martedì 11 agosto 2015

I Dischi Oscuri: Free Action Inc.: Plays Eddy Korsche (1970)

Quello che vi propongo oggi è un disco oscuro per davvero, se è vero che si ignora perfino chi furono i musicisti che lo incisero; chi parla dei The Sub (già di per sé abbastanza oscuri), chi vocifera del possibile coinvolgimento di membri del Balletto Di Bronzo, chi ci vede la mano dei fratelli De Angelis (per capirci, quelli delle colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill), all'epoca anche apprezzati turnisti, fatto sta che il mistero permane, e, da oggi, anche voi sarete costretti a perdere, come me e altri appassionati del genere, preziose ore di sonno. Al di là di queste oziose e misteriose considerazioni, l' Lp in questione vanta una sua piccolo importanza sia per la sua rarità che ingolosisce i collezionisti, sia, soprattutto, perché è valida testimonianza di come all'epoca l'Italia potesse vantare dei signori musicisti in ambito rock blues, psichedelia, post beat e nascenti pulsioni progressive. Basta ascoltare una qualsiasi delle tracce di questo lavoro perlopiù strumentale, in cui i misteriosi musicisti eseguono senza pecche (se non quelle di una registrazione ai limiti dell'inascoltabile) le dodici composizioni di Eddy Korsche, che altri non era che un valido produttore austriaco, già attivo in produzioni italiane pre-prog. A emergere sono la chitarra elettrica, grezza e acidissima, e l'organo Hammond tipico dell'epoca che si muove sulla falsariga più di un Jimmy Smith che degli onnipresenti (all'epoca) Doors o Deep Purple, mentre le atmosfere restituite dai pezzi sono molto Freak-beat, con omaggi a artisti al top all'epoca, quali Yardbirds, Hendrix e le solite, imprescindibili, radici blues; si prenda Life Story, come esempio, sembra un crossover tra Born Under A Bad Sign di Albert King, ma ripresa anche dai Cream, altri numi tutelari del gruppo, e la celeberrima Foxy Lady del già citato Hendrix. In buona sostanza, un lavoro assolutamente ininfluente nella storia del rock che conta, ma, a giudizio di chi scrive, anche una piccola perla perduta che farà la gioia degli appassionati di certa musica del periodo, velleitaria ma genuina e ancora oggi piacevole.

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