giovedì 1 ottobre 2009

Paura e delirio a Zocca

Si sa,ogni giorno porta con sè le sue piccole gioie e i suoi piccoli drammi,e soprattutto questi ultimi sono sempre in agguato dietro l'angolo.Pochi giorni fa me ne stavo tranquillo tranquillo al lavoro,anestetizzato,come capiterà anche a molti di voi,dal rassicurante sottofondo di una radio privata che,come ogni giorno,diffondeva nell'aria i consueti,nonchè spesso rivoltanti,brani musicali protagonisti del mainstream di questi giorni.Ad un tratto,sorpresa!Sento partire un arpeggio familiare...eh sì,si tratta proprio di Creep dei Radiohead,uno dei pezzi pop più importanti degli ultimi vent'anni,nonchè uno dei miei brani preferiti.Subito i miei sensi si risvegliano dal torpore,un po' come succedeva all'Alex di Arancia meccanica quando ascoltava la Nona di Beethoven;sto già pregustando l'attacco della voce di Thom Yorke quando qualcosa di sconcertante accade:l'altoparlante inizia a diffondere l'inconfondibile voce(?) strascicata di Vasco Rossi che mi vomita addosso un'insensata accozzaglia di luoghi comuni,cuciti insieme in un italiano zoppicante,al posto del poetico,malinconico testo originale.La soluzione del mistero non è poi così complicata:si tratta di Ad ogni costo ,nuovo brano del rocker(sic!) di Zocca,cover dello storico pezzo dei Radiohead,con cui il Vasco nazionale ha voluto omaggiare la band inglese. Omaggio di cui avrebbero fatto volentieri a meno.Non credo sia il caso di infierire troppo paragonando il pezzo originale con questa sorta di rozza copia,solo qualche parola sul testo versione Vasco e sulla sua non proprio maiuscola interpretazione.Le liriche dei Radiohead parlavano di un ragazzo normale,non da copertina,che si innamora di una ragazza bellissima(Fucking special),e, al cospetto di questa,si sente quasi un verme.Più metaforicamente il testo alludeva al disagio di una generazione senza più ideali di fronte ad una società che ci vuole sempre perfetti,sempre sulla cresta dell'onda.La traduzione di Vasco,che ,apprendiamo dalle numerose interviste rilasciate,gli è costata ben quindici anni di sforzi artistici,ci presenta invece un signore anziano alle prese con una donna di facili costumi,la quale,ben lungi dal fargliela vedere anche solo da lontano,si sottrae alla sua squallida corte inventando scuse di ogni sorta. Da rimarcare le frasi ficcate a forza in una strofa che non riesce a contenerle(es.Guarda che lo so con il povero Vasco costretto a mangiarsi le parole per tenere sù la baracca),la grammatica messa sotto ai piedi(l'anche della strofa piango anche spesso non si capisce da dove salti fuori e non trova riscontro in nessuna lingua conosciuta),nonchè i vari nanana che vengono in soccorso laddove l'ispirazione,altrimenti fervida,del Nostro sembra venir meno.Quanto al senso del testo, oltre a quello letterale sopraccitato,non mi sembra nascondere argute metafore,se non l'allusione al vuoto artistico che lo stesso pezzo sottintende.Quanto all'interpretazione va detto che il buon Vasco qui si differenzia dal vino che pure tanto ama;infatti a differenza di questo invecchiando peggiora palesemente.Già nel recente passato si poteva notare una certa stanchezza interpretativa nelle cover di brani di De Gregori e Battisti e,soprattutto,nell'indegna crudeltà perpetrata ai danni di Un ragazzo di strada durante il sabba,pardon,la festa del primo Maggio, ma qui si va oltre il lecito e il confronto tra la voce sempre più roca di Vasco con l'interpretazione cristallina di Yorke è davvero impietoso.Se dubitate andate ad ascoltarvi la versione originale o, ancora meglio, quella acustica presente sull'EP del 1994 My iron lung.Quello che,fuor d'ironia, viene spontaneo notare è come tutti i principali media abbiano presentato l'uscita di quest'orrida cover come l'evento di questa fine annata,e non per quello che è,cioè una squallida operazione commerciale ai danni dei poveri fan di Vasco,che comprerebbero anche la sua versione di Papaveri e papere,se solo gli saltasse in mente di inciderla,atta a buttare qualcosa di nuovo sul mercato,in mancanza di materiale inedito.Evidentemente è quello che,in qualità di pubblico tra i peggiori al mondo in ambito musicale,ci meritiamo.Per rifarci le orecchie,ecco il link alla versione acustica di Creep.
http://www.youtube.com/watch?v=rMbNcdoFDRs

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