at my window-Laura Marling (2008)


Laura Marling è una giovane cantautrice inglese,tra le più promettenti dell'imponente invasione del folk al femminile degli ultimi anni.Notevole l'esordio del 2008,il delicato Alas i cannot swim,bella raccolta di ballate venate di country,sospesa tra Cat Power e Joni Mitchell,e da cui è tratta questa Tap at my window.Si tratta di un pezzo sostenuto solo dalla chitarra acustica,prima dell'ingresso di una delicata sezione d'archi.Un mezzo passo falso si è invece rivelato I speak because i can,il secondo atteso album uscito pochi mesi fa;nessuna melodia azzeccata (e in un album folk la melodia qualcosa conta) e forse un'eccessiva pretenziosità,a partire dal titolo.Certo,di tempo per rifarsi la brava Laura ne ha in abbondanza.

lunedì 17 maggio 2010

Perle sconosciute : Not Yet-The Veils (2006)


Ancora i Veils,ma non temete,non sono diventato monotematico,infatti questo post è solo una scusa per fare gli auguri di buon compleanno ad una persona un po' speciale conosciuta tramite questo blog e che,come me e pochi altri,apprezza questo gruppo.La persona in questione capirà,quindi auguri,e controlla la mail ogni tanto ;)
Esaurite le comunicazioni personali,non vorrei che questo diventasse un blog di dediche e richieste (però,se ne aveste...),qualche cenno sul pezzo,che è tratto da Nux Vomica,secondo album della band.Il gruppo è però completamente diverso rispetto al primo e promettente album,tranne che per il leader e cantante Finn Andrews,figlio del tastierista degli XTC.Si tratta essenzialmente di una ballata acustica,piuttosto sostenuta e in crescendo,con una interpretazione di Finn particolarmente intensa.

domenica 16 maggio 2010

Originale vs Cover : Never Let Me Down Again-Depeche Mode vs Sylvain Chauveau


A grande richiesta (praticamente una...) torna la rubrica originale vs cover.Il pezzo che vi propongo stasera è uno dei cavalli di battaglia per antonomasia dei Depeche Mode,ossia Never let me down again.Un pezzo che ha fatto,giustamente,la storia della band inglese,forte del bel video di Anton Corbjin,qui in una delle prime collaborazioni,dell'arrangiamento elettronico in contrasto con quel lieve sentore western che spesso pervade,rimanendo sottotraccia,i loro pezzi.Tutto ciò per dire che,pur restando il pezzo intoccabile,l'operazione proposta dal talentuoso nonchè semisconosciuto francese Sylvain Chauveau rende piena giustizia all'originale.Chauveau è un musicista sopraffino,autore di numerose colonne sonore e,tra gli altri,di Down to the bone,album del 2005 tutto incentrato su riletture di brani dei Depeche Mode,e che si rivela per l'incauto navigatore che per caso vi approda,un vero scrigno di gemme nascoste.Chauveau è dotato,come pochi,ahimè,di senso della misura e gusto per gli arrangiamenti,ed ecco così rinascere il pezzo originale tra le brume di accordi di piano appena sussurrati e su un soffice tappeto di archi,con la bella voce di Sylvain che sussurra versi che mai primi erano sembrati così evocativi.Effettivamente l'arrangiamento è ridotto all'osso,Down to the bone,appunto;e per la serie less is more,il gusto ci guadagna.

sabato 15 maggio 2010

Avvistamenti : The Dead Weather-Sea Of Cowards


Fedele alla sua fama di Stakanovista,ecco il ritorno di Jack White alla guida del suo secondo gruppo, The Dead Weather.Dopo i buoni riscontri di Horehound,un nuovo lavoro all'insegna di un rock grezzo e immediato,spruzzato di blues e di un po' di elettronica;undici brani,tutti molto brevi e molto in stile White Stripes,più che nel primo episodio,dai riff anni '70 di Blue Blood Blues a qualche leggero rimando anni '80 in The difference beetween us,con la presenza della brava Alison Mosshart piuttosto defilata e con la voglia,per l'ascoltatore,di qualche pausa dai ritmi martellanti destinata a rimanere inevasa.Un discreto album,insomma,che scorre via senza intoppi,ma a cui mancano quei colpi da KO a cui White ci aveva abituato.

venerdì 14 maggio 2010

Originale vs Cover : Paris Summer-Lee Hazlewood & Nancy Sinatra

L'originale degli anni '60 del grande Lee Hazlewood con Nancy Sinatra.

