giovedì 31 dicembre 2009

I Giganti : Gigi Proietti-Il Lonfo di F.Maraini


Qualche mese fa,quando questo blog era appena nato,come primo post pubblicai il testo di questa poesia metasemantica;ovviamente allora credo non lo lesse nessuno(ok,quasi...),così vi ripropongo il tutto nella versione del grande Gigi Proietti.E,con l'occasione,faccio gli auguri di buon anno a tutti i lettori di questo blog.Pochi,ma buonissimi.

Le più belle di sempre : Queens Of The Stone Age-No One Knows(2002)

mercoledì 30 dicembre 2009

Le più belle di sempre : Karma Police-Radiohead(1997)


Radiohead-Karma Police
Caricato da pghj2005. - Guarda altri video musicali in HD!
Se volete provare a suonarla: http://www.ultimate-guitar.com/tabs/r/radiohead/karma_police_crd.htm

Poesia e Musica : Nazim Hikmet-Alla vita e Sogna, ragazzo , sogna-Roberto Vecchioni(1999)


Questa volta vi propongo una canzone che è solo in parte ispirata ad una poesia.Si tratta di Sogna , ragazzo , sogna,tratta dall'omonimo album del '99 di Roberto Vecchioni,e ispirata alla poesia Alla vita di Nazim Hikmet.Vecchioni è un cantautore unico nel suo genere,a volte sovraccarico e discontinuo,ma comunque uno dei pochi poeti della canzone italiana.

Alla Vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini,
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

Edward Ruscha : Standard Station , Amarillo , Texas

martedì 29 dicembre 2009

Perle sconosciute : Love you-Syd Barrett(1970)


Syd Barrett fu l'anima visionaria ed eccentrica dei primi Pink Floyd,dotato di grande creatività e sensibilità,ma anche di una mente dal debole equilibrio,destinata a soccombere in un delirio lisergico abbastanza comune in quel periodo.Spesso è stato ricordato nei dischi successivi alla sua estromissione dai Pink Floyd in brani bellissimi ma molto cupi,quali Shine on you crazy diamond e Wish you were here.Questo fatto ha creato in molti un sostanziale equivoco sull'affascinante figura di Barrett;infatti la cupezza di quei brani appartiene soprattutto al suo creatore,il successore di Syd alla guida del gruppo,Roger Waters,mentre la vena creativa di Barrett da sempre si era indirizzata verso una psichedelia gentile e visionaria,spesso scanzonata,a metà tra i Beatles di Sgt.Pepper e la sperimentazione più spinta,tra pure cavalcate in acido(vari esempi nell'album di debutto dei Floyd, The piper at the gates of dawn,unico lavoro del gruppo marchiato Barrett)e filastrocche visionarie, come questa Love you,tratta dal suo primo lavoro solista,The madcap laughs.

Frida Kahlo : Sun and Life

lunedì 28 dicembre 2009

Perle sconosciute : Sponge-Vic Chesnutt(R.I.P.)


Questo Natale si è portato via,probabilmente suicida,Vic Chesnutt.Cantautore di culto della musica americana,Vic non ha avuto una vita facile;costretto sulla sedia a rotelle da un incidente stradale,varie dipendenze alle spalle,solo negli ultimi anni aveva conosciuto un discreto successo. Solo il mese scorso erano usciti due suoi album.At the cut e Skitter on take-off.Lo ricordiamo con Sponge.

Wislawa Szymborska : Eccesso

Hanno scoperto una nuova stella,
ma non vuol dire che vi sia più luce
e qualcosa che prima mancava.

La stella è grande e lontana,
tanto lontana da essere piccola,
perfino più piccola di altre
assai più piccole di lei.
Lo stupirsi non sarebbe qui affatto strano
se solo ne avessimo il tempo.

L'età della stella, la sua massa, la sua posizione,
tutto ciò basta forse
per una tesi di dottorato
e un piccolo rinfresco
negli ambienti vicini al cielo:
l'astronomo, sua moglie, parenti, colleghi,
atmosfera rilassata, abito informale,
si conversa soprattutto di temi locali
e si masticano noccioline.

Una stella magnifica,
ma non è un buon motivo
per non brindare alle nostre signore
assai più vicine.

Una stella senza conseguenze.
Ininfluente sul tempo, la moda, l'esito del match,
il governo, le entrate, la crisi dei valori.

Senza riflessi su propaganda e industria pesante,
sulla laccatura del tavolo delle trattative.
In sovrappiù per i giorni contati della vita.

A che serve qui chiedersi
sotto quante stelle nasce l'uomo,
e sotto quante dopo un breve attimo muore.

Nuova.
- Mostrami almeno dov'è.
- Tra il bordo della nuvoletta bigia sfilacciata
e quel rametto, più a sinistra, di acacia.
- Ah, eccola - dico.

