martedì 22 dicembre 2009

Poesia e Musica : Eroina-Riccardo Mannerini e Il cantico dei drogati-Fabrizio De Andrè(1968)

Il cantico dei drogati è forse il pezzo più intenso mai scritto da De Andrè,ed è tratto dal suo capolavoro del 1968 Tutti morimmo a stento.Forse non tutti sanno che il testo di questo vero e proprio capolavoro fu tratto da una poesia di Riccardo Mannerini,e che lo stesso autore collaborò alla stesura del testo. Per chi volesse approfondire la conoscenza con questo grande e troppo poco conosciuto poeta vi rimando al sito www.riccardomannerini.it e al libro "Il sogno e l'avventura",attualmente in libreria,che contiene l'intera opera del Mannerini.

Eroina

Come potrò dire
a mia madre
che ho paura?
La vita,il domani,il dopodomani
e le altre albe
mi troveranno
a tremare
mentre
nel mio cervello
l’ottovolante della critica
ha rotto i freni
e il personale
è ubriaco.
Ho paura,tanta paura,
e non c’è nascondiglio possibile
o rifugio sicuro.
Ho licenziato
Iddio
e buttato via una donna.
La mia patria
è come la mia intelligenza:
esiste, ma non la conosco.
Ho voluto
il vuoto.
Ho fatto
il vuoto.
Sono solo
e ho freddo
e gli altri nudi
ridono forte
mentre io striscio
verso un fuoco che non mi scalda.
Guardo avvilito
questo deserto
di grattacieli
e attonito
vedo sfilare
milioni di esseri di vetro.
Come potrò
dire a mia madre
che ho paura?
La vita,il suo motivo,e il cielo
e la terra
io non posso raggiungerli
e toccare…
Sono sospeso a un filo
che non esiste
e vivo la mia morte
come un anticipo terribile.
Mi è stato concesso
di non portare addosso
vermi
o lezzi o rosari.
Ho barattato
con una maledizione
vecchia ma in buono stato.
Fu un errore.
Non desto nemmeno
più la pietà
di una vergine e non posso
godere il dolore
di chi mi amava.
Se urlo chi sono,dalla mia gola
escono deformati e trasformati
i suoni che vengono sentiti
come comuni discorsi.
Se scrivo il mio terrore,
chi lo legge teme di rivelarsi e fugge
per ritornare dopo aver comprato
del coraggio.
Solo quando
scadrà l’affitto
di questo corpo idiota
avrò un premio.
Sarò citato
di monito a coloro
che credono sia divertente
giocare a palla
col proprio cervello
riuscendo a lanciarlo
oltre la riga
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell’infinito.
Come potrò dire a mia madre
che ho paura?
Insegnami,tu che mi ascolti,
un alfabeto diverso
da quello della mia vigliaccheria

4 commenti:

  1. Sarebbe inadeguato dire che questa canzone sia bella. Colui che chi ascoltando questo testo in musica non si emoziona sarebbe un uomo senza sensibilità. Era avanguardia allora e lo è tutt'ora...se ripenso allo scalpore di Luca era gay...mi viene da ridere.
    Queste canzoni si dovrebbero studiare a scuola, fanno parte della nostra storia.
    Di più non dico, questo post va letto ascoltato, non commentato.

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  2. Infatti avrai notato che quando posto capolavori del genere limito il testo dell'articolo ai minimi termini...più che dire che è un capolavoro non si può.
    P.S. Mi sà che il buon Povia,per Sanremo,ci ha preparato un'altra delle sue ciofeche...un brano su Eluana!Prepariamoci al peggio...

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  3. Ringrazio per l'interessamento alla causa e ricordo che è in libreria IL SOGNO E L'AVVENTURA, opera completa di Riccardo Mannerini.

    Cordialmente
    Ugo Mannerini
    www.riccardomannerini.it

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  4. Per me è un onore aver reso omaggio a due grandi artisti come De Andrè e Mannerini.Ho aggiunto nel testo dell'articolo la notizia dell'uscita del libro.Grazie per l'apprezzamento!

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