giovedì 3 dicembre 2009

Avvistamenti 2009 in pillole(1)


Cass McCombs-Catacombs

Giunto al quinto lavoro,l'americano Cass McCombs propone un album dalle sonorità retrò,che si rifanno ad atmosfere ora tra il country ed il rock'n'roll,ora beatlesiane;quà e là affiora qualche momento di noia,ma tutto sommato ci troviamo di fronte ad un lavoro godibile e ben suonato,a partire dal pezzo d'apertura,Dreams come true girl.

Noemi-Sulla mia pelle

Non spaventi troppo il fatto che Noemi sia uscita fuori dal calderone dei reality.Già nel ristretto ambito di X-Factor,la cantante era riuscita a mettere in evidenza le sue buone doti,ora,sulla distanza dell'album Noemi la spunta a metà.Il terreno di caccia è un robusto soul-blues con palesi ammiccamenti pop,che per una volta si affranca da eccessive dipendenze da Amy Winehouse.I pezzi forti sono All'infinito,brano d'apertura con una piacevole fisarmonica,il singolone L'amore si odia con la Mannoia e Per colpa tua,forse il pezzo più interessante,scritto dalla mente dei Baustelle Francesco Bianconi.Difetto più grave,l'estrema ripetitività degli altri brani sia a livello di musica che di testi.

Nina Zilli-Nina Zilli

Sempre in ambito soul-blues-Winehouse,si segnala l'EP della giovane Nina Zilli,che a differenza di colleghe più blasonate è riuscita a farsi strada senza passare dai soliti reality.Bollata come clone di Giusy Ferreri,a cui in realtà è assolutamente superiore,la Zilli propone questo EP,che con un paio di pezzi in più sarebbe stato un dignitoso LP,forte del singolo 50.000 inciso con il bravo Giuliano Palma,e di bei brani che svariano dal reggae di Penelope all'arrangiamento blues di Bellissimo,alla cover di You can't hurry love delle Supremes.

Editors-In this light and on this evening

E così gli Editors cambiarono tutto per non cambiare niente.Salutato dalla stampa come "rivoluzionario" per la misera trovata di sostituire le chitarre con i sintetizzatori,il nuovo lavoro degli Editors in realtà di nuovo ha ben poco,solite influenze Joy Division e Interpol,solita voce sepolcrale del cantante e un'attitudine synth-pop che vorrebbe citare i migliori Depeche Mode, ma si limita a scimmiottare i peggiori.Non manca qualche brano di impatto,come l'ottima title-track,ma a prevalere è la noia.

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