mercoledì 13 gennaio 2010

Altre forme di blues : The Velvet Underground-I'm waiting for my man(1966)


Può sembrare strano l'accostamento di un gruppo dark e sperimentale come i Velvet Underground ad un genere tradizionale come il blues,invece trovo sia utile per capire come spesso nella musica leggera tutto sia un po' un rimasticamento(sia pur nobilissimo,in questo caso)di qualcosa di pre-esistente,e di come il blues sia il genere imprescindibile per chiunque voglia suonare qualsivoglia genere pop.I'm waiting for the man,che all'epoca fu oggetto di infiniti tentativi di censura per il modo disinvolto di affrontare lo spinoso tema delle droghe pesanti,sotto il profilo tecnico è un pezzo piuttosto tradizionale;la progressione di accordi è infatti prelevata pari pari da alcuni brani tradizionali del blues,uno per tutti Ain't nobody business mentre l'arrangiamento strizza l'occhio al più classico dei rock'n'roll.Ciò che ne fa un pezzo rivoluzionario è invece proprio il modo di trattare un appuntamento con il pusher alla stregua di un fatto normalissimo,di routine,un tratto che farà la fortuna,postuma,di questo indimenticabile gruppo.

1 commento:

  1. Ehilà, ma come blues? Il blues è una progressione I-IV-V, qui c'è solo una sequenza di 2 accordi I-IV (Mi-La)e poi una piccola scala ascendente (Mi-Fa#-Sol-La) tra i due stessi accordi I-IV...

    Quello che ne fa un pezzo rivoluzionario - secondo me - è proprio l'uso di 2 soli accordi e il tono sferragliante delle chitarre, anticipando di 10 anni buoni il punk :)

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