domenica 4 settembre 2011

Adagio-Amos Oz


Da mattina a sera fuori scorre una luce che tutto pensa fuorché d'essere luce.
Cime di fronde che respirano silenzio senza bisogno alcuno di trovare
il codice dell'essere alberi. Steppe inerti per sempre adagiate senza darsi pena della propria desolazione. Sabbie sperdute senza stare a domandarsi
fino a quando e perché e dove. Tutto questo esistere strabiliante
eppure non strabiliato. Rossa sale la luna, un occhio versato pare
che ustiona la tenebra del cielo, tacita ma non attonita. Un gatto appisolato sul muretto.
Pisola e respira. Niente più. La notte il vento gira, alita sui boschi e colli, gira e va. Alita.
Senza pensieri e mugugni. Solo tu, terra e umore, sino a che viene mattino
scrivi e cancelli, cerchi causa e rimedio.

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