venerdì 20 maggio 2016

I Dischi Oscuri: Black Cat Bones - Barbed Wire Sandwich (1969)



Oggi, per la rubrica dei dischi oscuri, mi piace vincere facile; vado infatti a parlarvi di quello che è il mio disco preferito in assoluto del british blues, e di quel particolare periodo, crepuscolare del genere, in cui si andò affermando un particolare heavy blues, che getterà i semi per tutto l'hard rock e per il nascente progressive. Parliamo dell'unica prova in studio dei Black Cat Bones, band formatasi già nel 1966, che si era fatta le ossa accompagnando i vecchi bluesmen neri americani che vivevano una seconda giovinezza in Inghilterra grazie al fenomeno del blues revival, in particolare Champion Jack Dupree. Il primo nucleo dei Black Cat Bones gode di una certa notorietà per aver fatto da palestra ai futuri Free Paul Kossoff, geniale chitarrista scomparso troppo presto, e Andy Fraser. Ma quando la band arriva all'unica prova su vinile, i due se ne sono già andati, e il precario equilibrio ricreatosi con l'arrivo del batterista Phil Lenoir e dello straordinario chitarrista Rod Price, durerà ben poco; infatti, di lì a poco il chitarrista si unirà ai Foghat, e i superstiti cambieranno la ragione sociale in Leaf Hound, dando alle stampe un altro lavoro leggendario, di cui prima o poi parleremo, all'insegna di un tiratissimo hard rock, ma purtroppo anche questo di nessun successo, almeno all'epoca.
Barbed Wire Sandwich è sorretto da una serie di pezzi dalla struttura piuttosto semplice, ma irresistibili; il lavoro alla chitarra di Price è encomiabile, mai una nota di troppo e mai una di meno, il suono che si fa di volta in volta sottile e ficcante, o ruvido e saturo, sorprendendo per misura e gusto, i riff pesanti come macigni e la voce di Brian Short, tra le migliori del genere. Si parte subito col piede affondato sull'acceleratore con Chaffeur, robusto hard blues dal riff implacabile, seguito da Death Valley Blues, uno dei migliori slow che abbia mai ascoltato, per un uno - due che lascia di sasso: come è possibile - ci si chiede - che i Black Cat Bones non vengano ricordati tra i più grandi? Altri pezzi heavy sulla falsariga di Chaffeur sono Save My Love e la conclusiva Good Lookin' Woman, con un'incisiva prestazione di Price anche come vocalist. Si differenziano dal resto del disco la cover dell'abusata, ma non allora, Feelin' Good, la ballata psichedelica Four Women e il blues acustico di Sylvester's Blues.
Se ancora non lo conosceste, ascoltate Barbed Wire Sandwich con attenzione, è quanto di meglio la stagione dell'heavy blues britannico abbia prodotto, e i cui semi ancor oggi germogliano in tante band di giovincelli capelloni e nostalgici di un tempo non vissuto.

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