martedì 27 dicembre 2011

Top 15 2011: #5 to #2

5. Anna Calvi-S/T

Se cercate una rossa tutta fascino e voce, direi che Florence and The Machine dovrebbero andare benissimo. Se poi vi interessa anche la sostanza musicale e una bella Telecaster a tracolla che non se ne sta lì solo per bellezza, allora optate per il disco di Anna Calvi; un esordio al fulmicotone, passato fin troppo sotto silenzio.


4. Graveyard-Hisingen Blues

Il miglior disco di rock duro e puro dell'anno arriva dalla Svezia, terra dai sottovalutati trascorsi tra rock, prog e psichedelia. Derivativi fino all'osso da certo hard-blues anni 70' (ma CHISSENEFREGA), i Graveyard siorano la perfezione sia quando pestano sull'acceleratore, sia quando diluiscono l'ispirazione in ballatone psichedeliche in stile floydiano.


3. Vinicio Capossela-Marinai, Profeti e Balene

Un disco mastodontico come il bianco leviatano e di nobili natali letterari dove il buon Vinicio gioca a riproporre tutte le sue atmosfere tipiche: il blues sbilenco di Billy Budd e quello desertico di Polpo D'Amor(coi Calexico), il jazz-cabaret di Pryntyl e il teatro de La bianchezza della balena e ancora le atmosfere deandreiane di Lord Jim e Il grande leviatano.


2. Feist-Metals

Il ritorno dopo quattro anni di Leslie Feist, dove la canadese, con atmosfere sospese tra folk e blues, ristabilisce le gerarchie in un segmento sovraffollato come quello del cantautorato femminile, dimostrandosi una spanna sopra le sue colleghe. Chapeau.

2 commenti:

  1. grande anna calvi, però di sostanza musicale ne ha parecchia anche florence (che a me piace più a livello musicale, fisicamente non mi esalta molto...)
    il disco di feist per me bello, ma non bellissimo...

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  2. Invece a me Florence piace più fisicamente(anzi, più che fisicamente trovo che abbia fascino da vendere)che musicalmente; però è brava, la mia era più che altro una provocazione perché la stanno pompando un po' troppo, secondo me...Pensa che Feist sono stato indeciso fino all'ultimo se metterla al primo posto, poi ho scelto qualcosa di più strano più che altro per il gusto di stupire...Ah, buone feste Marco!

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