Georgia O'Keeffe : Music Pink And Blue

domenica 27 dicembre 2009

Le più belle di sempre : The man who sold the world-David Bowie(1970)


The man who sold the world è un brano di David Bowie tratto dall'omonimo album del 1970. Nonostante il brano fosse uscito anche come singolo all'epoca e si segnali per lo splendido arrangiamento e la straordinaria performance di Bowie,deve forse la sua imperitura fama più alla bella cover che ne fecero qualche anno fa i Nirvana.Bella sì,ma fondamentalmente Bowie è un'altra cosa.

Paul Verlaine : Inezie

Degnate sopportare che alle vostre ginocchia, Signora,
il mio povero cuore dichiari la sua fiamma.

Vi adoro quanto Dio, anzi di più,
e niente mai spegnerà questo bel fuoco.

Il vostro sguardo, profondo e pieno d'ombra,
mi fa felice se splende, e se no, triste.

Quando passate, bacio la terra,
e voi tenete il mio cuore nella vostra mano.

Sola, nel suo nido, piange la tortorella.
Stanco, io sono solo e come lei piango.

L'alba al mattino resuscita i fiori,
e vedervi placa ogni dolore.

Se scomparite, più non crescono i fiori
e, voi lontana, domina la tristezza.

Se apparite, la verzura e i fiori
nei prati, nei boschi, dispiegano i loro colori.

Se voi voleste, Signora e mia diletta,
se tu volessi, sotto le verdi fronde,

andarcene a braccetto,
Dio! che baci! e che discorsi folli!
E invece no! Sempre fate l'arcigna,
e intanto io brucio e m'inaridisco,

e il desiderio m'incalza e mi morde,
perché io vi amo, Signora Morte!

21 luglio 1861.

sabato 26 dicembre 2009

Perle sconosciute : Sweetie-O-Chuck E. Weiss(2002)

Chuck E. Weiss è un personaggio tanto mitico quanto sconosciuto della musica alternativa americana.Grande amico da sempre di Tom Waits,è il protagonista del famoso brano Chuck E. is in love apparso sull'album d'esordio di Rickie Lee Jones,la brava cantante statunitense ex di Waits.Fin dagli anni '70 Chuck si dedica ad un blues contaminato da atmosfere di frontiera , collaborando con grandi quali Willie Dixon;incide un album nell'ottantuno per poi sparire fino al '99.Tanto per rendere l'idea del personaggio stralunato,a chi gli chiedeva perchè un lasso di tempo così lungo tra il primo album ed il suo seguito,Chuck rispondeva:"Ho avuto altro da fare". Il pezzo che vi propongo,che ricorda molto da vicino le atmosfere del Waits anni '80,è tratto da Old Souls & Wolf Tickets,eccellente album del 2002.

Roy Liechtenstein : Whaam

venerdì 25 dicembre 2009

Perle sconosciute : Desafinado-Stan Getz & Joao Gilberto feat. Antonio Carlos Jobim(1963)


Alla faccia del Natale,dei pupazzi di neve,delle renne e di guanti e sciarpe,qui da me oggi c'erano 25 gradi e un sole da Ferragosto!Così mi è venuta un po' voglia di bossa nova,piuttosto che di Jingle Bells,ed ecco un pezzo del 1963 tra bossa e jazz che,secondo me,rappresenta quanto di meglio abbia partorito il genere,soprattutto grazie all'ispirato e vellutato sax di Stan Getz.

giovedì 24 dicembre 2009

Altre forme di blues(natalizie) : Merry Christmas Baby-Elvis Presley(1971)


E con questo pezzo,brillante rilettura di un brano blues inciso negli anni '50 dal bardo del blues natalizio Charles Brown,con la suadente voce di Elvis al meglio e con una grande prestazione alla chitarra del mitico James Burton,il Vostro umile narratore augura a tutti i lettori del blog un Buon Natale!

Altre forme di blues : Marbletown-Mark Knopfler(2002)live


Mark Knopfler è noto soprattutto per essere stato il leader di uno dei gruppi di maggior successo del rock negli anni '80,i Dire Straits.Dopo aver scelto questi ultimi nel '95,ha intrapreso una carriera solista di buon successo e di straordinaria qualità.La sua è una musica che si è pian piano allontanata da quella dei Dire Straits,per spostarsi verso contaminazioni tra folk,country e blues. Il pezzo che vi propongo è un classico blues acustico,a mio giudizio uno dei più belli in assoluto, dove,soprattutto,emerge l'inavvicinabile bravura chitarristica di Knopfler.Il brano è tratto da The ragpicker's dream,album del 2002,forse il migliore della sua discografia.

mercoledì 23 dicembre 2009

Perle sconosciute(natalizie) : L'uccisione di Babbo Natale-Francesco De Gregori(1976)


Per chi fosse stanco della consueta cascata di miele e finto buonismo natalizia,per chi ne ha abbastanza di film zuccherini e di Oh Happy Day cantata a squarciagola,un paio di post di consolazione.Quello sotto dedicato al fantastico libro Il Presepio di Giorgio Manganelli,uno dei più lucidi j'accuse sul vuoto di significati delle festività così come ormai le intendiamo,il secondo ad un brano in puro stile folk poco conosciuto tratto da uno degli album capolavoro di Francesco De Gregori,Bufalo Bill del 1976.

