martedì 18 maggio 2010

Eugenio Montale : Nel fumo



Quante volte t'ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E' un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Claude Monet,La stazione di St.Lazare

3 commenti:

  1. ciao, stupendo post!
    quanti treni.. ricordi la canzone di rosita celentano? credo l'unica che lei ha mai cantato e scritto, me era bella, piena di significato,
    le stazioni in ogni caso, nebbiose o assolate hanno un fascino particolare e a me danno un incredibile senso di libertá, molto piú degli aereoporti e forse anche della macchina...

    quanti treni ho preso anche io e tu non sai quante volte i treni mi hanno portato lontano dalla mia vita, per cambiare, ancora una volta, e la voglia di prendere un treno per destinazione ingnota c'é sempre...

    bel post grazie per avermi fatto ricordare certe emozioni

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  2. bellissimi, il Sogno di monet e quello di Montale, avvolti nello stesso fumo, nello stesso sogno.

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  3. Grazie a entrambe.
    @ Laura : devo ammettere la mia lacuna (spero non grave) sulla canzone di Rosita,per la verità non sapevo neanche che avesse mai inciso qualcosa,anche se mi è simpatica...però sono contento che questo post ti abbia risvegliato ricordi intensi.Ciao!

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