mercoledì 11 agosto 2010

Altre forme di blues : Super Session-Al Kooper,Michael Bloomfield,Stephen Stills


Al Kooper e Michael Bloomfield si conobbero durante le sessioni di registrazione di Highway 61 Revisited,il capolavoro di Bob Dylan;e questo dovrebbe bastare di per sè a capire l'aura di leggenda che circonda i due personaggi,ma potrei aggiungere che Bloomfield fu uno dei più rispettati e influenti chitarristi di blues bianco,e che Kooper,oltre che sopraffino multistrumentista,fu ispirato produttore e suonò in album come Electric Ladyland di Hendrix e Let it bleed degli Stones.Chiarito con chi abbiamo a che fare vi dico subito che l'album Super Session è uno dei miei preferiti di sempre e che nasce come una jam session sperimentale su iniziativa di Kooper,allora produttore per la Columbia.Un'iniziativa tipica di quel periodo di grande creatività e di estemporanee collaborazioni tra musicisti di successo.Bloomfield,che purtroppo già allora era perseguitato da dipendenze varie e crisi d'insonnia,suona solo sul primo lato del disco per poi lasciare spazio a Stephen Stills,futuro componente dei Crosby,Stills & Nash.Il primo pezzo che vi propongo è Albert's shuffle,un blues strumentale che apre l'album omaggiando lo stile di Albert King e offrendo forse la miglior prestazione di Bloomfield in quest'ambito.His holy modal majesty è forse il pezzo forte del lavoro;introdotto dal suono dell'Ondioline,un misconosciuto strumento elettronico a tasti suonato da Kooper,il brano jazzatissimo offre un'altra grande prestazione di Bloomfield,che si muove con agilità tra scale modali e raga indiani,riecheggiando il solo di East-West,il favoloso disco inciso con la Paul Butterfield Blues Band pochi anni prima.

Il secondo lato,quello con Stills alla chitarra è meno interessante,anche se ospita il pezzo più famoso del disco,una Season of the witch di Donovan in una resa psichedelica molto buona.Stills non vale certo Bloomfield come chitarrista,tuttavia la versione cosmica del classico You don't love me,forte di un efferato effetto phasing su tutti gli strumenti nonchè sulla voce,ha un vero e proprio effetto lisergico sull'ascoltatore.Dopo il disco Kooper e Bloomfield daranno vita ad un live immortalato da Live adventures of,poi la morte di Michael precluderà altre collaborazioni;da segnalare anche Kooper Session,dove l'organista tenterà,invero con discreto successo,di ricreare le stesse atmosfere col giovane Shuggie Otis,chitarrista dal talento cristallino.

5 commenti:

  1. Che disco che disco che discoooooooooooooo :)))

    His Holy Modal Majesty mi fa andare in deliquio...che nomi quelli coinvolti poi...O_O

    Ricordo un concerto di Al Kooper per pochi intimi quattro anni fa in castello a Vigevano...scandaloso, saremo stati una trentina appena...live impeccabile, due ore buone, personaggio eccentrico e incredibile...

    RispondiElimina
  2. Pochi ma buoni,immagino...almeno te lo sarai goduto in tranquillità!:))

    RispondiElimina
  3. Già ;)
    Pensa che ad un certo punto è pure sceso dal palco a girare tra la gente e a fare le facce ad un cagnolino...:D

    RispondiElimina
  4. Lo so che è un po' umiliante per grandi artisti come Al Kooper esibirsi davanti a quattro gatti,però devo ammettere che questi sono i miei concerti preferiti;pubblico competente e rispettoso e un feeling particolare che si instaura con l'artista...alla faccia dei mega concerti da rockstar che lasciano sempre un po' l'amaro in bocca!
    Ciao Fede,buona serata!

    RispondiElimina
  5. Vero, ma quella sera di autentici appassionati saremo stati...una decina-quindicina a dir tanto? Molti poi sono capitati in Castello quasi per sbaglio, giusto perchè passavano di lì...però si sono fermati :)

    Buona serata a te Andrea ;)

    RispondiElimina