Il Presepio-Giorgio Manganelli(incipit)


Nella città in cui vivo, anzi in tutte le città in cui potrei vivere, sta arrivando il Natale. Alcuni dicono, il Santo Natale. Sebbene la mia vita sia distratta e disorientata, da molti segni, come gli animali, mi accorgo dell’imminenza del Natale.L’irrequietezza agita i miei simili; una sorta di inedita tristezza che si accompagna ad una smania, una torbida cupezza, una litigiosità capziosa, non di rado violenta, ma soprattutto aspramente angosciosa. Quando il Natale si approssima, l’infelicità si scatena su tutta la terra, invade gli interstizi, ci si sveglia il mattino con quel sentimento, discontinuo durante tutto l’anno, che vivere a questo modo pare intollerabile, forse disonesto, una bestemmia. Strano che abbia scelto questa parola, sostanzialmente pia, per descrivere l’infelicità natalizia. E infatti questo avverto, che a differenza della desolazione che direi privata, attraverso la quale passiamo in vari momenti dell’anno, questa è una tetraggine che ha dell’astronomico, come a dire che gli astri sono coinvolti, e forse la tristezza che suppongo mia in realtà è un affetto che tocca gli estremi dell’universo, e oltre, se si dà un oltre.

martedì 22 dicembre 2009

Poesia e Musica : Eroina-Riccardo Mannerini e Il cantico dei drogati-Fabrizio De Andrè(1968)

Il cantico dei drogati è forse il pezzo più intenso mai scritto da De Andrè,ed è tratto dal suo capolavoro del 1968 Tutti morimmo a stento.Forse non tutti sanno che il testo di questo vero e proprio capolavoro fu tratto da una poesia di Riccardo Mannerini,e che lo stesso autore collaborò alla stesura del testo. Per chi volesse approfondire la conoscenza con questo grande e troppo poco conosciuto poeta vi rimando al sito www.riccardomannerini.it e al libro "Il sogno e l'avventura",attualmente in libreria,che contiene l'intera opera del Mannerini.

Eroina

Come potrò dire
a mia madre
che ho paura?
La vita,il domani,il dopodomani
e le altre albe
mi troveranno
a tremare
mentre
nel mio cervello
l’ottovolante della critica
ha rotto i freni
e il personale
è ubriaco.
Ho paura,tanta paura,
e non c’è nascondiglio possibile
o rifugio sicuro.
Ho licenziato
Iddio
e buttato via una donna.
La mia patria
è come la mia intelligenza:
esiste, ma non la conosco.
Ho voluto
il vuoto.
Ho fatto
il vuoto.
Sono solo
e ho freddo
e gli altri nudi
ridono forte
mentre io striscio
verso un fuoco che non mi scalda.
Guardo avvilito
questo deserto
di grattacieli
e attonito
vedo sfilare
milioni di esseri di vetro.
Come potrò
dire a mia madre
che ho paura?
La vita,il suo motivo,e il cielo
e la terra
io non posso raggiungerli
e toccare…
Sono sospeso a un filo
che non esiste
e vivo la mia morte
come un anticipo terribile.
Mi è stato concesso
di non portare addosso
vermi
o lezzi o rosari.
Ho barattato
con una maledizione
vecchia ma in buono stato.
Fu un errore.
Non desto nemmeno
più la pietà
di una vergine e non posso
godere il dolore
di chi mi amava.
Se urlo chi sono,dalla mia gola
escono deformati e trasformati
i suoni che vengono sentiti
come comuni discorsi.
Se scrivo il mio terrore,
chi lo legge teme di rivelarsi e fugge
per ritornare dopo aver comprato
del coraggio.
Solo quando
scadrà l’affitto
di questo corpo idiota
avrò un premio.
Sarò citato
di monito a coloro
che credono sia divertente
giocare a palla
col proprio cervello
riuscendo a lanciarlo
oltre la riga
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell’infinito.
Come potrò dire a mia madre
che ho paura?
Insegnami,tu che mi ascolti,
un alfabeto diverso
da quello della mia vigliaccheria

Natale-Giuseppe Ungaretti


Non ho voglia di tuffarmi
in un gomitolo di strade
Ho tanta stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una cosa posata
in un angolo
e dimenticata
Qui non si sente altro
che il caldo buono
Sto con le quattro capriole
di fumo del focolare

lunedì 21 dicembre 2009

Perle sconosciute : Fool that i am-Kula Shaker(2007)