E la cover del 2008 di The last shadow puppets con la partecipazione della fascinosa Alison Mosshart dei The Kills.

mercoledì 12 maggio 2010

sabato 8 maggio 2010

Perle sconosciute : Trouble-Hope Sandoval & The Warm Inventions(2009)


Hope Sandoval,la splendida voce solista degli indimenticati Mazzy Star,è tornata ad incidere un album nel 2009 dopo vari anni di silenzio,intitolato Through the devil softly.Si tratta di un buon lavoro,che forse non riesce a ricreare le alchimie della sua ex band,come dice il buon Ale di Place to be,ma che ci regala comunque alcuni ottimi pezzi.La vera gemma del disco è questa Trouble,ballata retrò dal soffice arrangiamento elettrico,con la voce di Hope che non ha perso un briciolo della sua classe e con delle prodigiose pennate di chitarra a scandire i cambi di accordi.Ascoltate e rilassatevi.

Totti,Vianello e un paese alla deriva.


Dove si analizza un'azzardata analogia pseudo-giornalistica per giungere ad una serie di amare conclusioni.


Francesco Totti e Raimondo Vianello;due personaggi che non hanno,almeno a prima vista ,niente da spartire,se non per il clamore che li ha uniti nelle ultime settimane,il primo per uno dei suoi tipici gesti antisportivi,il secondo,purtroppo,per la sua scomparsa.Se non fosse per questo delirante articolo che mi è capitato sotto gli occhi qualche tempo fa,dove la coppia Totti-Blasi viene accostata a quella Vianello-Mondaini come erede diretta.Roba da far pensare ad uno scherzo,se non ad un'allucinazione;Raimondo Vianello,prima da solo e poi con la moglie Sandra Mondaini,da sempre ha rappresentato un tipo di Italia che non c'è più,o che forse non c'è mai stata.Un esempio,comunque,a cui tendere;l'esempio di un uomo,ancor prima che un artista,dotato di classe e ironia al massimo livello,capace di prendere in giro senza offendere,con una leggerezza tuttora insuperata.Competente anche quando si è dedicato allo sport,terreno in cui si affacciava da semplice appassionato.Insomma,un esempio in cui l'italiano medio poteva specchiarsi,consapevole che doti umane e talenti così sviluppati non possono essere patrimonio di tutti,ma possono essere stimoli per migliorarsi e,soprattutto,per non prendersi troppo sul serio. E ora ecco la coppia erede.Due rozzi parvenù,che fanno della propria ignoranza macchiettistica un vanto e motivo di guadagni faraonici(vedi gli spot di un noto gestore telefonico che non nomino per non vomitare sulla tastiera),incapaci di mettere in fila dieci parole e vero e proprio esempio a tendere verso il basso.L'una squallida valletta televisiva,assurta grazie al provvidenziale matrimonio quasi al ruolo di una sorta di First Lady nazionale,l'altro calciatore dal fulgido passato e dallo zoppicante presente.Leggo da una recente intervista al nostro favoloso numero dieci della sua passione per la lettura;pare infatti che il Totti abbia letto un libro,addirittura per intero,quand'era bambino,e che gli sia anche piaciuto(trattasi del Piccolo principe),anche se la faticosa esperienza non ha trovato repliche.Illuminante anche la sua visione quasi mistica della fede;pare infatti,che il fantasista reciti ogni sera il Padre Nostro e si dica speranzoso in un aldilà dove tutto sarà esattamente come in questo mondo,compreso il suo conto in banca e con buona pace di umili,poveri e derelitti vari.E come se non bastassero le sue perle di saggezza ed il suo insopportabile buonismo,ecco la sua ultima prodezza;per mia fortuna non sono un appassionato tifoso di calcio,e le inutili discussioni da bar che tanto appassionano i miei concittadini,possono per me restare benissimo cicoscritte nei medesimi locali di ristoro,tuttavia il bel gesto del capitano della Roma verso gli arti inferiori di quell'altro piccolo Lord che è Balotelli non è passato inosservato nemmeno ai miei occhi.Alla faccia della classe e dell'ironia del suo predecessore Vianello,il buon Totti ha ritenuto opportuno reagire alle solite provocazioni prendendo a calci l'avversario;massì che la partita era persa,e poi Balotelli è pure nero,quindi...
La conclusione che l'inopportuno paragone Vianello-Totti mi suggerisce è delle più preoccupanti; non sarà che la coppia Vianello-Mondaini rappresentasse un paese,una cultura,una classe politica che c'era e che non c'è più,mentre quella Totti-Blasi rappresenti quello che ci meritiamo?Che il giornalista abbia azzeccato involontariamente il più giusto dei paragoni? Del resto a chi somiglia di più il paese in cui viviamo,un paese votato all'ignoranza sia al governo che all'opposizione,con una classe politica dove le entrate a gamba tesa e i falli di reazione sono più la regola che l'eccezione?E i ragazzi di oggi,quelli del tutto e subito,dei reality e del tronismo,dell'ignoranza estrema ed esibita,dello scherno verso la cultura,vi ricordano più la classe e l'aplomb di Vianello,o la presunzione e le furberie di certi (anti)sportivi.A me non interessa se Balotelli ha provocato e se Totti ha fatto bene a reagire,a malapena so in che squadre giocano,sono due facce della stessa medaglia(per di più intercambiabili);a me interessa notare che la loro estrema inciviltà e violenza siano lo specchio fedele del paese in cui viviamo.
Meglio riprendere a parlare d'arte.

