sabato 14 gennaio 2012

Avvistamenti : Bud Spencer Blues Explosion-Do It(2011)


I Bud Spencer Blues Explosion avrebbero tutto per sfondare, magari più all'estero che da noi, per la precisione, vediamo nel dettaglio.
Un nome che più cool non si può: ok, ce l'abbiamo; il nome è perfetto, rimanda alla Jon Spencer Blues Explosion, chiarendo subito in che ambito siamo(o vorremmo?) essere. In più, il gioco di parole con Bud Spencer è simpatico e sfizioso.
Musicisti dalla tecnica solida: abbiamo pure questo. Viterbini e Petulicchio fanno i session men da anni e non hanno nulla da invidiare a coppie più celebri, vedi Black Keys.
Energia live e presenza scenica: ci siamo pure qui.
E allora, direte voi, aspettando il fatidico però?
Non saprei, il loro terzo album, Do It, non è male e ha convinto un po' tutti, però lo sapete che vi dico? A me no. C'è questo, per cominciare; a Viterbini la chitarra brucia tra le mani, si vede e si sente. Allora perché, anzichè prendere per le corna il demone blues e saltargli sopra, fa il compassato, gioca di misura, cesella gli interventi in modo impeccabile? Troppo impeccabile. Io, da un chitarrista giovane e capace come lui mi aspetto l'andare sopra le righe, lo sbrodolarsi un po' addosso, il lancio dell'ego oltre l'ostacolo, invece no. Tutto perfettino e ammiccante, tutto invecchiato senza essere stato giovane. E poi i pezzi, carini ma ammiccanti ad un pop che non può essere preso a riferimento. La voce di Viterbini poi, non va proprio, a tratti sembrano gli Zero Assoluto(nomen omen). Anche i Black Keys si sono ammorbiditi, ma nei primi dischi erano dinamite pura, questo mi aspetterei dai BSBE. O sennò che facciano come Alex Britti, se mirano al grande pubblico. Qualcosa vorrà dire se i pezzi migliori sono Jesus on the mainline, uno standard, e Hamburger, pezzo già noto, oltre a Dio odia i tristi, che, effettivamente ha un bel tiro.
Quindi un disco che suona sì fresco e ben suonato, specie se accostato alla paccottiglia che c'è in giro, ma se volete ascoltare del vero blues conviene risalire ancora una volta alla fonte.

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