mercoledì 7 settembre 2011

Originale vs Cover : Be my baby-Ronettes/John Lennon


Cover. Un terreno paludoso dove i più affondano, irrimediabilmente. Quante ce ne tocca subire, così a caso, il Vasco che massacra i Radiohead, o Venditti che scippa i Crowded House e poi ti fa - ...e quelli là chi li conosce...-o, se volete, Jovanotti che ripropone De Andrè con tutta l'onesta di questo mondo, ma a fischiettare Il suonatore Jones proprio non ce la fa; velo pietoso sulle decine di cover band che rifanno i loro idoli in tutto e per tutto, deduco anche quando si rinchiudono in quel posticino che avete capito benissimo. Una volta conobbi il cantante di una cover band di Ligabue, imitava, si badi bene giù dal palco, anche la parlata strascicata e assai poco invidiabile del liga, tutto fiero di non aver niente di suo da proporre, la negazione dell'arte...ma questa è un'altra storia e un post non può diventare la Gerusalemme liberata. Terreno scivoloso, dunque, dove chi rimane in equilibrio e a volte supera l'originale non può che essere un grande; Nick Cave che rifà Disco 2000 dei Pulp, o Johnny Cash che rifà qualsiasi cosa possa uscire dal manico della sua chitarra, o M Ward alle prese con l'insidiosa Let's dance di Bowie, o gli Czars e Micah P. Hinson che riescono a mantenere l'equilibrio per un album intero. A questo elenco, se siete d'accordo, aggiungerei John Lennon (se non lo siete, pazienza...); il nostro vanta forse come cover più conosciuta l'immortale Stand by me, già di Ben E. King, ma quello che voglio proporvi è qualcos'altro. Be my baby è forse il pezzo più celebre delle Ronettes, perfetto esempio di canzone pop anni '60, magari un filo smielata, ma comunque perfetta nel suo genere; del resto Phil Spector non era l'ultimo arrivato, come anche i Beatles ben sapevano. Ma la versione di Lennon è sublime, una completa trasfigurazione dell'originale; ascoltate l'intro, una chitarra acustica battuta indolentemente come piace tanto fare oggi agli Arcade Fire e a tanti nobili esponenti dell'indie, qualche secondo e arriva la linea di basso, semplice e incalzante, presto doppiata dal piano. Quando poi arrivano i fiati e la batteria il brano si colora di una venatura reggae, rimanendo al tempo stesso quanto di più lontano dal reggae si possa immaginare; gli strumenti si aggiungono uno dopo l'altro,con naturalezza, in quello che potremmo definire uno sviluppo orizzontale(e non parliamo di film porno...). Il pezzo avrebbe già un suo perchè così, quando ecco la voce di Lennon; bè, la voce di Lennon tutti la conosciamo, Liam Gallagher si farebbe tagliare un braccio per cantare così una volta nella vita, eppure non è mai semplice scrollarsela di dosso così facilmente; la voce di Lennon in Be my baby arriva dritta dall'anima, è il grido disperato e sensuale di chiunque abbia mai amato qualcosa, o qualcuno, di irrangiungibile. Be my baby nella versione originale è un pezzo di storia del pop, fantastica. Be my baby, la cover, è un pezzo dell'anima di Lennon e di chi abbia mai avuto il cuore strizzato da un amore impossibile.

2 commenti:

  1. Meraviglioso, uno dei tuoi post più belli...regala un momento di Musica!

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  2. Con la M maiuscola ;)...Grazie Veronica!

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