I Kula Shaker,di cui vi consiglio ampiamente tutti e tre gli album incisi,sono un gruppo inglese di psichedelia venata di pop e con forti influenze indiane.Per tutta la carriera hanno avuto un successo altalenante,condizionato pesantemente dal folle andamento del mercato discografico. Se è vero,infatti,che il successo fulminante dell'album d'esordio,K,del 1996,rimane inspiegabile per un gruppo alla fin fine di nicchia,altrettanto inspiegato resta il flop del successivo,altrettanto valido,Peasants,pigs and astronauts del 1998.Dopo una separazione durata nove anni,l'album del 2007 Strangefolk ce li ha riconsegnati come un gruppo maturato e libero da condizionamenti di mercato,e che ha smussato gli angoli derivati da eccessi indiani e tentazioni hard rock.Fool that i am è una delicata ballata psichedelica dal bel testo e impreziosita dagli intarsi di organo Hammond che,nel ritornello,omaggiano apertamente i Doors.

Gianni Maiotti (2)

domenica 20 dicembre 2009

Perle sconosciute : The Ballad of Cable Hogue-Calexico(2000)


Gli americani Calexico si sono formati nel 1996 prendendo il nome da una cittadina di confine,che a sua volta deve il suo nome alla fusione di California e Mexico.Già il nome chiarisce la cifra stilistica del gruppo,che difatti propone una musica dalle tipiche atmosfere borderline,che miscela con gusto influenze western a là Morricone con passaggi country e blues,tocchi desertici stile Ry Cooder con omaggi ai mariachi messicani.Questo pezzo è tratto da Hot rail,album del 2000,forse il loro migliore assieme al precedente The Black Light,e presenta molte analogie,più o meno dichiarate,colla mitica Summer Wine,splendido pezzo pop-country anni '60 della coppia Lee Hazlewood-Nancy Sinatra.

sabato 19 dicembre 2009

Le più belle di sempre : Sunday Morning-Velvet Underground(1967)


Con questo classico dei Velvet Underground,oasi di quiete nel loro repertorio dark e malato,auguro a tutti gli affezionati lettori di questo blog un tranquillo Sunday Morning,che, al contrario,sarà per il Vostro umile narratore iper-lavorativo!

venerdì 18 dicembre 2009

Poesia e Musica : Confessioni di un teppista-Sergej Esenin e Confessioni di un malandrino-Angelo Branduardi(1975)


Ed ecco la splendida poesia di Sergej Esenin,da cui questo capolavoro di Branduardi è tratto.

Confessioni di un teppista

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria.
Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accoccolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d'essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.

giovedì 17 dicembre 2009

Renè Magritte : Il castello dei Pirenei


Poesia e Musica : La Collina-Edgar Lee Masters e Dormono Sulla Collina-Fabrizio De Andrè(1971)


Ed ecco la poesia originale di Edgar Lee Masters,tratta dall'Antologia di Spoon River ,nella traduzione di Fernanda Pivano.

La Collina

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina

Uno trapassò in una febbre
Uno fu arso nella miniera,
Uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde dal ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte dormono sulla collina

Una morì di parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag
tutte, tutte dormono sulla collina

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti dormono sulla collina.
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra
e figlie infrante dalla vita
e i loro figli orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono dormono sulla collina

Dov'è quel vecchio suonatore Jones,
che giocò con la vita per tutti i novant'anni
fronteggiando il nevischio a petto nudo
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti
né al denaro, né all'amore, né al cielo
Eccolo! Ciancia di fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.




mercoledì 16 dicembre 2009

Perle sconosciute : A rush of blood to the head-Coldplay(2002)


A rush of blood to the head è,secondo me,il miglior album dei Coldplay.Forse non avrà la magia dell'esordio di Parachutes,ma è sicuramente il più completo e quello con il maggior numero di pezzi di alto livello.Tanto che questo brano,che dà il titolo all'album,è sempre rimasto un po' all'ombra dei vari singoli tratti dal disco,dalla splendida ballata The scientist alle intuizioni di Clocks.In realtà questo pezzo non ha nulla da invidiare ai sopraccitati,si tratta di una ballata delle più classiche,che parte solo con la chitarra acustica ad accompagnare il canto limpido di Chris Martin,per poi crescere gradualmente.

