mercoledì 11 maggio 2016

Recensione: Spidergawd - III (2015)



Non è un mistero che negli ultimi anni ciò che di più significativo sta accadendo nell'hard rock e nell'heavy metal, venga per lo più dalle fredde lande del nord Europa. I Graveyard e i Witchcraft in Svezia, i mitici Motorpsycho in Norvegia, uniti a un folto stuolo di band minori o emergenti, sta infatti tenendo alto il vessillo di chi ama un certo tipo di rock che, pur avendo dato il meglio negli anni '70, sopravvive, anche se spesso a mero livello di rappresentazione, essendo venuti ormai meno i contenuti innovativi da almeno trent'anni.
E proprio da una costola dei Motorpsycho nasce il side-project degli Spidergawd, formati da due terzi della band madre, Bent Saether e Kenneth Kapstad, e che dal gruppo originario ha ereditato, oltre alla tecnica e l'ispirazione, anche l'estrema prolificità, avendo infatti dato alle stampe tre album in tre anni, intitolati molto fantasiosamente I, II e III. Ma forse, visto il genere, è un tributo ai primi tre dischi dei Led Zeppelin, chissà.
Va subito detto che, benché il sottoscritto non sia del tutto d'accordo, continuando a preferire lo spleen dei Graveyard e la ruspante genuinità dei Witchcraft, gli Spidergawd si sono subito imposti come alfieri del movimento, probabilmente anche grazie alla loro nobile discendenza. Quello che non mi convince sono infatti certe atmosfere da metal anni '80 che ogni tanto affiorano nelle melodie e in qualche assolo di chitarra tirato un po' troppo a lucido, ma siamo nel campo dei gusti personali; già, perché, al di là di questo III suona che è una meraviglia, con complessi passaggi strumentali che il rock medio dei nostri giorni nemmeno sogna. E questo si esplicita chiaramente soprattutto nell'attacco al fulmicotone di No Man's Land, una cavalcata hard seventies con la voce tirata come in un pezzo dei Deep Purple, e nel conclusivo trittico Lighthouse, con accenni di pura psichedelia e il favoloso sax di Rolf Martin Snustad in bella evidenza.
Un signor disco, quindi, anche se la mia sensazione è che forse l'eccessiva prolificità, tra dischi in studio, tour interminabili e impegni coi Motorpsycho, quando trovino il tempo per tutto rimane un mistero, abbia per ora impedito agli Spidergawd di esprimere l'intero potenziale; qualche aggiustamento, idee un po' più chiare sulla direzione da prendere, e state sicuri che ne sentiremo ancora delle belle.

Voto: 7

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