venerdì 7 maggio 2010

Perle sconosciute : My body is a cage (2007)


Gli Arcade Fire.Uno dei gruppi più sopravvalutati degli ultimi anni,nonchè uno dei gruppi più citati a sproposito quando ci si vuole dare un'aria da indierockers alternativi.Un gruppo che,comunque,ha sfornato due buoni album,Funeral e Neon Bible,e che,senza perdersi in un eccesso di lodi,è stato davvero uno dei migliori nel panorama indie degli anni zero.E che in alcuni occasioni ha inciso delle piccole gemme come questa My body is a cage,e se ne è accorto anche il buon vecchio Peter Gabriel,che ne ha fatto una cover nel suo recente Scratch my back.

giovedì 6 maggio 2010

Avvistamenti : Peter Pan R.I.P.-Kula Shaker


Da sempre uno dei pallini del vostro umile blogger,i Kula Shaker ritornano a Giugno col nuovo album Pilgrim progress,anticipato da questa Peter Pan R.I.P.;il brano in questione è una delicata ballata pop rock che si distingue per un discreto uso degli archi e per una melodia in tipico stile Kula Shaker.Non mi sembra ,tuttavia,un pezzo che ci restituisce la band di Crispian Mills al top delle loro possibilità;aspettiamo l'album completo e speriamo bene.

mercoledì 5 maggio 2010

Altre forme di blues : Primtive-The Cramps (1981)


I Cramps si formano a metà anni '70 tra Detroit e New York intorno alle personalità deviate del cantante Lux Interior e della chitarrista Poison Ivy.Contemporanei di Television,Ramones e Patti Smith,cavalcano la prima ondata del punk con una sorta di rockabilly contaminato con parodistiche pose da horror di serie B; per loro viene coniato il termine Psychobilly.Pur mancando della pur minima pertinenza tecnica,i Cramps danno alle stampe nel 1980 Songs the Lord taught us,un disco che rimarrà un vertice del punk e della prima new-wave,caratterizzato dal grande amore per il rock'n'roll più classico(le atmosfere ricordano quelle dell'indimenticato Eddie Cochran) e per le tematiche horror,estremizzate al punto da sembrare parodistiche.Nel 1981 arriva Psychedelic jungle,dal suono meno furioso e più vicino ad uno swamp-rock in odore di Creedence.In quest'album si fanno più forti anche gli influssi blues,come in questa Primitive,col riff palesemente rubato alla seminale Smokestack lightning del grande Howlin' Wolf.

lunedì 3 maggio 2010

Avvistamenti : The Black Keys-Brothers


Sempre piuttosto prolifico pur mantenendo alta l'ispirazione,il duo rock-blues guidato dal cantante e chitarrista Dan Auerbach è da qualche giorno di nuovo sul mercato con l'album Brothers.Dopo il bel disco solista del 2009 di Auerbach e la rischiosa ma riuscita puntata in ambito hip-hop coi Blak Roc,la band continua il suo parziale rinnovamento lasciando un po' da parte il rock-blues garage ruvido che da sempre la contraddistingue,per immergersi in atmosfere più soul e funk.Il risultato,anche questa volta ,è positivo e il cambio d'ambiente risulta salutare.Anche se io continuo a preferire il loro lato più grezzo e blues,come si nota dai pezzi che ho scelto per presentarvi Brothers;Tighten up e la versione live di Howlin' for you,più riuscita di quella di studio,un po' troppo pulita,con Auerbach in preda a un furore hendrixiano,con l'usuale unisono tra chitarra e voce.

domenica 2 maggio 2010

Avvistamenti : Guano Padano(2009)


In realtà questo splendido album non è proprio una novità,visto che è uscito da circa sei mesi,tuttavia,visto che è passato ovviamente inosservato ve lo propongo e consiglio comunque.In breve i Guano Padano sono un trio di musicisti guidati dal valente chitarrista Alessandro Stefana,già al soldo di Vinicio Capossela.Il disco,quasi interamente strumentale,suona come probabilmente suonerebbero i Calexico senza ansie commerciali,un country-blues desertico con puntate surf che rimanda ora al Cooder di Paris,Texas(A country concept),ora al Morricone western(e su El Divino e Bull Buster c'è il fischio di Alessandro Alessandroni,quello di Per un pugno di dollari...),senza tralasciare Shadows e Ventures.Ma la vera gemma è l'unico pezzo cantato,l'arcinota Ramblin' Man,nobilitata dalla voce di Bobby Solo,che fa impallidire la versione targata Lanegan-Campbell.Insomma un lavoro che non si propone di rivoluzionare la storia della musica o di inventare nuovi generi(aggiungerei per fortuna...),ma che si lascia ascoltare in modo sorprendentemente piacevole.