martedì 15 dicembre 2009

Difendo Moccia


E lo difendo a spada tratta!Veramente non capisco tutto questo accanirsi contro cotanto scrittore,contro quest'omaccione grande e grosso che si (e ci) diletta nello scrivere "romanzi" con uno stile infarcito di sentimenti adolescenziali,di gergo giovanile,di sms,mms,T.V.B.,faccine e quant'altro,di violenza gratuita e bullismo di grana grossa che nemmeno un dodicenne farebbe meglio.E sì che l'Italia è la patria della letteratura;noi che abbiamo dato i natali al Leopardi,alFoscolo,al Manzoni,al Sommo Dante,per arrivare ai Calvino,Moravia,Ungaretti, Quasimodo,fino agli odierni Baricco e Eco,beh,proprio noi ci accaniamo con quello che è forse il più completo tra i grandi romanzieri!Un uomo che può vantare trascorsi di primordine,pochi sanno infatti che il Moccia,prima di cimentarsi nella scrittura dei suoi favolosi romanzi,si è formato collaborando a vere opere d'arte televisive quali I ragazzi della III C e College,nonchè alla stesura di programmi che hanno rappresentato la crema della cultura del nostro paese,cito ad esempi non certo esaustivi perle come I Cervelloni,Fantastica Italiana e un progetto di grandissimo spessore e finezza(soprattutto quando i concorrenti venivano costretti a ingerire chili di cavallette e formiche)come Ciao Darwin.A tutto questo si aggiunga il talento nel creare personaggi immortali,degni di Omero,quali Step,Babi e mille altri.E le analogie col grande greco non si fermano qui;per quanti lettori,infatti,l'approccio ai romanzi del Moccia,non si trasforma in una vera e propria Odissea?E che dire dei palesi echi kafkiani delle sue opere?Se nel Processo di Kafka,ad esempio,il protagonista Josef K si chiedeva cosa aveva fatto per meritarsi di finire , appunto,sotto processo,il Moccia si proietta ancora più in là,in una sorta di avanguardia letteraria.Nel suo Scusa ma ti chiamo amore ,infatti,è il lettore stesso ad essere proiettato in prima persona in una situazione analoga a quella di Josef K;l'imprudente fruitore è infatti inevitabilmente portato,già dopo poche pagine,a chiedersi cosa abbia fatto di male per meritarsi una simile,sciagurata,lettura.E le similitudini con altri grandi del passato sarebbero altre,ma non ci sarebbe poi spazio per ricordare anche il Moccia cineasta.Infatti il Nostro,novello Kubrick,si è distinto anche dietro alla macchina da presa(presa per il c..o?),quando ha voluto personalmente dare vita sullo schermo ad alcune delle sue fetecchie...pardòn,opere immortali.Per finire,in attesa che i curatori di grandi premi come il Pullitzer,il Nobel e l'Oscar,si accorgano dei suoi sforzi, vorrei pubblicare,ad ulteriore onta degli scettici,questa lista di motivi per cui vale la pena acquistare subito l'intera bibliografia del Moccia.Chi avesse altri suggerimenti,può contribuire nei commenti.




  1. Si avvicina il Natale e si sà,tutti saremo costretti a fare gli auguri a persone che non vorremmo neanche vedere.Regalate un libro di Moccia,ve li toglierete di torno per il resto dei vostri giorni.


  2. Rinverdite la tradizione psichedelica degli Acid test.Se nei '60 per andare fuori di testa occorrevano massicce dosi di LSD,oggi provate con poche pagine di Ho voglia di te,il rincoglionimento è assicurato.(Per un'esperienza anche visiva,provate ad abbinare alla lettura piccole dosi di Uomini e donne.)


  3. Tante volte si dice che in una sera gelida d'inverno non c'è niente di meglio che un bel libro da leggere davanti al camino.Proiettatevi oltre,procuratevi l'intera opera del Moccia,e, anzichè davanti,collocatela dentro al camino.Il crepitare delle pagine arse vi scalderà il cuore più del fuoco stesso.


  4. L'utilizzo più tradizionale.Tutti a casa abbiamo una sedia,un tavolino,un mobiletto che non spiana,ma,parliamoci chiaro,con quello che costano i restauratori è preferibile infilare sotto la zampa zoppicante un bel libro del Moccia.Ve ne sono di tutte le misure,se poi la zoppìa è proprio infinitesimale,provate con un cd di Gigi D'Alessio,il cui ridotto spessore è pari a quello artistico dello stesso.

Edward Hopper : Chop Suey

Le più belle di sempre : London calling-The Clash(1979)


Il 14 Dicembre del 1979,quindi esattamente 30 anni fa,usciva London Calling,il più importante album della punk-band dei Clash.Tra i tanti riconoscimenti,questo leggendario disco è stato eletto album più importante degli anni '80 dalla rivista Rollin' Stone.Per onorare questa ricorrenza,ecco il brano omonimo.

lunedì 14 dicembre 2009

Originale vs Cover : I ain't no miracle worker-The Brogues(1965)


