giovedì 12 novembre 2009

Suggerimenti per la lettura : Arancia meccanica di Anthony Burgess(1962)


Quasi tutti conoscono Arancia meccanica come uno dei capolavori di Stanley Kubrick,forse addirittura il più famoso tra i suoi film,molti meno hanno letto il libro da cui esso è tratto,scritto da Anthony Burgess,uno dei maggiori scrittori inglesi del novecento.La trama è risaputa:il giovane Alex,a capo della sua banda,detta dei drughi,passa le sue serate dedicandosi all'esercizio dell'ultraviolenza e al consumo di droghe sintetiche.Durante una delle sue scorribande una vecchietta inerme rimane uccisa e,tradito dai propri sodali,Alex finisce in prigione.Qui gli viene proposta come veloce via d'uscita una cura sperimentale,la cura Ludovico,che dovrebbe renderlo di nuovo adatto a vivere nella società.In realtà si tratta di un procedimento che,lungi dal renderlo "buono",mira solo a reprimere i suoi istinti violenti inducendogli una sorta di malessere fisico ogni volta che questi stanno per prendere il sopravvento.Questo attraverso manipolazioni psicologiche e assunzione di farmaci.Quando Alex esce di prigione si trova in balìa della società di cui si era sempre preso gioco;i suoi ex complici sono diventati poliziotti,la sua famiglia lo rifiuta, loschi politici di sinistra,tra cui una sua precedente vittima,lo strumentalizzano allo scopo di screditare il governo fino a spingerlo al tentato suicidio.Vi risparmio il finale,nel caso non l'aveste letto o non aveste visto il film.

In questo romanzo,tristemente profetico,ambientato in una società più parallela che futuribile, Burgess fa largo uso di strumenti rivoluzionari per la letteratura dell'epoca;innanzitutto il nadsat , un linguaggio a base di inglese e russo inventato per l'occasione.Poi la violenza,che viene descritta in prima persona dal protagonista,il quale ne parla quasi alla stregua di un hobby,senza cercare mai una giustificazione ai suoi scellerati atti,tanto sono normali per la sua natura.La grande particolarità di Alex,uno dei personaggi più angoscianti e allucinanti dell'intera letteratura , sta proprio nel presentarci le sue malefatte in modo del tutto spiazzante;si tratta infatti di un personaggio affascinante,dai gusti raffinati e dal linguaggio forbito,ironico e di una certa finezza mentale,ma totalmente sprovvisto di morale,tanto che la sua insensata sete di violenza non deriva nè dalla noia,nè da un moto di ribellione verso la società:Alex compie la violenza semplicemente perchè lui è fatto così.Anche quando è in prigione o quando si sottopone alla cura,non mostra il minimo segno di pentimento.Perfino quando è "rieducato",Alex non pratica più l'ultraviolenza perchè ne è impossibilitato,ma il suo istinto rimane genuinamente malvagio.Ed è qui che viene fuori il tema e la domanda principale di Arancia meccanica:è peggiore Alex,che asseconda i suoi istinti fino alle estreme conseguenze,o la società che con pari violenza lo snatura fino a renderlo quasi una larva?O,per dirla con le parole del cappellano della prigione,l'unico personaggio che tenta di dissuadere Alex dal sottoporsi alla cura,l'uomo può ancora dirsi uomo quando è impossibilitato a scegliere tra il bene ed il male?Da questo punto di vista il capolavoro di Burgess va a inserirsi tra i grandi romanzi di condanna a qualsiasi totalitarismo,assieme a 1984 e La fattoria degli animali di Orwell e a Fahrenheit 451 di Bradbury,dai quali si distacca solo per le diverse scelte stilistiche.In conclusione,siamo di fronte ad un vero capolavoro della letteratura del '900,da maneggiare però con la dovuta cautela,senza perdere di vista il significato profondo dell'opera,visto che,ammaliati dal magnetico fascino maledetto di Alex,è facile ritrovarsi a prendere le parti del malvagio protagonista.

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