La stagione del Beat ha rappresentato per il rock italiano una sorta di irripetibile età dell'oro,ed è servita anche come base per l'avventura più bella del rock di casa nostra,cioè quella del Progressive.Inoltre è stata la stagione d'oro delle cover,infatti la maggior parte dei successi del periodo di gruppi come l'Equipe 84,I Corvi,i Dik Dik e tanti altri,altro non erano che cover di brani americani o inglesi,ma che,in tempi in cui il mercato era ben lontano dalla globalizzazione, venivano posti sul mercato prima ancora che arrivasse la versione originale.Questa I ain't no miracle worker,pezzo in pieno stile garage beat,fu inciso dagli americani The Brogues,band che avrebbe dato origine al fantastico gruppo psichedelico dei Quicksilver Messenger Service,e pubblicato in origine come lato B di un loro singolo.
Presto fu fatta oggetto di cover da alcuni gruppi italiani e di maggior successo fu quella dei Corvi,forse il gruppo più acido e psichedelico dell'ondata beat italiano.Negli anni il brano è stato ripreso varie volte,ricordiamo la simpatica versione di Tonino Carotone e quella live,davvero tremenda,del nostro Vasco Rossi nazionale. In appendice la cover del 1968 della band psichedelica The Chocolate Whatchband,versione ipnotica e rallentata,molto interessante.

domenica 13 dicembre 2009

Altre forme di blues : Numeri da scaricare-Francesco De Gregori(2005)


Ebbene sì,anche"il principe" Francesco De Gregori si è cimentato con le fatidiche dodici battute del blues.E questo è accaduto soprattutto negli ultimi anni;infatti,dopo una carriera straordinaria che ha avuto sempre tra i numi tutelari Bob Dylan,anche l'artista romano,come già il menestrello di Duluth,si è avvicinato alla musica del diavolo,spesso anche riarrangiando vecchi successi in chiave blues durante i suoi live.Se alcune avvisaglie c'erano state già ad inizio carriera,più che altro folk-blues,i primi segnali sono stati Adelante adelante e Il bandito e il campione,dove, dietro arrangiamenti country,si celavano chitarre rock-blues,stile Dire Straits.Nell'album del 2005,il celebrato Pezzi,trovano spazio brani di atmosfera pregna di blues,come Tempo reale e Il panorama di Betlemme,oltre alla stupenda La testa nel secchio,dall'arrangiamento alla Calexico , uno dei pezzi migliori degli ultimi anni.Ma è con Numeri da scaricare che il nostro si cimenta con un brano dalla struttura blues in tutto e per tutto.E lo farà di nuovo nell'ultimo album con la bella Finestre rotte,boogie blues in pieno stile dylaniano.

sabato 12 dicembre 2009

Perle sconosciute : Jockey full of bourbon-Tom Waits(1985)


Da uno degli album migliori del grande Tom Waits,Rain Dogs del 1985,un pezzo con echi blues e mambo,e l'inconfondibile voce del grande cantautore americano.

venerdì 11 dicembre 2009

Le più belle di sempre : Born to be wild-Steppenwolf(1968)


Born to be wild è stata resa celebre dal film Easy Rider,ed è uno degli inni più famosi in ambito Hippie e flower power.Rimane il successo più limpido dei canadesi Steppenwolf(lupo della steppa,dall'omonimo romanzo di Hesse),poderosa band di rock blues psichedelico.Il pezzo,inoltre, con un suo verso,ha dato il nome ad un genere(Heavy metal thunder).Genere di cui,peraltro,non fa parte.

giovedì 10 dicembre 2009

Cristina Guggeri : Tempesta

Perle sconosciute : Il Genio-Non è possibile(2008)


Il Genio è un duo musicale di origine pugliese ma con base a Milano che si è messo in luce nel 2008 col tormentone Pop porno,che,al di là del testo malizioso che sta alla base del suo successo, chiarisce la cifra stilistica del gruppo.Puntando sull'alternanza della voce maschile e femminile,Il Genio propone un mix di sonorità anni '60,elektro-soft e easy listening di una certa freschezza,il tutto con evidenti tributi a band come i Baustelle e,soprattutto,al grande Serge Gainsbourg. Il pezzo che vi propongo tratta con ironia dell'annoso dubbio sulla conquista della Luna da parte degli americani,un tema più da Voyager che da canzone pop,ma svolto in modo divertente.E poi è un modo per sdoganare il pop di casa nostra dai soliti testi lacrimevoli alla Tiziano Ferro,Laura Pausini e compagnia bella.

mercoledì 9 dicembre 2009

Le più belle di sempre : Behind blue eyes-The Who(1971)


Behind blue eye è uno dei brani più celebri degli Who,incluso nell'album Who's next del 1971.Il pezzo parte come una delicata ballata sostenuta da un arpeggio di chitarra acustica e dalla voce cristallina di Roger Daltrey,per poi vedere l'innesto di una parte marcatamente rock blues,con la chitarra di Pete Townshend sugli scudi.Pochi anni fa la canzone è tornata d'attualità a causa della zoppicante cover degli americani Limp Bizkit.

lunedì 7 dicembre 2009

Perle sconosciute : Talk down the girl-The Veils(2004)


Vi ho già parlato dei Veils qualche tempo fa e del loro album d'esordio,The Runaway Found,il mio disco preferito tra i tre che hanno inciso.Talk down the girl è,secondo me,una delle vette dell'intero lavoro;una ballata prima acustica e poi irrorata da un filo di elettricità,con la voce intensa di Finn Andrews sempre sul punto di spezzarsi.Brividi.E applausi.

domenica 6 dicembre 2009

Altre forme di blues : I put a spell on you-Creedence Clearwater Revival(1969)


I Creedence Clearwater Revival,pur avendo inciso alcuni dei più limpidi successi degli anni a cavallo tra i '60 e i '70,sono sempre stati messi un po' da parte,ingiustamente,dai puristi del flower power,perchè rei di non avere abbracciato del tutto la causa,a differenza di gruppi più impegnati ma forse meno validi come i Jefferson Airplane e i Grateful Dead.Ma,a parte le considerazioni più o meno politiche,il gruppo rimane forse il più valido esempio di commistione fra rock,country e blues e John Fogerty forse la miglior voce americana del periodo,oltre che un bravissimo chitarrista,pieno di feeling ed estremamente sottovalutato.I put a spell on you è un classico del blues del folle Screamin' Jay Hawkins,ripreso in decine di versioni più o meno riuscite;quella dei Creedence è sicuramente la migliore.

sabato 5 dicembre 2009

Perle sconosciute : The Bridge-Elton John(2006)


Elton John è il perfetto esempio di come si possa avviare una carriera favolosa sia per successo di pubblico che di critica(gli anni '70),e di come si possa far di tutto per tentare di distruggerla,tra scelte musicali discutibili,scandali e scandaletti rosa ed eccessi kitsch(anni '80 e seguenti).Nel 2006,però,il buon Elton,ormai Sir,sembra azzeccare la mossa giusta;si riunisce con Bernie Taupin,il paroliere dei tempi d'oro,e a tratti la magia sembra riaccendersi.Alcuni pezzi del disco The captain and the kid ci restituiscono l'artista al pieno delle sue capacità,come in questa The Bridge,una ballata per solo piano e voce che rimanda dritti dritti ai capolavori degli esordi.

giovedì 3 dicembre 2009

Altre forme di blues : Yer Blues-The Dirty Mac

Yer Blues è una delle rare incursioni nel blues da parte dei Beatles,e apparve per la prima volta nel leggendario White Album del 1968.Questa versione è una vera chicca,registrata per il Rock'n'roll circus dei Rolling Stones da un'estemporanea formazione all-stars denominata The Dirty Mac e composta da Mitch Mitchell alla batteria(Jimi Hendrix Experience),da Keith Richards nell'insolita veste di bassista(Rolling Stones),da Eric Clapton alla chitarra,qui al massimo splendore,e da John Lennon a voce e chitarra.

Avvistamenti 2009 in pillole(1)


Cass McCombs-Catacombs

Giunto al quinto lavoro,l'americano Cass McCombs propone un album dalle sonorità retrò,che si rifanno ad atmosfere ora tra il country ed il rock'n'roll,ora beatlesiane;quà e là affiora qualche momento di noia,ma tutto sommato ci troviamo di fronte ad un lavoro godibile e ben suonato,a partire dal pezzo d'apertura,Dreams come true girl.

Noemi-Sulla mia pelle

Non spaventi troppo il fatto che Noemi sia uscita fuori dal calderone dei reality.Già nel ristretto ambito di X-Factor,la cantante era riuscita a mettere in evidenza le sue buone doti,ora,sulla distanza dell'album Noemi la spunta a metà.Il terreno di caccia è un robusto soul-blues con palesi ammiccamenti pop,che per una volta si affranca da eccessive dipendenze da Amy Winehouse.I pezzi forti sono All'infinito,brano d'apertura con una piacevole fisarmonica,il singolone L'amore si odia con la Mannoia e Per colpa tua,forse il pezzo più interessante,scritto dalla mente dei Baustelle Francesco Bianconi.Difetto più grave,l'estrema ripetitività degli altri brani sia a livello di musica che di testi.

Nina Zilli-Nina Zilli

Sempre in ambito soul-blues-Winehouse,si segnala l'EP della giovane Nina Zilli,che a differenza di colleghe più blasonate è riuscita a farsi strada senza passare dai soliti reality.Bollata come clone di Giusy Ferreri,a cui in realtà è assolutamente superiore,la Zilli propone questo EP,che con un paio di pezzi in più sarebbe stato un dignitoso LP,forte del singolo 50.000 inciso con il bravo Giuliano Palma,e di bei brani che svariano dal reggae di Penelope all'arrangiamento blues di Bellissimo,alla cover di You can't hurry love delle Supremes.

Editors-In this light and on this evening

E così gli Editors cambiarono tutto per non cambiare niente.Salutato dalla stampa come "rivoluzionario" per la misera trovata di sostituire le chitarre con i sintetizzatori,il nuovo lavoro degli Editors in realtà di nuovo ha ben poco,solite influenze Joy Division e Interpol,solita voce sepolcrale del cantante e un'attitudine synth-pop che vorrebbe citare i migliori Depeche Mode, ma si limita a scimmiottare i peggiori.Non manca qualche brano di impatto,come l'ottima title-track,ma a prevalere è la noia.

mercoledì 2 dicembre 2009

Le più belle di sempre : A whiter shade of pale-Procul Harum(1967)


A whiter shade of pale è il brano d'esordio del gruppo inglese Procol Harum,i quali furono capaci d'imporre come opera prima un pezzo che sarebbe rimasto nella storia come uno dei più famosi e coverizzati in assoluto.Proprio le infinite cover di questo brano sono state un po' la croce e delizia dello stesso(tra le altre,l'italiana Senza luce dei Dik Dik),se da un lato,infatti,l'hanno mantenuto sempre attuale,dall'altro hanno contribuito a banalizzarlo non poco.Io voglio riproporvelo comunque perchè,se riusciamo ad ascoltarlo come se fosse la prima volta e a farci trasportare dalle note dell'organo,ispirato in gran parte a partiture nientemeno che di Bach,possiamo renderci conto di come i Procol Harum abbiano in effetti scritto una delle pagine più alte di tutto il pop. Da notare,infine,l'assoluta ingenuità,in tipico stile summer of love,di quest'antesignano dei videoclip.

Perle sconosciute : Mind's Eye-Wolfmother(2005)


Recentemente è uscito il tribolato secondo album dei Wolfmother.band australiana artefice di un robusto connubio tra hard rock anni '70 e un tocco di psichedelia.Ad un primo ascolto mi sembra inferiore al loro primo lavoro,risalente al 2005,magari presto ne parlerò più diffusamente. Intanto vi propongo quello che è a tutt'oggi il loro pezzo che preferisco,Mind's eye.Si tratta di un brano dove per una volta i Wolfmother non pestano solo sull'accelleratore ma lavorano di fino,con un arrangiamento ai limiti del progressive,con una bella parte di organo Hammond e la caratteristica voce di Andrew Stockdale.

martedì 1 dicembre 2009

Avvistamenti 2009 : Marina Rei-Musa


Nel corso degli anni Marina Rei ha costruito un percorso musicale di grande crescita,cosa spesso estranea al pop nostrano.Partendo da una proposta musicale piuttosto commerciale,anche se sempre raffinata,la Rei si è a poco a poco avvicinata al rock d'autore,completando questo ciclo con Musa,l'album uscito quest'anno che la conferma musicista di qualità,interprete di personalità e donna dall'indubbio fascino.Peccato che,come spesso accade,all'aumento di qualità corrisponda un riscontro di pubblico inversamente proporzionale.Tornando all'album,ci troviamo di fronte ad un disco davvero maturo e completo;musa è un singolo di buon impatto,pezzi come Ci sarebbe ancora gloria e Sorrido sono ballate di gran classe,La tua sposa sfoggia un flauto ed un arrangiamento quasi progressive,mentre Il rovescio della cura è un pezzo rock tirato e ironico. Una vera chicca è poi Il mare verticale,intensa cover del bel brano di Paolo Benvegnù.Un discorso a parte merita il pezzo qui proposto,Donna che parla in fretta,vero inno in difesa delle donne,tratto da una poesia di Anne Waldeman,scioccante e sopra le righe come ogni grande intuizione dovrebbe essere.L'unico appunto rivolto al disco dalla critica è un'eccessiva dipendenza dagli stilemi di Carmen Consoli e,in effetti ,il fantasma della siciliana aleggia in vari pezzi,tanto che la brava Carmen suona la chitarra acustica in Un volo senza fine,a testimonianza della stima che nutre verso Marina Rei.Un plauso,infine,alla Rei musicista che si cimenta con batteria,chitarra e percussioni varie in tutti i brani.

Altre forme di blues : Quello che non ho-Fabrizio De Andrè(live,1981)


Anche il grande Fabrizio De Andrè,nel corso della sua carriera,ha tratto in qualche occasione ispirazione dal genere che è padre di quasi tutta la musica leggera degli ultimi cinquant'anni,il blues.Questo è il caso più palese,un brano dalla tipica ritmica utilizzata in decine di blues(se proprio vogliamo trovargli un padre è il John Lee Hooker di Boogie Chillen)e tratto dall'album semplicemente conosciuto come L'indiano.Tipici sono anche gli strumenti utilizzati,dalla chitarra elettrica slide al bel assolo di armonica,mentre la coda è quasi progressive,con tanto di assolo di Moog a chiudere questo omaggio al blues.Altre tracce della musica del diavolo nella discografia di De Andrè si possono trovare nella Ballata dell'amore cieco e,soprattutto a livello di arrangiamento,in Amico fragile.